Skip to main content

Hanno applaudito a lungo i componenti della Direzione del Partito Democratico quando Enrico Letta ha annunciato la sua determinazione di fare il front runner della campagna elettorale già, di fatto, in corso. L’emozione e gli applausi più forti e convinti sono scattati quando il segretario ha aggiunto “se serve, ovviamente”. Un vero democratico il segretario… Ma non troppo. Dopo aver incassato con “voto” bulgaro il consenso a questa fondamentale scelta di indirizzo politico, ha subito aggiunto che tutto si può discutere ma non quel “dettaglio” che è la decisione di non allearsi con i Cinque Stelle. Questo punto è già stato deciso sovranamente dai nostri elettori, ha esclamato con il tono di chi sta mostrando l’asso nella manica.

Quando gli elettori del Pd lo abbiano deciso non si sa. O, no, forse lo sa Enrico che non prende mai il caffè la mattina, ma legge soltanto. Legge l’ultimo sondaggio, tutto il “resto è noia”, cantava una volta un tale. Ma sanno gli ineffabili membri della Direzione Pd che cosa è un front runner? A sentire i dizionari la traduzione corretta è “chi in una gara, conduce”. In senso figurato, il favorito. Al momento Letta certamente non lo è. E Conte, questa volta, non c’entra, non è mica un linguista. Una volta voleva fare l’avvocato del popolo, ora vorrebbe fare, forse, il federatore della “sinistra”. Buona fortuna ad entrambi. Noi ci consoliamo per il momento con Eduardo. Ha da passà ‘a nuttata. L’agenda Draghi e l’agenda progressista meritano ben altra attenzione.

 Post scriptum uno. Per chi lo avesse dimenticato il film front runner, adattamento cinematografico del romanzo del 2014 All the Truth Is Out, scritto da Matt Bai, è uscito in italiano con il titolo Il vizio del potere…E non è che finisce proprio bene per il protagonista.

Post scriptum due. Nelle gare di mezzofondo ci sono i front runner (quelli che conducono la prima parte della gara per vincere) e le “lepri” (pacer in inglese…) che conducono la prima parte della gara per garantire un buon tempo finale ai corridori favoriti. Attenzione, Enrico, a partire front runner e diventare strada facendo lepri.

Caro Letta, attento a fare il "front runner". Scrive il prof. Cantaro

Di Antonio Cantaro

Antonio Cantaro, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Urbino, e direttore del laboratorio politico fuoricollana.it, commenta con leggerezza la candidatura a front runner di Enrico Letta

Robert Habeck Germania

Anche la (pseudo) verde Germania sta ripensando il nucleare

Il gas russo ai minimi termini, il ricorso al carbone, l’economia sull’orlo del baratro e l’inverno all’orizzonte stanno favorendo l’impensabile. Nonostante l’ideologia (smentita) dei Verdi, il governo tedesco potrebbe posporre la chiusura delle ultime tre centrali nucleari. E per l’ente regolatorio altre tre possono essere riaccese

Nuove collaborazioni per Leonardo. Thales e (forse) Fincantieri

La società ha firmato un nuovo accordo di cooperazione nell’ambito della Difesa e sicurezza con Thales, mentre la controllata statunitense del gruppo, Leonardo DRS, ha effettuato la cessione delle proprie quote della joint venture Advanced acoustic concepts in favore di una controllata della società transalpina

copasir

Armi a Kiev. Ok del Copasir, che prepara la relazione sulla Difesa europea

Approvato dal Copasir il decreto per l’invio di materiale militare all’Ucraina, il quarto previsto dall’Italia dall’inizio dell’invasione. La lista degli armamenti è secretata, ma si ipotizzano blindati, artiglieria, mitragliatrici, mentre Kiev chiede sistemi di precisione a lunga gittata. L’audizione è servita al Copasir anche per completare la sua indagine sulla Difesa comune, in vista della presentazione in Parlamento

L’Italia investirà più (e meglio) in Difesa. Tutti i dettagli del documento programmatico

Cresce l’impegno della Difesa per la partecipazione al caccia del futuro Tempest, mentre prosegue il percorso di sviluppo degli elicotteri di nuova generazione. E poi i nuovi veicoli terrestri, ulteriori unità per la Marina con un ritorno dell’attenzione sulla guerra convenzionale. Nel Documento programmatico pluriennale 2022-2024 firmato da Lorenzo Guerini aumenta il budget e anche il ruolo dell’industria

Le orbite tra Intelligence e industria. La ricetta del Copasir per lo Spazio

Potenziare le strutture di governance del settore, agendo nell’interesse nazionale e sostenendo al contempo la collaborazione sul piano europeo e internazionale. Sono alcune delle ricette indicate dalla relazione sull’aerospazio realizzata dal Copasir. Lo Spazio è la frontiera sulla quale si svolgerà la competizione globale in ambito scientifico, economico e militare e l’Italia deve prepararsi ad affrontare la sfida. Ne hanno parlato Urso, Guidi e Savio in occasione del live talk di Formiche

Con i 5 Stelle? No alle politiche, sì nelle regioni. I paletti di Benifei (Pd)

L’europarlamentare dem: “Non abbiamo bisogno di patenti di draghiani da nessuno, ma abbiamo l’esigenza di decidere cosa fare per il futuro: Calenda chiarisca i nodi. Serve una grande lista civica nazionale”

petya

Attacco ransomware all’Agenzia delle Entrate. Cosa è successo secondo Iezzi

La cybergang LockBit minaccia di pubblicare un database di dati dei cittadini se le autorità non cedono al ricatto. Il fondatore di Swascan analizza la modalità dell’attacco, il successo della gang e il teatro della lotta. Dagli enti statali alle Pmi, l’intera catena di valore è vulnerabile: occorre ripensare l’approccio alla sicurezza

L’Italia investe nello Spazio. Ecco il fondo da 250 milioni

Siglata l’intesa tra il Dipartimento per la trasformazione digitale, guidato dal ministro con delega allo spazio Vittorio Colao, e Cdp Venture capital per la creazione di Italian space venture, un fondo di investimento finanziato con 250 milioni di euro per supportare finanziariamente la crescita dei progetti innovativi di sviluppo spaziale nazionale. Un obbiettivo in linea anche con le indicazioni fornite dal Copasir nella sua relazione sullo Spazio

Vi spiego perché l'accordo sul gas europeo è acqua fresca. Parla Tabarelli

Intervista al presidente di Nomisma Energia. L’intesa raggiunta a Bruxelles ha un che di surreale, assomiglia a una specie di danza della pioggia vista la sua natura volontaria. La vera ricetta è il razionamento su base nazionale, che in caso di ulteriori riduzioni dei flussi da Gazprom è inevitabile. E comunque non è detto che la gente sia disposta a mettersi un maglione in più a casa

×

Iscriviti alla newsletter