Skip to main content

“Scusate la musica, sono nella hall di un hotel”. Un attimo di imbarazzo coglie l’addetto stampa dell’ambasciata americana in Ucraina collegato via Zoom. Traslochi in corso nella città occidentale di Lyiv. A Kiev, nella capitale, gli uffici sono svuotati quasi del tutto, i documenti sensibili bruciati o tritati per evitare di finire in mano ai russi in caso di un’invasione.

È stata una giornata caldissima al fronte. A dispetto degli annunci di un parziale ritiro delle truppe russe dalla Crimea, ribadito giovedì mattina dalla diplomazia di Mosca, un’invasione militare è “altamente probabile nei prossimi giorni” ha avvisato il presidente americano Joe Biden. Alle parole al vetriolo – martedì Vladimir Putin ha di nuovo accusato l’Ucraina di un “genocidio” nel Donbas – si somma un bollettino quotidiano che sa già di guerra.

Il villaggio ucraino di Stanytsia Luhanska è stato bombardato, un asilo è finito in frantumi. Nessuna vittima, solo feriti lievi, rassicurano dal governo, che punta il dito contro i separatisti filorussi. Da Mosca l’accusa è inversa: il Cremlino parla di “provocazioni ucraine” e di una situazione che può “incendiarsi in qualunque ora”. È l’esempio lampante di come l’infowar possa degenerare con facilità in una guerra vera e propria.

Ora più che mai basta un piccolo errore per accendere la miccia, dicono in coro tre esperti di disinformazione ucraini convocati dalla missione americana per un incontro con la stampa. “Da novembre è stata un’escalation continua, preparano un pretesto per un’incursione militare”, dice Yevhen Fedchenko, direttore del sito StopFake.org. “Putin parla da mesi di un genocidio, accusa l’Ucraina di una nuova Srebrenica. Vogliono dipingerci come gli aggressori”.

Gli fa eco Orysia Lutsevych, esperta della Chatham House: “Non crediamo alla de-escalation, i militari russi si stanno mobilitando e sono pronti a combattere. Spostano temporaneamente una parte delle truppe ma le armi rimangono sul campo. Nel frattempo le navi nel mar Nero sono in posizione e hanno sotto tiro diverse città sulla costa”.

La cautela è condivisa dalle agenzie di intelligence occidentali, l’allarme è cresciuto negli ultimi giorni. Il governo russo, sostengono, sta preparando un’operazione “false-flag”, cerca un motivo per invadere. Che sia vero o meno, la tensione si taglia con il coltello.

Martedì la Duma ha chiesto a Putin di riconoscere l’indipendenza delle regioni occupate di Donetsk e Luhansk. “Quella mozione alza la posta in gioco, è la bara degli accordi di Minsk– dice Lutsevych, ricordando come nel 2014 un’iniziativa simile aprì le danze dell’invasione della Crimea. “Il Parlamento locale dopo il referendum chiese assistenza alla Russia, fu la messa in scena che diede inizio alle operazioni. Putin ha bisogno di questi cavilli legali per giustificare di fronte ai russi un’aggressione all’Ucraina”.

Si balla sul filo spinato e a Kiev lo sanno bene. Anche per questo i militari di stanza al confine hanno ricevuto l’ordine perentorio di non rispondere alle provocazioni, costi quel che costi. “Hanno il permesso di rispondere al fuoco solo ed esclusivamente per difesa personale”, spiega Volodymyr Dubovyk, direttore del Centro per gli studi internazionali di Odessa, città ricca e dal respiro internazionale affacciata sul Mar Nero, oggi circondata dalle navi militari russe. “C’è preoccupazione, chi ha bambini sta facendo le valigie, potrebbero passare da qui come fecero con Sebastopoli in Crimea”.

L’impressione, diffusa a Washington DC, è che Mosca al blitz preferisca un lungo logoramento. Diplomazie al lavoro, anche se la via d’uscita si fa sempre più stretta. “Cercheranno uno spiraglio sul discorso dell’appartenenza alla Nato – sospira Dubovyk – Zelensky ha accennato alla possibilità di metterla da parte, almeno per un po’. Ma la Russia vuole che l’Ucraina diventi una nuova Finlandia, un trattato di neutralità. Questo è inaccettabile”.

(Foto: Sasha Maksymenko via Flickr)

Ciak, si spara. Viaggio nell'infowar russa in Ucraina

Un bombardamento di un asilo nel Donbas ha quasi fatto traboccare il vaso, per Kiev sono stati i separatisti filorussi. In Ucraina basta un incidente per accendere la miccia, e l’infowar russa getta benzina sul fuoco. L’opinione (e l’allarme) di tre esperti

Draghi più Mattarella. Sommare le agende si può

Energia, transizione, innovazione, giustizia e fisco. Il Pnrr non si scriverà da solo e il lavoro è a metà strada. Serve un’accelerazione e per farlo non si può prescindere dalle due agende tracciate da Draghi e Mattarella. Il commento di Luigi Tivelli

Cosa deve insegnarci l'attacco cyber all'Ucraina. Lo spiega Borghi (Pd)

“Serve integrazione legge per salvaguardare i servizi essenziali per i cittadini e tutelare pubblico e privato”, dice il membro del Copasir e della segreteria nazionale dem. Ecco la proposta che l’avvocato Stefano Mele aveva lanciato da Formiche.net

Petrolio, Washington chiede a Riad di alzare le produzioni (c’entra la Russia)

Gli americani vorrebbero che l’Arabia Saudita aumentasse le produzioni per abbassare i prezzi del petrolio, schizzati alle stelle per la crisi ai confini dell’Ucraina, ma per ora Riad tiene fede all’accordo Opec+ con Mosca

Gli ex alleati di Maduro che collaborano con la giustizia Usa

L’imprenditore Alex Saab, presunto prestanome del regime venezuelano – indagato anche in Italia – sarebbe stato collaboratore della Dea dal 2018, fino a quando sono arrivate le sanzioni di Trump. Invece l’ex tesoriere del Venezuela, Alejandro Andrade, ha fornito dati sulla rete di corruzione venezuelana ed è stato premiato con la libertà

Prestiti boomerang. La pandemia e il tiro mancino alla Cina

Due anni di lockdown e restrizioni hanno dissanguato gran parte di quelle economie destinatarie dei prestiti erogati dal Dragone. E ora non riescono a rimborsare il proprio debito. Così aggravando la sostenibilità della bilancia cinese

Il grande gioco di Xi a Kiev. Parla Small (Gmf)

L’esperto del German Marshall Fund: la Cina non si era mai spinta a tanto, il sostegno ai russi in Ucraina è preoccupante. Sveglia Europa: le sanzioni possono far tremare anche Pechino. Kiev come Taiwan? Niente affatto

Euspa sceglie ancora Spaceopal per gestire Galileo

Spaceopal, joint venture tra Telespazio e Dlr-Gfr, confermata dall’Euspa per altri cinque anni nel ruolo di Service operator per il sistema di navigazione e posizionamento satellitare europeo (Gnss) Galileo che vede un forte contributo del nostro Paese. Si occuperà di erogare segnali di navigazione e di controllare i satelliti in orbita. Tutti i dettagli

Crisi ucraina, la Russia espelle il viceambasciatore Usa

Grande esperto di sicurezza diplomatica, Bartle Gorman dovrà lasciare Mosca: “È proprio colui che gli Stati Uniti vorrebbero sul posto in un momento di crisi”, ha notato Burgess, veterano Cia. Per Washington è “un passo verso l’escalation”

Sanzioni per l’Ucraina? Lavrov in pressing per il veto italiano

Il ministro degli Esteri russo sulle restrizioni come possibile risposta occidentale alla situazione in Ucraina: “Non credo che Roma sia interessata a fomentare le tensioni”. Di Maio: “Disponibilità di Mosca e Kiev a trovare una soluzione diplomatica”. Draghi annuncia: “Nei prossimi giorni a Mosca”

×

Iscriviti alla newsletter