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Secondo il sito americano Daily Beast, sarebbe in corso un trasferimento di contractor militari del Wagner Group dall’Africa alle aree russe prossime al confine ucraino — dove sono già ammassati oltre centomila soldati russi con attrezzature da battaglia. Sono informazioni che difficilmente riceveranno conferma ufficiale perché i movimenti di questa ormai nota PMC sono solitamente coperti da cortine fumogene di disinformazione e dal fatto che si tratta di attività aziendali di una società privata. Aspetto quest’ultimo che Mosca usa come alibi, metodo per creare separazione e plausible deniability — quando invece sono stati più volte ricostruiti collegamenti tra il Cremlino e la Wagner, tra Vladimir Putin e il deus ex machina della società, Yevgeny Prigozhin.

Se però in qualche modo questo spostamento della Wagner sarà confermato — magari attraverso qualche foto rubata e pubblicata sui social network (le cosiddette Osint) — allora si tratterà di uno sviluppo di rilievo. Mentre, sebbene non escludibile, pare più difficile che la Russia agisca con un’invasione di larga scala contro l’Ucraina, è già in atto una campagna ibrida contro Kiev con obiettivo una destabilizzazione interna per creare un tessuto sociale più Russia-friendly e rendere l’Ucraina più influenzabile/controllabile. In queste attività che mescolano la guerra informativa e psicologica con azioni militari clandestine, sabotaggi, hackeraggi, altre azioni di interferenza, Mosca è costantemente impegnata, e la Wagner ne è uno degli strumenti specialistici.

Ufficiali che lavorano al comando centrale militare di Bangui, la capitale della Repubblica Centrafricana dove la Wagner è presente per fornire sicurezza al governo (come lo è in altri Paesi come il Mali, anche come vettore di influenza di Mosca), spiegano al DB di essere stati avvisati che alcuni contractor russi hanno lasciato il Paese, ma non lo hanno mai fatto in numero così ampio. Ne sono partite alcune dozzine a gennaio e altre ne partiranno questo mese. Non è la prima volta che la Wagner ha spostato i propri uomini, molti di questi ex forze speciali dai corpi militari o paramilitari dell’intelligence, dall’Africa o da altre zone di combattimento in linea con gli obiettivi di politica estera in evoluzione di Putin — nonostante il Cremlino neghi legami. Più di 200 russi sono stati inviati in Bielorussia per destabilizzare il paese in vista delle elezioni presidenziali dell’agosto 2020 da altre zone calde in cui il gruppo Wagner era già schierato, tra cui la Repubblica Centrafricana. Gli uomini della Wagner sono stati protagonisti già dell’operazione complessa che ha portato all’annessione della Crimea nel 2014.

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