Esce “Giulio Andreotti e l’intelligence. La guerra fredda in Italia e nel mondo” (Rubbettino). Il curatore Mario Caligiuri: “Studiare la sua vicenda significa comprendere in profondità la storia della Repubblica”
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Iran, cosa cambia dopo la condanna di Assadi per terrorismo
Il diplomatico iraniano Assadi ha rinunciato all’appello: la sua condanna per il fallito attentato di Parigi nel 2018 è definitiva. Ecco i prossimi passi tra l’Occidente e Teheran. L’analisi dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Esteri
I militari turchi in Libia non sono mercenari. Parla il portavoce della Vulcano di Rabbia
Il portavoce dei gruppi armati coordinati della Tripolitania spiega a Formiche.net cosa c’è dietro alle tensioni politiche attorno alla ministra Mangoush. Divisioni interne e peso degli attori internazionali
Perché bisogna cambiare l’articolo 177 del Codice degli appalti
Sindacati ed imprese concordi sulla necessità della modifica relativa alla norma in questione. Così com’è inciderebbe sulla sicurezza e sulla qualità dei servizi erogati scaricando oneri aggiuntivi sugli utenti
Gli italiani nel Donbass, la guerra sporca dei mercenari
Negli ultimi anni numerosi cittadini italiani, o con doppia nazionalità, sono stati coinvolti in guerre di ogni tipo. Con la nascita dell’Isis, la guerra in Siria e in Iraq e gli attentati in Europa, le strutture antiterrorismo si sono dovute confrontare con foreign fighter. Altra cosa sono i mercenari come quello arrestato negli ultimi giorni
La Pad (Politica a distanza) è stata un fallimento
Lo streaming ha permesso di tenere viva l’attività politica durante i lockdown, ma ha anche dimostrato l’importanza degli incontri dal vivo e la povertà dell’esercizio individuale del potere. Se in un summit da remoto il collegamento web è disturbato, è un disguido tecnico; Ursula Von der Leyen che resta senza sedia ad Ankara è uno schiaffo alla Ue. L’analisi di Igor Pellicciari (Università di Urbino, Luiss) e Fabio Bordignon (Università di Urbino)
Le Festa dell'Europa e le proposte del Cnel. Scrive Pennisi
In occasione della Conferenza sul Futuro dell’Europa, il Cnel ha stilato una serie di proposte preziose per l’Italia. Il prof. Giuseppe Pennisi le spiega una per una, esortando le istituzioni italiane ad adottarle
A Hong Kong c’è una società post-moderna. Criveller racconta il movimento popolare
Gli studenti e i gruppi democratici di base hanno mobilitato la popolazione. La mobilitazione c’è stata, i risultati no. Questo nostro tempo non ama la libertà né la giustizia, né la democrazia, né il popolo. Conversazione con Gianni Criveller, missionario del Pime nella “Grande Cina” dal 1991
I decreti attuativi, una specialità italiana nel cortocircuito della democrazia
L’Italia è paralizzata da norme “monche”, prive dei decreti attuativi. Alla legge di Bilancio 2020 ne mancano 57 su un totale di 122 richiesti (il 46,7%). Il colmo è il decreto Covid Semplificazioni. Alla misura pensata per rendere più agevole l’assegnazione degli appalti mancano 31 decreti attuativi su 37, l’83,8%. L’analisi di Antonio Mastrapasqua
Si può davvero regolare l'intelligenza artificiale? Il dibattito tra giuristi
L’Unione europea è alle prese con la sfida titanica di creare il nuovo umanesimo digitale. La strada, tra algoritmi “black box”, regole fumose, livelli di rischio e protezione della privacy, è in salita. Al webinar della Fondazione Leonardo un panel di esperti e giuristi discute della proposta di regolamentazione dell’intelligenza artificiale



Così illustra il volume il curatore Mario Caligiuri dell’Università della Calabria e presidente della Società Italiana di Intelligence: “A più di cento anni dalla nascita, Giulio Andreotti continua a suscitare opinioni molto discordanti. In questo volume viene affrontato con un approccio scientifico il tema delicatissimo e sostanzialmente inedito dei suoi rapporti con l’intelligence. Prima da sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri e poi progressivamente da ministro della Difesa, capo del governo e ministro degli Esteri ha rapporti costanti con i servizi segreti. Iniziano dal 1947, quando viene delegato da Alcide De Gasperi come direttore dell’Ufficio zone di confine quando Trieste era ancora contesa e la Nato dava vita a organizzazione di resistenza in caso di invasione sovietica. Proseguono poi negli anni Cinquanta e Sessanta da responsabile del ministero della Difesa nel confronto costante con il comparto militare, impegnato pure in complesse forniture di carri armati tedeschi a Israele. Da presidente del Consiglio deve affrontare prima l’emergenza del terrorismo con l’apice dell’omicidio di Aldo Moro e poi il crollo del muro di Berlino, che segna la fine della guerra fredda combattuta principalmente attraverso lo spionaggio internazionale. Da ministro degli Esteri, dopo il bombardamento di Lampedusa del 1986 interrompe le relazioni diplomatiche con la Libia, mantenute aperte attraverso i servizi per garantire la fornitura del petrolio indispensabile per l’Italia. Inoltre, grazie alle analisi dell’intelligence, spesso speculari ai giudizi degli ambasciatori, osserva le trasformazioni della politica sovietica, comprendendo in anticipo che la fine mondo bipolare avrebbe potuto costituire ‘un disastro’. Consapevole del ruolo fondamentale dei tempi dell’informazione, è lui che rende pubblica nel 1974 la circostanza che Guido Giannettini era un informatore del Sid e nel 1990 dichiara in Parlamento l’esistenza di Gladio. Chiamato in causa in innumerevoli e complesse vicende politiche e giudiziarie, Andreotti si è servito dei servizi o li ha utilizzati nell’interesse del Paese? A tale quesito di fondo, prova a fornire le prime risposte questo volume, che raccoglie i saggi di autorevoli storici italiani. Dal quadro che emerge, studiare la vicenda di Andreotti significa comprendere in profondità la storia della Repubblica, soprattutto per verificare la fondatezza di una sua ironica osservazioni maturata nella temperie di quegli anni: ‘A volte penso che sarebbe meglio sospendere per un paio d’anni l’attività di tutti i servizi, forse le cose si rimetterebbero a posto’”.












