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“Il cacciatorpediniere era stato avvertito in anticipo che sarebbero state usate le armi in caso di violazione dei confini di Stato russi; esso non si è curato dell’avvertimento”. Così recitava la nota rilasciata dal ministero della Difesa russo in relazione all’incidente avvenuto nel Mar Nero il 21 giugno scorso, quando la HMS Defender britannica sarebbe stata fatto segno del fuoco russo mentre effettuava un passaggio nelle acque antistanti la Crimea, la cui annessione alla Federazione Russa non è riconosciuta da Londra. Sebbene il gabinetto di Sua Maestà abbia immediatamente frenato gli allarmi, dichiarando che: “Nessun colpo di avvertimento è stata sparato sul HMS Defender; la nave della Royal Navy sta conducendo un innocuo passaggio nelle acque territoriali ucraine nel rispetto del diretto internazionale”, il fatto ha riacceso l’attenzione su quel particolare quadrante strategico mondiale, da secoli uno dei “punti caldi” nel rapporto tra occidente e Russia.

LE SFIDE DALL’ADRIATICO AL MAR NERO

Dalla Crimea al Ucraina orientale, dall’Abkhazia e Ossezia del sud alla Transnistria moldava, oltre ovviamente al passaggio cruciale per i Dardanelli, il Mar Nero è storicamente al centro dell’azione politica estera di Mosca, sua porta d’uscita in direzione dei tanto agognati “mari caldi”. Ma oltre a Mosca, tutta l’area è oggetto della competizione strategica tra le medie potenze regionali e globali, dai paesi del Medio Oriente in contesa tra loro, alla Cina, che sta silenziosamente costruendo la sua rete di relazioni bilaterali con diversi strumenti, a cominciare dalle Nuove vie della seta. Allo stesso tempo, l’Ue rimane uno dei più importanti attori presenti che, nel prossimo decennio, porterà avanti la sua politica di allargamento nella regione balcanica. Tra conflitti congelati e caldi, che minano la sicurezza dall’Adriatico al Mar Nero, e le infrastrutture critiche esistenti e future che devono essere protette, la capacità di intervento dell’Alleanza sarà essenziale per prevenire crisi future.

LA CONFERENZA

La conferenza dal 28 luglio della Nato Defense college foundation “Black Sea and Balkan perspectives. A Strategic Region” del 28 luglio, organizzata insieme al Black Sea Trust for Regional Cooperation del German Marshall Fund, la divisione Diplomazia pubblica della NATO e il Nato Defense college, sarà un momento di approfondimento e dibattito d’alto livello per affrontare i principali temi di discussione sui diversi scenari d’area. Strutturato su tre sessioni, l’evento dedicherà il primo panel alla competizione per l’influenza in corso tra le grandi Potenze, facendo il punto sulle diverse strategie adottate dai principali attori, Russia, Nato e Ue in primis. Nella seconda sessione verranno affrontate le sfide alla sicurezza regionale e all’inclusione, andando ad analizzare le criticità sulle linee di fagli presenti nell’area balcanica e del Mar Nero. L’ultimo panel, infine, analizzerà le minacce provenienti dagli attori non statali, dalle reti dell’illecito al terrorismo transnazionale.

Prospettive sul Mar Nero. La visione della Nato in una regione strategica

Il prossimo 28 luglio, a Roma, la Nato Defense college foundation organizza la conferenza “Black Sea and Balkan perspectives. A Strategic Region”, un’occasione per affrontare ad alto livello le principali questioni che attraversano le regioni del Mar Nero e dei Balcani, strategiche per i rapporti tra l’Alleanza Atlantica e Mosca, che può vantare una storica influenza su queste aree

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