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Obbligo o verità? La strigliata del premier Mario Draghi in conferenza stampa non è passata inosservata. Su vaccini e green pass si gioca la tenuta del governo: Lega avvisata. Per Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio al Senato, non ci sono ambiguità né doppiogiochismi, solo “buon senso”. Al governo la Lega resta, “a qualcuno spiacerà”.

Romeo, quel voto in commissione sa di sfiducia.

Ma no, assolutamente. La Lega, chiamata al senso di responsabilità, sarà responsabile.

Enrico Letta dice che vi mette fuori dal governo.

Sono degli illusi. Capisco che non vedano l’ora di vederci fuori. Siamo contenti di deluderli.

Però sul Green Pass obbligatorio siete oltranzisti.

Tutt’altro. Fin dall’inizio abbiamo fatto molte proposte, 900 emendamenti, per renderlo facoltativo ai minori e trasformarlo in uno strumento di buon senso.

Non lo è?

Non se rimangono alcune criticità. Penso all’obbligo nei parchi archeologici, che sono aree aperte. Alle incongruenze nelle mense, nei ristoranti e sui treni. Al ripristino dei parametri chiesto dalla Conferenza Stato-regioni sulla questione dell’spedalizzazione e dei ricoveri.

Anche sui tamponi gratis cantate fuori dal coro. Perché i contribuenti dovrebbero pagarlo a chi non vuole vaccinarsi?

Attenzione: ci sono persone che non possono vaccinarsi. Se lo Stato impone un obbligo, è giusto che metta a disposizione gli strumenti adeguati. Non tutti possono pagare un tampone due, tre volte a settimana.

Una minoranza. Gli altri sono no-vax.

Bene, non può comunque essere lasciata indietro. Grazie alla Lega abbiamo già ottenuto i prezzi calmierati dei tamponi. Poi abbiamo chiesto di mettere a disposizione test salivari gratuiti, ma ci siamo trovati di fronte a una chiusura totale.

Insomma, green pass sì o no?

Ben venga il green pass se è usato in modo ragionevole. Se serve ad aprire le attività chiuse, dalle discoteche agli impianti sciistici. Altro conto è comprimere diritti e libertà garantite dalla Costituzione.

In conferenza stampa Draghi non ha usato i guanti.

Chiariamo un equivoco: stare al governo non significa essere d’accordo con tutto quello che dice Draghi. C’è un luogo deputato al confronto, si chiama Parlamento.

Vaccino obbligatorio. Il vostro è un no secco?

Non siamo solo noi. Faccio notare che nessun Paese occidentale si è spinto a tanto. E i numeri non lo giustificano: il 75% degli italiani ha la prima dose, più del 67 % ha la seconda. Noi siamo per la libertà individuale, e raccomandiamo i vaccini. Sarà un caso se le regioni da record sono della Lega?

A proposito, alcuni dei vostri governatori al Nord sembrano andare in un’altra direzione. Luca Zaia ad esempio è per i tamponi a pagamento.

Questa storia di una Lega divisa fra Nord e Sud fa gola ai media ma è una storia fantasy. La Lega, come tutti i partiti, discute. E tutti sono d’accordo sulla necessità di una soluzione di buonsenso, dai vaccini al green pass, senza discriminare nessuno.

Anche nel centrodestra c’è un po’ di maretta. Giorgia Meloni vuole tornare al voto il prima possibile, voi blindate Draghi a Palazzo Chigi. Perché?

Noi semplicemente vogliamo fare gli interessi del Paese. Quando si tornerà a votare ci faremo trovare pronti, come sempre. Che sia fra tre mesi o due anni.

E Forza Italia? Vi conviene la federazione?

La federazione è un ottimo viatico per garantire un coordinamento maggiore su temi che ci uniscono: giustizia, tasse, libertà d’impresa, sicurezza. Se ci riusciamo è una buona notizia per tutti.

Green pass e vaccini, Romeo svela la linea della Lega

Parla il capogruppo della Lega al Senato: Letta stia sereno, noi restiamo al governo. Viva il Green pass ma senza incongruenze, il vaccino obbligatorio non ce l’ha nessun Paese occidentale. Meloni? Non ci fa paura il voto. Forza Italia? Sì alla federazione, a queste condizioni

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