Skip to main content

L’Italia? “Un partner di grande rilevanza”. E insieme alla Russia può “garantire la stabilità e la sicurezza del continente europeo”. Apre così il presidente russo Vladimir Putin i lavori del Forum Ambrosetti a Cernobbio, tradizionale kermesse che ogni anno riunisce sulle rive del lago di Como, a Villa d’Este, il gotha della finanza e della politica mondiale.

È un insolito incipit quello che dà il via ai lavori della nuova edizione del forum. Non è passata inosservata la scelta di affidare a Putin il taglio del nastro con un messaggio scritto. Precede di un giorno l’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aprirà invece i lavori di sabato. L’anno scorso le parole inaugurali erano state riservate a Papa Francesco.

“Siamo interessati a sviluppare ulteriormente il costruttivo dialogo russo-italiano e una collaborazione reciprocamente vantaggiosa in settori diversi, a beneficio dei nostri popoli”, esordisce Putin nella missiva letta dalla giornalista e già presidente Rai Monica Maggioni in occasione di un panel aperto dal presidente dello European House Ambrosetti Valerio De Molli e dal diplomatico della Nato in Afghanistan, l’ambasciatore Stefano Pontecorvo. “Tenendo conto della Presidenza italiana nel ‘Gruppo dei 20’ – continua Putin – le analisi e le ricerche del Forum assumono una rilevanza particolare”.

La decisione di appaltare al capo del Cremlino i saluti iniziali ha suscitato reazioni opposte. Sul Corriere della Sera Federico Fubini riporta le perplessità di Gianluca Garbi, amministratore delegato di Banca Sistema e componente del consiglio di Borsa Italiana: “Il problema potrebbe porsi per l’equilibrio fra le altre persone chiamate a intervenire: qualcuno potrebbe risentirsi di parlare dopo Putin”. “Magari questo è un episodio minore di un fenomeno più vasto che non riguarda tanto il Forum Ambrosetti, ma gran parte dell’Europa occidentale: la difficoltà dei principali Paesi dell’Unione di orientarsi fra valori e Realpolitik”, nota la firma di Via Solferino.

In verità finora nessuno si è risentito di “parlare dopo Putin”. È successo semmai il contrario: il discorso dello “zar” russo è finito al centro di un siparietto dei relatori. Con un piccolo strappo all’agenda, Maggioni ha dato prima la parola a Ferguson, che non ha disprezzato il cambio programma: “Grazie di avermi dato la parola. Ma siamo sicuri che non sto interrompendo il presidente della Federazione russa? Non vorrei infastidire proprio lui, fra tutti…”, riporta il Corriere.

Su Twitter c’è anche chi non ha usato i guanti. Per il giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni la passerella di Putin era quantomeno evitabile. “Il forum di Cernobbio – che riunisce l’establishment economico italiano – aperto da un messaggio di Putin, il capo di un regime accusato di avvelenare i nemici, perseguitare la stampa indipendente, condurre operazioni di sovversione e interferenza all’estero”.

Quel ramo del lago di Mosca. Putin apre il Forum di Cernobbio

Un messaggio del presidente russo apre i lavori della nuova edizione del Forum Ambrosetti di Cernobbio. L’Italia è un partner “di grande rilevanza” e insieme alla Russia può garantire la sicurezza europea. Tra critiche e ironie, in sala va in scena un siparietto

Tsunami politico in Giappone. L’addio di Suga (per colpa del Covid)

Le dimissioni anticipate del premier giapponese riportano il Paese asiatico ai tempi dei primi ministri a breve termine. I prossimi appuntamenti elettorali e chi prenderà il posto di Suga

Il momento del rilancio Italia-Usa. Arpino legge la visita di Guerini

Nella visita di Lorenzo Guerini a Washington ci sono tutti i temi tradizionali del rapporto tra Italia e Stati Uniti. Eppure, il momento attuale aggiunge una forte novità, con l’impressione che il nostro ministro stia presentando al Pentagono un plenipotenziario con deleghe plurime. Ecco perché, nel commento del generale Mario Arpino, già capo di Stato maggiore della Difesa

Back to school 2021, c’è un ospite a sorpresa: l’attacco ransomware

Dopo gli attacchi contro la sanità (come nel caso della Regione Lazio), la riapertura di migliaia di istituti scolastici che si sono digitalizzati in fretta e furia durante la pandemia – spesso senza adottare adeguati protocolli di sicurezza – rappresenta un’occasione ghiotta per gli hacker

Terrorismo in Nuova Zelanda. I jihadisti si "risvegliano" dopo Kabul

Secondo il governo neozelandese l’attacco condotto con un coltello in un supermercato di Auckland è stato compiuto da un cingalese che è stato ispirato dallo Stato islamico. Nuove ondate jihadiste in arrivo?

La fine di Tolo News, l’emblema della libertà dei media in Afghanistan

La popolarità di Tolo News è iniziata dopo l’arrivo degli americani in Afghanistan. In quel momento c’era una richiesta di informazione e intrattenimento, dopo anni di divieti di consumo di prodotti cinematografici, musicale e di varietà. Ma adesso gran parte della programmazione è sulla morale islamica e sono spariti dal palinsesto i riferimenti alla cultura pop e i volti femminili

L'Afghanistan ha danneggiato Biden nei sondaggi? Tutti i numeri

Nel lungo periodo, il presidente Biden potrebbe salvarsi dagli effetti negativi del ritiro dall’Afghanistan. In generale gli americani (sia Democratici che Repubblicani) stanno con lui sulla linea, anche se nell’immediato le immagini da Kabul hanno avuto un peso

Con il dramma afgano, la libertà religiosa torna al centro

A pochi giorni dallo scoppio del dramma afgano e a venti anni da quello delle Twin Towers, il dibattito sulla libertà religiosa nel mondo assume rinnovata centralità. L’incontro di approfondimento sul tema della libertà religiosa, con un’analisi del Rapporto 2020 elaborato dal Dipartimento di Stato Usa, promosso dall’Associazione Amerigo

Droni italiani in mani cinesi? Dopo le indagini della Finanza, Golden power a Palazzo Chigi

La Guardia di finanza ha denunciato sei manager (tre italiani e tre cinesi) della friulana Alpi Aviation per violazione della legge sull’export militare e della normativa Golden power. La società era passata nel 2018 con “modalità opache” nelle mani di due società statuali cinesi senza le necessarie comunicazioni. L’azienda nega. Ora palla alla presidenza del Consiglio, che potrebbe disporre la nullità degli atti e applicare salate sanzioni pecuniarie. Sarebbe il primo caso

Estremismo, la rivoluzione silenziosa di Facebook. Finisce l'era dell'engagement?

Meno post polarizzanti e politicizzati, più contenuti di qualità per l’utente. La piattaforma, che sta testando la riduzione del contenuto politico, annuncia buoni risultati e indica timidamente nuovi parametri. Così Palo Alto prova a limitare l’estremismo online. È la volta buona?

×

Iscriviti alla newsletter