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Pragmatismo, non opportunismo. Questa la strada scelta anche dal primo ministro inglese Keir Starmer nei confronti di Donald Trump, ricevuto a Londra e incoraggiato ad un approccio armonico nei confronti dell’Ue. Il titolare del numero 10 di Downing Street, pur provenendo da un’area politica diversa, ha compreso che l’asse Usa-Ue non va incrinato, al netto delle sfumature diverse che possono esserci su alcuni dossier. Ma sui pilastri atlantici nessuna incertezza. In questa visita è stato certamente coadiuvato da Re Carlo, che ha offerto un appoggio diplomatico e personale non indifferente, senza dimenticare il nuovo accordo da 200 miliardi. Ecco perché la capacità di Londra (che si ispira a quella di Roma) di saper “leggere” le situazioni senza lenti ideologiche, può rappresentare un elemento vantaggioso anche per la Nato a fronte di scogli impervi come le guerre in corso e il nuovo ordine mondiale post parata cinese.

Gli accordi con i big post Brexit

Capitolo business: si tratta del maggiore investimento americano mai realizzato nel Regno Unito che comprende un impegno a lungo termine di 100 miliardi di sterline da parte di Blackstone e 3,9 miliardi di sterline da parte di Prologis nei settori delle scienze della vita e della produzione avanzata. In questo modo Starmer (che nei sondaggi è stato superato da Nigel Farage) intende ribaltare il tavolo dopo i danni economici della Brexit e provare ad essere nuovamente attrattivo per gli investimenti statunitensi, puntando su settori chiave come le tecnologie, il green, l’energia, l’IA. Nello specifico Nvidia investirà 5 mld dollari su Intel, nome altisonante della Silicon Valley. Non solo Nvidia Corp o OpenAI, pare che anche Microsoft investirà (si parla di 30 miliardi di dollari) in Gran Bretagna nei prossimi quattro anni, mentre Google pensa ad un nuovo un nuovo data center vicino a Londra.

Il nucleare

Rilevante anche l’accordo sul nucleare civile che secondo Starmer avrà una serie di benefici, come la fornitura di energia a numerosissime imprese, il calo del costo delle bollette, il potenziamento della sicurezza da entrambe le sponde dell’Atlantico. Trump ha annunciato al contempo che la società americana X-energy e la britannica Centrica, tra l’altro proprietaria di British Gas, sono vicine ad un accordo per installare reattori nucleari in tutto il Regno Unito.

Le relazioni e l’asse sulla difesa

Donald Trump ha descritto la sua seconda visita di Stato nel Regno Unito come “davvero uno dei più alti onori della mia vita”. Re Carlo ha replicato che George Washington e Giorgio III non avrebbero mai potuto immaginare scene del genere. Piccoli segni che danno la cifra dell’evento complessivo. Non è un mistero che il vento positivo che sta accompagnando questa visita rappresenti un elemento di stabilità anche per la Nato, impegnata sul fronte ucraino.

Dieci giorni fa infatti ucraino il segretario generale Mark Rutte a Londra ha partecipato a una riunione dell’Ukraine Defence Contact Group (UDCG) per discutere del continuo sostegno all’Ucraina e ha incontrato il primo ministro del Regno Unito Sir Keir Starmer a Downing Street. Erano presenti il segretario di Stato britannico per la Difesa John Healey, il segretario di Stato britannico per gli Affari esteri, del Commonwealth e dello sviluppo Yvette Cooper, il ministro della Difesa ucraino Dennis Shmyhal e il ministro federale della Difesa tedesco Boris Pistorius.

Business e alleanze. La visita di Trump a Londra è anche un affare europeo

L’aiuto di Re Carlo, l’accordo tech da 35 miliardi di dollari di investimenti, il passaggio politico da Brexit all’Ue. La visita di Trump a Downing street rappresenta una possibile cartina di tornasole per comprendere i passi che l’Europa può fare nella direzione di un rapporto pragmatico con la Casa Bianca

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