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Larry Fink, Ceo della BlackRock, ha affermato di recente che “la globalizzazione così come la conosciamo da tre decenni è finita”. Il Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha detto, nei giorni scorsi in occasione degli “Incontri del Mulino”, che dopo l’aggressione russa dell’Ucraina siamo ad un “punto di svolta” per l’assetto economico e finanziario internazionale, perché, anche se gli esiti sono imprevedibili, oggi sono decisamente più incerti i pilastri dell’integrazione dei mercati e della cooperazione multilaterale.
Si tratta di autorevoli conferme del quadro d’insieme e delle preoccupazioni emerse dal dibattito pubblicato da Formiche,net, a seguito dell’articolo “Nulla sarà più come prima”, in questo mese di marzo.

In effetti, il tema da affrontare non è solo quello dell’efficacia delle sanzioni adottate contro l’aggressore e degli effetti delle sanzioni sulla disponibilità di materie prime e gas, nonché sul potere di acquisto delle famiglie per effetto dell’aumento dei prezzi che ne sono seguiti.
Anche se, nel nostro Paese, buona parte del dibattito si è concentrata su questi aspetti, senza dubbio centrali per le nostre condizioni di vita, essi assumono un rilievo ancora maggiore se vengono osservati all’interno del cambiamento in atto nei rapporti economici internazionali.

È importante, in particolare, l’aumento della tendenza verso un’economia divisa in “blocchi”: da una parte l’Europa, dall’altra il blocco russo-asiatico, con gli USA che, pur legati strettamente all’Europa, non possono ignorare il lato del Pacifico influenzato dal forte dinamismo di Cina, India e Sud-Est asiatico.
Si tratta di una divisione che rappresenta un serio rischio per l’evoluzione dell’economia internazionale che, a seguito del “decoupling” legato al riaggiustamento degli scambi e dei flussi finanziari mondiali, potrebbe trovarsi in un contesto di stagflation o di recessione.
L’incontro vuole mettere sul tavolo, alla luce della discussione pubblicata da Formiche.net, le scelte che occorre fare per fronteggiare questo rischio, nella convinzione che la premessa sia comunque che l’Europa debba mantenere sia la compattezza mostrata in politica economica nel dopo Covid-19, sia quella in materia di politica estera dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Introduzione

LUIGI PAGANETTO

Professore Emerito, Università Tor Vergata Relazioni

RAINER MASERA

Università degli Studi Guglielmo Marconi

LUIGI BONATTI

Università degli Studi di Trento

GIOVANNI TRIA

Università degli Studi di Roma Tor Vergata Interventi programmati

PAOLO GUERRIERI

PSIA – Sciences Po, Parigi

PASQUALE LUCIO SCANDIZZO

Villa Mondragone Economic Association

MAURIZIO MELANI

Link Campus University

MICHELE BAGELLA

Villa Mondragone Economic Association

GLORIA BARTOLI

Osservatorio Produttività e Benessere – OPB Interventi dei partecipanti

Coordina la discussione

GIORGIO RUTELLI

Direttore, Formiche.net

 

Qui trovate gli articoli ospitati da Formiche.net sul tema:

 

L’articolo di Luigi Paganetto: “Nulla sarà come prima. L’Europa è pronta?”

L’articolo di Pasquale Lucio Scandizzo: “Come la crisi internazionale si lega alla transizione energetica”

L’articolo di Michele Bagella: “Come l’Occidente può vincere la guerra economica”

L’articolo di Maurizio Melani: “Game changers e nuove politiche europee”

L’articolo di Rocco Cangelosi: “Ridisegnare una mappa della sicurezza europea non sarà facile”

L’articolo di Paolo Guerrieri: “L’economia mondiale divisa in blocchi e la deglobalizzazione infelice”

L’articolo di Pasquale Persico: “La strada stretta del multilateralismo e della globalizzazione per la pace”

L’articolo di Vincenzo Scotti: Il Mediterraneo allargato, obiettivo strategico per l’Europa di domani

 

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