Skip to main content

Domani, quando la conferenza dei capigruppo si riunirà per stabilire il calendario dei lavori del Senato, conosceremo le tempistiche del primo banco di prova per la tenuta del governo: la relazione del ministro Alfonso Bonafede sulla giustizia. Italia Viva ha già fatto sapere che voterà “no”. Lo stesso faranno alcuni possibili “responsabili” come Sandra Lonardo Mastella. Così il governo di Giuseppe Conte prova a guadagnare tempo: per impegni istituzionali del ministro la relazione potrebbe essere mercoledì alle 16 alla Camera e al Senato il giorno seguente, è trapelato da fonti di maggioranza.

PRIMA IL MINISTRO DI MAIO

Ma non è l’unico ostacolo per la maggioranza a metà settimana. Basta incrociare l’agenda di Camera e Senato con quella del Copasir. Mercoledì al piano quinto di Palazzo San Macuto verrà ascoltato Luigi Di Maio: il ministro degli Esteri è stato convocato dal Comitato presieduto dal leghista Raffaele Volpi per la vicenda dei pescatori liberatori dopo oltre 100 giorni di sequestro da parte delle milizie libiche del maresciallo Khalifa Haftar. “Vogliamo capire come si è svolta la dinamica dell’operazione”, aveva spiegato il presidente Volpi a Repubblica: “essendoci più attori presenti anche durante il viaggio sentiamo tutti quelli che risultano aver partecipato per approfondire quali sono state le modalità che hanno portato alla liberazione dei pescatori”.

POI IL PREFETTO VECCHIONE (DIS)

Giovedì toccherà a Gennaro Vecchione, direttore generale del Dipartimento delle informazione per la sicurezza, di cui è stata decisa l’audizione in merito ai presunti contatti tra l’intelligence e alcuni parlamentari in vista del voto di fiducia al governo giallorosso. A tal proposito il presidente Volpi aveva spiegato a Repubblica che il Copasir non entra “nel merito della parte politica, ma avendo l’obbligo di controllo sul sistema degli 007” i commissari sentono il vertice del sistema: “e ci facciamo ulteriormente rassicurare che non esistano sbavature che riguardino i nostri servizi”.

LE ACCUSE DELLA “STAMPA”

Come ricostruivamo su Formiche.net, il caso era esploso dopo un editoriale di Massimo Giannini, direttore della Stampa, secondo cui “le cronache narrano di senatori contattati da noti legali vicini al premier, da presidenti di ordini forensi a nome dello Studio Alpa, da generali della Guardia di Finanza, dai amici del capo dei servizi segreti Vecchione, da arcivescovi e monsignori vicini al cardinal [Gualtiero] Bassetti e altri prelati vicini alla Comunità di Sant’Egidio”. Articolo che aveva incassato diverse smentite, tra cui quella della Guardia di Finanza e della Comunità di Sant’Egidio. Ma che il giornale torinese ha sempre difeso, anche con commenti pubblicati nei giorni seguenti.

LE PROSSIME CONVOCAZIONI

Giovedì scorso il governo Conte non aveva avuto neppure il tempo di festeggiare la risicata maggioranza ottenuta in Senato che si è visto recapitare diversi inviti a comparire davanti al Copasir. Dopo il ministro Di Maio e il prefetto Vecchione toccherà a Rocco Casalino e a Roberto Chieppa, rispettivamente portavoce e segretario generale di Palazzo Chigi, che saranno sentiti in relazione al presunto hackeraggio del sito della presidenza del Consiglio (negato da Facebook, come riportato anche su Formiche.net). Ma anche a Matteo Renzi: l’ex presidente del Consiglio verrà ascoltato in merito alla doppia visita dell’Attorney general statunitense William Barr a Roma nell’estate 2019, arrivato a Roma a caccia di prove di un complotto ordito ai danni del presidente Donald Trump sul Russiagate.

Bonafede non basta. Anche il Copasir sfruculia il governo

Il Copasir inizia le audizioni del 2021. Si parte mercoledì con il ministro Di Maio sulla liberazione dei pescatori. Giovedì tocca a Vecchione (Dis) sui presunti contatti tra 007 e “responsabili”. Nelle stesse ore governo appeso a un filo sulla relazione Bonafede

Twitter

Se i social oscurano Trump, ma con la jihad.. Analisi di Dambruoso e Conti

Di Stefano Dambruoso e Francesco Conti

Alla luce dell’oscuramento social di Trump si fa strada una domanda. Come agiscono le piattaforme dinnanzi alla jihad? L’analisi di Stefano Dambruoso, magistrato esperto di terrorismo internazionale, e Francesco Conti, master counter terrorism King’s College London

Navalny vs Putin, l'Ue non resti in disparte. Parla Lucas

Con un’opposizione frammentata e una classe media assuefatta al Cremlino, le proteste per Navalny non cambieranno nulla a Mosca, avvisa il vicepresidente del Cepa Edward Lucas. L’Ue e l’Italia vogliono aiutare? Inizino a chiudere il portafoglio agli oligarchi di Putin

Su TikTok, social e giornalismo il Papa ribalta le nostre logiche. Parla il prof. Padula

Sul web le regole sono fondamentali, ma non si può ragionare con la logica della demonizzazione. Il Papa coglie nel segno e spalanca una finestra sui rischi e le opportunità del nostro tempo. Conversazione di Formiche.net con Massimiliano Padula, presidente Copercom, il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione e docente di Scienze della comunicazione sociale alla Pontificia Università Lateranense

Perché lo stop al petrolio può complicare i negoziati in Libia

Di nuovo fermo il petrolio in Libia. La milizia che controlla gli impianti annuncia lo stop delle esportazioni. L’ombra delle pressioni sul processo negoziale Onu

Altro che Pacifico. Così Biden avvisa Xi a Taiwan

Quindici aerei militari cinesi sorvolano Taiwan, gli Stati Uniti inviano la portaerei Theodore Roosevelt. Nel Mar Cinese Meridionale è già alta tensione fra Biden e Xi. E le provocazioni di Pechino sono solo all’inizio

Phisikk du role - Sarà un mercoledì da leoni per Bonafede?

La storia della Repubblica italiana, specie nella seconda edizione, è piena di partitini nati e morti in Parlamento senza lasciare traccia nella società. Nessuno si adonterebbe se anche questa volta ci fosse un’andamento simile. Eppure…

Giustizia, cosa (non) dirà Bonafede. L'opinione di Giacalone

Questa (fin qui) non crisi di governo si sta avvitando in una surreale crisi totale, con un verticale crollo della credibilità di ciascuno e tutti. Il tema della giustizia ne è una dimostrazione. Il commento di Davide Giacalone

Dentro o fuori. Il bivio di Biden (e della Nato) in Afghanistan

Di Simone Nella

Negoziati saltati, basi militari che chiudono, un crescendo di attacchi. È un lascito pesantissimo quello ereditato da Joe Biden in Afghanistan. Ecco dove può far leva per riportare i Talebani al tavolo. L’analisi di Simone Nella, analista militare, già consigliere politico e culturale del Vice comandante di Resolute Support in Kabul

Ecco la sfida indiana al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Scrive Vas Shenoy

Di Vas Shenoy

Il mandato Indiano al Consiglio di sicurezza dell’Onu inizia in un mondo colpito dalla pandemia con tante crisi aperte che minacciano la sicurezza di quasi un miliardo di abitanti di questa terra. Tuttavia, dopo la pandemia, il problema più grave che affronta la comunità globale è l’aggressività economica e militare cinese. L’analisi di Vas Shenoy, ricercatore sulle relazioni Europa-India

×

Iscriviti alla newsletter