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La Voenno-morskoj Flot includerà tra i suoi ranghi unità specializzate nell’uso di sistemi unmanned. A riportare la notizia è l’organo di informazione russo Izvestia, secondo cui le nuove formazioni in fase di costituzione opereranno sistemi unmanned di tutte le tipologie, da quelli aerei a quelli terrestri e a quelli navali, sia di superficie che subacquei. “Le nuove unità, che saranno costituite in tutte le flotte, svolgeranno funzioni di ricognizione e attacco”, ha riferito martedì l’organo di informazione ufficiale russo Izvestia. “Secondo gli esperti, la combinazione di diversi tipi di droni consentirà un’efficace ricognizione, sorveglianza e distruzione di obiettivi marini e costieri”.

Sempre secondo Izvestia, al momento i piani prevedono la creazione di cinque di questi reggimenti. “Tre faranno parte delle flotte basate nella parte europea della Russia e due saranno destinati alla Flotta del Pacifico”, è il commento dell’esperto militare Dmitry Boltenkov riportato dal quotidiano di San Pietroburgo, “La distanza tra il Primorsky Krai e la Kamchatka è molto grande e potrebbero essere necessari due reggimenti per controllare regioni così lontane”. Boltenkov ha suggerito che presto anche le flottiglie del Caspio e del Dienper saranno dotate di tali formazioni.

Boltenkov si è espresso anche sugli specifici sistemi che saranno utilizzati da questi nuovi reggimenti: “I reggimenti saranno armati con dispositivi a medio e lungo raggio: si tratta di Orlans, Forposts, munizioni Lancet e macchine più serie. I droni First-person-view che risolvono problemi tattici sono logici da includere nelle unità delle aree acquatiche. Mentre le imbarcazioni senza equipaggio (Usv) avranno il compito di monitorare l’area acquatica, la ricognizione, le contromisure alle mine, la difesa antisommergibile e, se necessario, di colpire il nemico”.

Parallelamente alla creazione delle unità specializzate nell’impiego di sistemi unmanned, anche il percorso di formazione del personale militare sarà adeguato alla nuova realtà. “Da adesso tutti i cadetti studiano la struttura e le caratteristiche dei droni di vario tipo e il loro utilizzo”, afferma Izvestia, “In futuro, impareranno a utilizzare in combattimento i droni d’attacco per distruggere gli Uav nemici, le imbarcazioni senza equipaggio e i sabotatori. Le lezioni sono tenute da insegnanti che hanno esperienza di lavoro con i droni nelle zone di combattimento”.

Sulla questione si è espresso anche l’ex vice-comandante della Flotta del Pacifico per gli armamenti, il contrammiraglio (in pensione) Igor Korolev : “Le unità in cui l’equipaggiamento robotico diventerà l’armamento principale opereranno con un ordine di grandezza in più rispetto a quelle dotate di equipaggiamento tradizionale. I nuovi equipaggiamenti devono essere sistematicamente utilizzati, studiati, applicati – e loro (i soldati russi) lo faranno, senza aver paura di capire i problemi”.

Ci sono pochi dubbi sul fatto che dietro la decisione degli alti ranghi della marina militare russa vi siano i grandi successi riportati dagli avversari ucraini nell’impiego di sistemi unmanned (principalmente di superficie, ma non solo) nel teatro del Mar Nero, dove la superiore flotta russa è stata de facto costretta a limitare l’area di operazioni e ad abbandonare la sua storica base di Sebastopoli, favorendo porti più sicuri sul lato orientale del bacino.

E la volontà di Mosca di cercare di dotarsi di capacità simili a quelle di Kyiv è uno sviluppo positivo, seppur arrivato in ritardo, secondo Zone un ufficiale della Marina russa in pensione contattato da The War Zone: “È una buona idea, e spero che venga attuata. La creazione di un’unità separata consentirà una migliore pianificazione del supporto logistico e dell’uso in combattimento[…]Questo avrebbe dovuto essere fatto almeno un anno fa”.

Una flotta di droni? La marina di Mosca si crea le sue unità unmanned

Con cinque reggimenti unmanned in arrivo e una formazione rinnovata per i cadetti, la Russia risponde al successo tattico ucraino con una ristrutturazione profonda della sua marina. L’obiettivo è integrare droni aerei, navali e terrestri per operazioni congiunte di sorveglianza, attacco e guerra elettronica

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