Skip to main content

“Israele si conferma partner importante per diversificare approvvigionamento energetico anche tramite Gnl”. Con queste parole Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico del governo italiano guidato da Mario Draghi, ha voluto mandare un chiaro segnale sui rapporti energetici con Israele e sul gasdotto Eastmed dopo l’incontro a Gerusalemme con Karine Elharrar, ministra delle Infrastrutture nazionali, energia e risorse idriche. Come scrivevamo su Formiche.net oltre un mese fa, la guerra di Vladimir Putin all’Ucraina rilancia il dialogo tra Italia e Israele sull’energia.

Il ministro, che è anche vicesegretario federale della Lega, è stato due giorni in Israele, il 24 e il 25 aprile, tra Tel Aviv e Gerusalemme. Oltre alla ministra Elharrar, ha incontrato Orna Barbivai, titolare del dicastero dell’Economia e dell’industria, i vertici dell’Israeli Innovation Authority, della Camera di commercio italo-israeliana e del Peres Center. Ha visitato gli impianti di Tower Semiconductor (azienda che a fine anno inaugurerà la produzione in Brianza con il gruppo italo-francese Stm e che da poco acquisita dalla statunitense Intel), quelli di Telecom Italia Sparkle e la non-profit Startup Nation Central.

“La crisi che stiamo vivendo non è solo economica”, ha dichiarato Giorgetti guardando alle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina. “Dobbiamo riflettere sul fatto che in un futuro prossimo la posizione dell’Italia nel Mediterraneo è centrale e può essere la porta strategica per il passaggio del gas e di altre fonti energetiche verso l’Europa”, ha aggiunto. Nel corso del colloquio è emersa la volontà di una collaborazione per lo sviluppo delle energie rinnovabili, della transizione verde per l’industria, si legge in una nota.

La ricerca sulla produzione e trasporto dell’idrogeno verde e può dare nuovo impulso a progetti infrastrutturali come il gasdotto Eastmed da oltre 1.900 chilometri per trasportare energia dal Bacino Levantino nel Mediterraneo orientale (tra Israele, Egitto e Cipro) fino a Otranto, in Puglia. Il progetto “è realizzabile in circa 4 anni e, in una prima fase, porterebbe in Italia un flusso aggiuntivo di 10 miliardi di mc all’anno, raddoppiabile a 20 miliardi di mc in una seconda fase”, ha dichiarato Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, società che garantisce il 20% della domanda italiana di gas, in una recente intervista rilasciata a Formiche.net.

Come dimostra il viaggio di Giorgetti, il governo italiano è al lavoro su Eastmed, soluzione citata in una recente intervista al Sole 24 Ore da Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, che con il ministro Luigi Di Maio sta seguendo dalla Farnesina il dossier per la diversificazione delle fonti energetiche e lo sganciamento dalla Russia. Un percorso avviato iniziando da fornitori già attivi, come l’Algeria e l’Azerbaigian, e Paesi africani come Congo-Brazzeville, Angola e Mozambico. Inoltre, come anticipato dal Corriere della Sera, la nuova strategia dell’esecutivo sul gas “prevede uno snellimento delle procedure per le autorizzazioni di nuovi rigassificatori partendo dalle due navi Frsu che Snam sta contrattando”.

Forte il pressing bipartisan anche da parte del Parlamento. Il Partito democratico, in particolare gli esponenti pugliesi e la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, da settimane ormai chiede al governo di “riprendere il procedimento per la realizzazione del gasdotto Eastmed”. Inoltre, la scorsa settimana sono state incardinate in commissione Attività produttive alla Camera le risoluzioni di Lega e Fratelli d’Italia sul progetto. L’atto proposto dalla Lega, a prima firma Paolo Formentini, punta a impegnare il governo “ad attivare le opportune interlocuzioni con i Paesi del progetto Eastmed per sostenere congiuntamente la possibilità e l’opportunità di rilanciarlo, associandovi l’Italia, in modo tale da garantire al nostro Paese la sicurezza degli approvvigionamenti energetici senza più dipendere dalle forniture della Federazione russa”. Quello di Fratelli d’Italia, a firma Riccardo Zucconi, punta anche al raddoppio del Tap.

Nelle scorse settimane anche gli Stati Uniti hanno inviato segnali di apertura alla luce del conflitto in Ucraina, dopo lo stop per ragioni di sostenibilità economica. La Commissione europea ha avviato uno studio di fattibilità, come ricordato recentemente dal presidente Draghi. “Non vedo motivi per cui l’Eastmed non possa essere preso nuovamente in considerazione da Bruxelles”, osservava Gianclaudio Torlizzi, fondatore di T-Commodity e autore di “Materia rara” (Guerini e Associati, 2021), con Formiche.net. Secondo l’esperto, il progetto ha “due punti di forza”. Primo: “approfondire la nostra presenza nel Mar Mediterraneo”, l’area in cui si staglia la proiezione esterna italiana. Secondo: “Fornirci di gas via tubo che sia sotto il profilo del prezzo sia sotto quello della stabilità di approvvigionamento è molto più performante dell’approvvigionamento via gas naturale liquefatto”.

Oltre al dossier Eastmed, l’agenda di Giorgetti in Israele aveva in cima alle priorità i semiconduttori.  Incontrando Ramat Gavriel, vicepresidente di Tower Semiconductor, Giorgetti ha sostenuto che l’alleanza con Stm e Intel “è la strada per lo sviluppo della produzione semiconduttori per l’Italia”. Il “governo italiano farà la sua parte”, ha aggiunto il ministro che, come raccontato da Formiche.net all’epoca, era rimasto piuttosto deluso dal piano di Intel per l’Europa e irritato con il collega Vittorio Colao, ministro della Transizione digitale, tanto da decidere di non partecipare alle trattative per uno stabilimento di packaging che potrebbe sorgere in Italia.

Gasdotto Eastmed e microchip. Il viaggio di Giorgetti in Israele

Il governo italiano continua gli sforzi per diversificare l’approvvigionamento energetico. Si muove anche il ministro dello Sviluppo economico che a Gerusalemme ha incontrato l’omologa Elharrar. Al centro della visita anche la corsa ai semiconduttori

Perché le sanzioni non fanno tremare Putin

Le sanzioni che davvero possono mettere in difficoltà la Federazione Russa sono quelle che mordono il sistema bancario e finanziario internazionale. E morderebbero ancora di più se l’insieme dei Paesi occidentali applicassero con coerenza le medesime misure nei confronti dell’importazione di oli minerali (soprattutto gas) dalla Russia. Il commento di Giuseppe Pennisi

Due o tre cosine che so sulle presidenziali in Francia. Firmato Pasquino

Il semipresidenzialismo francese con il sistema elettorale a doppio turno è un grande dispensatore di opportunità politiche. Ma soltanto a chi, conoscendolo, sa come utilizzarlo. L’analisi del professor Gianfranco Pasquino

Putin e Zelensky, fermatevi prima che... La lezione della storia

Un secolo fa, dopo la fine della Prima guerra mondiale i polacchi si ritrovarono indipendenti, armati e con la Russia in sfacelo. Avanzarono verso Mosca convinti di riuscire a rovesciare la neonata Repubblica sovietica. Trovarono, invece, sul loro cammino il Napoleone Rosso. Il commento di Francesco Sisci

Phisikk du role - Il 25 aprile e il senso di Alcide per la comunicazione

De Gasperi descrisse la cifra dell’antifascismo dei democristiani, che restò sempre irriducibile e consentì l’approdo democratico di fasce importanti della società italiana sicuramente anticomunista e moderata. Tra i meriti immensi di questo grande statista italiano c’è quello di aver capito il senso pedagogico della democrazia e delle sue conquiste. Male non sarebbe tornarci un po’ su, oggi. La rubrica di Pino Pisicchio

Macron e la sfida dell’autonomia energetica europea

Due sfide ad alta intensità tecnologica e geopolitica per il Macron-bis, alla guida della Francia per altri cinque anni e dell’Europa nelle prossime otto cruciali settimane. Il commento di Corrado Clini, già ministro dell’Ambiente

Crisi umanitaria, alimentare ed energetica. L'Ucraina riflessa nel Mediterraneo

Tre grandi crisi si riflettono già oggi – ma possono nei prossimi mesi diventare ancora più complicate – nel Mediterraneo, nel rapporto con l’Africa e nel rapporto con il Vicino ed Estremo oriente. L’analisi del presidente di Med-Or, Marco Minniti

Il ritorno di Medvedev, l’uomo che aveva illuso l’Occidente

La guerra in Ucraina ha portato alla ribalta nuovi e vecchi attori della politica russa. Tra questi c’è l’ex premier che guarda al post Putin. L’analisi di Giovanni Savino, visiting professor all’Università di Parma

Macron batte di nuovo Le Pen. E ora? Il live talk di Formiche

Altri cinque anni all’Eliseo. Come saranno? Ne parliamo con Jean-Pierre Darnis, Massimo Nava e Gilles Gressani. Modera Gabriele Carrer

Se a mediare tra Russia e Ucraina fa meglio la Giordania dell’Italia

C’è nel mondo arabo a livello ancor popolare prima che istituzionale un compiacimento diffuso per il fatto che nel monotono contesto internazionale dominato dagli Stati Uniti, vi sia qualcuno che abbia osato contrapporvisi. Il commento di Igor Pellicciari, ambasciatore di San Marino in Giordania e docente all’Università di Urbino

×

Iscriviti alla newsletter