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Il volo cosmico con equipaggio è il progetto aerospaziale tecnologicamente più complesso e difficile al mondo. Tale settore rappresenta la forza di un Paese nei campi della scienza, della tecnologia e dell’economia.

Molti Paesi hanno presentato piani di volo spaziale con equipaggio, ma per decenni ci sono stati solo tre Stati che potevano/possono realmente inviare uomini nello spazio in modo indipendente.

Secondo le statistiche l’80% degli oltre mille nuovi materiali in Cina negli ultimi anni sono stati sviluppati sotto la spinta della tecnologia spaziale e più di duemila sono risultati dalla tecnologia spaziale trapiantati in vari settori dell’economia nazionale.

Il 5 maggio 2020, il lanciatore spaziale Changzheng 5B (Lunga Marcia) sviluppato per il progetto della stazione spaziale con equipaggio cinese è partito con successo da Wenchang (isola di Hainan), dando ufficialmente il via alla missione. Terzo passo del progetto spaziale cinese con equipaggio.

Il 1° ottobre si è conclusa la selezione del terzo gruppo di astronauti di riserva per il progetto spaziale cinese con equipaggio. Diciotto astronauti: sette piloti, sette ingegneri di volo e quattro esperti di carico, parteciperanno alla terza fase del progetto aerospaziale con equipaggio cinese.

Con lo sviluppo intensivo di vari compiti, il volo spaziale cinese con equipaggio è entrato nel progetto di una stazione spaziale di Pechino.

Nel 1992, il progetto di volo spaziale con equipaggio cinese è stato varato e stabilita una strategia di sviluppo in tre fasi.

1) Lanciare un veicolo spaziale con equipaggio, elaborare un progetto preliminare di veicolo spaziale pilota con equipaggio ed eseguire esperimenti di applicazioni spaziali.

2) Impegnarsi in nuove scoperte nel campo della tecnologia di uscita degli astronauti, rendez vous di veicoli spaziali e tecnologia di attracco; creare un laboratorio spaziale e risolvere i problemi ad esso relativi con assistenza a breve termine.

3) Costruire una stazione spaziale per risolvere il problema delle applicazioni spaziali su larga scala con assistenza a lungo termine.

Dal 1992, generazioni di astronauti sono state autosufficienti e hanno continuato a lavorare: dal volo senza pilota al volo con equipaggio, dagli esperimenti in navicella alle attività fuori d’essa, dal volo su una sola nave al funzionamento stabile di corpi combinati.

Il 15 ottobre 2003, il primo veicolo spaziale cinese con equipaggio, Shenzhou V, ha trasportato nello spazio l’astronauta Yang Liwei. Dopo 21 ore e 23 minuti, dopo 14 orbite, la navicella è atterrata in sicurezza. La Cina è diventata il terzo Paese al mondo in grado d’inviare in modo indipendente l’uomo nello spazio.

Nel 1957, il primo satellite artificiale dell’Urss ha inaugurato l’era della conquista umana dello spazio. Il 12 aprile 1961, l’astronauta sovietico Jurij Gagarin nella navicella Vostok 1 ha intrapreso il primo volo spaziale umano. Il 5 maggio dello stesso anno, l’astronauta americano Alan Shepard con la Freedom 7 è rimasto nello spazio per 15 minuti, diventando il secondo astronauta della storia umana.

Di fronte ai successi delle due superpotenze in campo spaziale, il presidente Mao rimase scioccato e chiese: “Come possiamo essere considerati un Paese potente? Non siamo in grado nemmeno d’inviare una patata nello spazio!!!”.

All’inizio degli anni Settanta, la Cina iniziò la ricerca nel settore del volo spaziale con equipaggio. Dopo il lancio del primo satellite terrestre artificiale cinese, Dongfanghong 1, Qian Xuesen, allora presidente della Quinta Accademia del Ministero della Difesa Nazionale, s’impegnò che la Cina dovesse intraprendere anche voli spaziali con equipaggio.

Nacque il Project 714 (ossia 1971, Aprile) e la sonda doveva aver nome Dawn One. Tuttavia, a causa di vari problemi finanziari e tecnologici, il progetto fu infine accantonato.

Nei vent’anni successivi, la tecnologia spaziale cinese ha continuato a svilupparsi. Soprattutto nel 1975, la Cina lanciò e recuperò con successo il suo primo satellite, rendendo il Paese il terzo al mondo a gestire la tecnologia di recupero satellitare dopo Usa e Urss, ponendo una solida base affinché la Cina possa effettuare voli spaziali con equipaggio.

Ma pur agendo in tal modo, ci vollero anni dall’istituzione formale di un progetto spaziale con equipaggio sino al lancio regolare del primo astronauta cinese.

Dalla nascita del volo spaziale con equipaggio, alcuni studiosi hanno calcolato che, considerando la percentuale del Pil, il volo spaziale con equipaggio è il progetto tecnologico più costoso della storia.

Uno shuttle statunitense costa fino a 500 milioni di dollari per volo, e occorrono da 300 a 400 milioni di dollari per la manutenzione.

Il progetto spaziale cinese con equipaggio è noto per la sua alta efficienza ed economia. Secondo i dati diffusi dall’Ufficio di ingegneria di Pechino, dall’inizio del progetto al completamento del lancio della navicella spaziale Shenzhou VI nel 2005 (ossia quando la prima fase del progetto spaziale con equipaggio è stata completata) il costo totale del progetto ha raggiunto circa 20 miliardi di yuan.

Il volo spaziale con equipaggio incorpora molte moderne tecnologie all’avanguardia. La struttura dei razzi vettore, dei veicoli spaziali con equipaggio e delle navicelle è complessa, con decine di migliaia di parti e componenti. Il guasto o il malfunzionamento di una sola parte può causare un incidente.

Il 1° febbraio 2003, a causa di una caduta accidentale di un frammento di schiuma fuori dal serbatoio del carburante, la navetta spaziale americana Columbia si è disintegrata ed è esplosa nella fase di rientro, uccidendo tutti e sette gli astronauti.

Se un Paese è in grado d’inviare i propri astronauti nello spazio, non solo rifletterà sulla propria forza nazionale, ma eleverà notevolmente anche l’orgoglio nazionale e migliorerà lo spirito di Stato e la coesione interna.

Deng Xiaoping affermò: “Se la Cina non avesse avuto una bomba atomica, una bomba all’idrogeno o lanciato satelliti dagli anni Sessanta, essa non sarebbe un Paese importante con una forte influenza e non avrebbe il suo attuale status internazionale”. Per cui nel XXI secolo, il volo spaziale con equipaggio rappresenta tutto questo.

Naturalmente, gli astronauti cinesi hanno il diritto di essere orgogliosi, perché hanno ottenuto tutto questo a poco a poco e con i propri sforzi.

Mettiamo il caso della Stazione Spaziale Internazionale, costruita congiuntamente da diciannove Paesi e organizzazioni regionali. In questo lungo elenco ci sono Paesi sviluppati e in via di sviluppo (Brasile, Kazakistan, Malaysia, Rep. Sudafricana), ma non c’è la Cina. Alcuni Stati deliberatamente hanno imposto un rigoroso embargo alla Cina nel tentativo di escluderla dalla SSI.

Tutto ciò fa sì che astronauti e scienziati cinesi comprendano chiaramente che le tecnologie chiave fondamentali non possono essere scambiate o acquistate.

I cinesi quindi seguono con fermezza il percorso di sviluppo e innovazione indipendenti per potenziare il volo spaziale con equipaggio senza l’aiuto di alcuno.

Intorno al 2022, una stazione spaziale autocostruita della Cina sarà completata e utilizzata e, secondo fonti estere, la Ssi sarà disattivata nel 2024.

Alcuni Paesi si sono rivolti alla Cina per ricerca di opportunità e cooperazione. Tale cambiamento di sponda spiega ancora una volta che solo padroneggiando le tecnologie chiave fondamentali la Repubblica Popolare ha il diritto di parola e visibilità.

I fatti hanno dimostrato che sia pure sotto l’embargo tecnico a lungo termine di alcuni Paesi, l’industria spaziale cinese con equipaggio è decollata “controvento”.

Con il duro lavoro di generazioni di astronauti, è gradualmente cresciuta e si è sviluppata e ha intrapreso la strada di una potenza spaziale con caratteristiche propriamente cinesi.

Se il volo spaziale con equipaggio è un’impresa di punta, l’innovazione indipendente è la scala che supporta gli sforzi.

Nel 2022, la Stazione Spaziale Cinese completerà ufficialmente il suo compito di costruzione in orbita. A quel punto, la Cina porterà su di essa apparecchiature sperimentali di alto livello nei campi della medicina aerospaziale, della vita nello spazio e della biologia, dei materiali, della combustione di microgravità e dei fluidi, della fisica, dell’astronomia e di altri campi.

Alle 23:11 dello scorso 1° dicembre, la sonda Chang’e-5 è atterrata con successo sulla Terra. La missione principale dell’esplorazione era “imballare” circa 2.000 grammi di campioni di suolo lunare e rocce. In realtà la Cina ha compiuto un altro passo pure verso lo sbarco sul nostro satellite con equipaggio.

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A maggio scorso il lanciatore spaziale Changzheng 5B (Lunga Marcia), sviluppato per il progetto della stazione spaziale con equipaggio cinese, è partito con successo da Wenchang (isola di Hainan), dando ufficialmente il via alla missione. L’analisi di Giancarlo Elia Valori

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