Skip to main content

Dice un vecchio adagio, anonimo: tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Chissà se il detto vale per Mario Draghi, l’uomo al timone del Paese nella sua notte più buia, chiamato a tirare fuori l’Italia dalle secche della pandemia. Il 2021 si è chiuso con una domanda, ovvero se fosse saggio spedire l’ex presidente della Bce al Quirinale, anziché imbullonarlo a Palazzo Chigi per garantire riforme, messa a terra del Pnrr e benevolenza dei mercati. Il 2022 si è aperto più o meno con lo stesso quesito.

Che mercati, analisti e banche tifino per una permanenza di Draghi a Piazza Colonna non è certo un mistero. E questo perché la finanza globale è sostanzialmente convinta che l’attuale premier sia una sorta di polizza vita per il Paese, sull’onda della sua preparazione condita di autorevolezza. Ma tanto basta a rendere Draghi indispensabile? Secondo l’economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale-Maffè, no.

Nei giorni scorsi l’accademico italiano ha scritto su Twitter un post in cui riassumeva il suo pensiero. “Quasi tutti gli analisti pensano che il futuro dell’Italia dipenda in modo decisivo dal ruolo di Draghi. Si sbagliano. Il Paese è su un lungo percorso di irreversibile decadenza etica, sociale ed economica, ed è irriformabile. Beata la Nazione che non ha bisogno di eroi”.

Formiche.net ha chiesto allo stesso Maffè di approfondire il suo punto di vista. “Tanto per cominciare in una democrazia funzionante non servono salvatori della patria, non servono redentori. Draghi è una personalità di altissimo profilo, forse persino sprecato per fare il premier”, premette Maffè. “Ho citato Bertold Brecht, per dire che la democrazia deve esprimere una élite per mandato e non per cooptazione, altrimenti non è democrazia. Onestamente l’arrivo di Draghi, come per Monti nel 2011, non è una notizia positiva perché non sono persone espresse dalla democrazia”.

Maffè fa però una precisazione: “Draghi si è trovato dinnanzi a una situazione che nemmeno una divinità avrebbe potuto sistemare e questo anche per colpa di una banda di partiti incapaci, a cominciare dai grillini. Un bel 30% del parlamento oggi vive di una cultura anti-sistema, questo vuol dire un terzo del medesimo composto da scappati di casa. E questo non si può certo risolvere con un uomo della Provvidenza”. Ma come metterla con l’appeal, indubbio, di Draghi verso mercati ed Europa, ambedue prestatori di denaro all’Italia?

“Draghi è una medicina per un malato grave e non può essere presa per sempre. Se i mercati si compiacciono nel breve termine va anche bene ma dimostra la nostra innata incapacità di eleggere personalità all’altezza della situazione. Guardiamo alla Germania, alla Francia, all’Olanda. Riescono sempre a eleggere uomini capaci. Noi no, noi ci affidiamo ai redentori. Per questo le nostre istituzioni hanno fallito. Draghi va bene, ma non per sempre”.

La medicina Draghi non basta a redimere l'Italia. La scossa di Maffè

Secondo l’economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale-Maffè, il Parlamento non è in grado di riformare l’Italia. Per questo occorrerebbe lavorare sulla classe dirigente e non sperare sempre in qualche uomo della Provvidenza che possa redimerci. Germania e Francia riescono sempre ad eleggere uomini capaci, noi quasi mai. Per questo la nostra democrazia ha fallito

Intelligence e tecnologie. Quando l’high tech si rivela un boomerang

Di Antonio Teti

L’Israeli Defense Force ha annunciato di aver abbattuto un drone proveniente dal Libano, in missione per conto di Hezbollah. Ma cosa c’è dietro? Ecco cosa dice il recente rapporto del Research and Education Center Alma. L’analisi di Antonio Teti, responsabile del settore Sistemi informativi e Innovazione tecnologica dell’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara e esperto e docente di Intelligence e Cyber Intelligence

Non si diventa inclusivi cancellando le differenze. Il multilateralismo di Bergoglio

L’odierno discorso del papa al corpo diplomatico non può essere letto come delle raccomandazioni all’Occidente, ma certamente le sue parole contengono preoccupazioni che ci riguardano direttamente. Tra queste, emerge il rinnovato appello a rivitalizzare un agonizzante multilateralismo e a liberarci dagli effetti nefasti della cancel culture

centrodestra

La crisi energetica e i muri di M5S e Pd. La versione di Cattaneo (FI)

Il responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia Alessandro Cattaneo a Formiche.net: “Berlusconi già nel 2011 era pronto ad accendere la prima centrale nucleare in Italia. Gli italiani sappiano che anche il green è bloccato dalla burocrazia. Cerchiamo di trovare il massimo comune denominatore anche sull’energia”

Trattare il Covid come un’influenza comune? La Spagna è pronta

Il sistema sanitario spagnolo è in tilt con la gestione dei nuovi contagi del virus, per cui ora le autorità pensano a un nuovo sistema per sorvegliare i casi con le figure delle “sentinelle”. Ma non è una minimizzazione della malattia

Semaforo verde. Entro giugno il piano d’azione Italia-Germania

Incontro a Villa Madama tra i ministri Di Maio e Baerbock. In cima all’agenda il patto per chiudere il triangolo Parigi-Berlino-Roma. Si parte dal clima. Ma l’asse franco-tedesco…

Non solo Draghi. Germania e Bce, ecco cosa temono i mercati. Parla Visco

Intervista all’ex ministro delle Finanze e del Tesoro. Sembra che Draghi abbia perso la sua forza propulsiva, se deve stare a Palazzo Chigi con le mani legate dai partiti tanto vale averlo al Quirinale. Lo spread è risalito ma gli occhi dei mercati sono sulla Bce e la Germania di Scholz. L’agenzia europea per il debito? Una sua vecchia proposta

Il bando social ha aiutato Trump. E pure i conti delle piattaforme

A un anno dalla chiusura dei suoi profili, la rincorsa alla Casa Bianca si fonda su nuovi metodi (mail e numeri di telefono) che sembrano portare ottimi risultati in termini di engagement. E l’appeal dell’ex presidente è aumentato in questo anno di silenzio social

Come si è evoluto il mercato della Difesa negli ultimi 10 anni. Scrive Nones

Dai trend delle spese militari alla produzione di armamenti, dalle innovazioni al progetto europeo della difesa comune, l’analisi a tutto tondo del vicepresidente dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), Michele Nones, pubblicata su AffarInternazionali, in merito allo stato dell’arte e all’espansione del mercato internazionale della Difesa

Il lobbying è cambiato, ma chi vuole regolarlo non se n'è accorto

Di Fabio Bistoncini

Nel 2020, annus horribilis per l’economia italiana, il lobbying è andato in controtendenza nel settore della comunicazione. Ma la discussione in Commissione sul disegno di legge per la sua regolamentazione non lascia grandi spazi all’ottimismo. L’intervento di Fabio Bistoncini, presidente e fondatore di FB&Associati

×

Iscriviti alla newsletter