Skip to main content

Con l’acquisizione del gruppo Iveco Defense Vehicles, Leonardo diventerà un attore integrato per i mezzi terrestri. L’operazione segue l’alleanza strategica con Rheinmetall e porta il gruppo di Piazza Monte Grappa a guardare sempre più a cooperazioni con le realtà europee (senza dimenticare il business con gli Usa). Ne abbiamo parlato con Giovanni Soccodato, già amministratore delegato di Mbda Italia. 

Come si inserisce l’acquisizione di Iveco nelle strategie di Leonardo?

I recenti conflitti hanno confermato la rilevanza della componente terrestre per la difesa e il presidio del territorio. In particolare, di tutti i mezzi e i sistemi che supportano la mobilità delle truppe e la point-defence (particolare tipologia di difesa aerea, ndr), che vedono nei veicoli pesanti e corazzati un presidio fondamentale. L’acquisizione di IDV consolida il ruolo di Leonardo come operatore industriale di riferimento nelle piattaforme per la Difesa, affiancando alla storica presenza nella componente aerea (velivoli ed elicotteri) anche le competenze per quella terrestre, in passato condivise con IDV attraverso il Consorzio CIO. In prospettiva, questo  consentirà  di semplificare ed efficientare la gestione dei programmi per la realizzazione delle nuove famiglie di veicoli pesanti di classe Mbt e Ifv per l’Esercito italiano, valorizzando al meglio le proprie capacità per le dotazioni di elettronica, anche nella prospettiva di realizzare piattaforme unmanned. 

Il fatto che il business di Iveco sia rimasto italiano, che vantaggi dà al sistema-Paese della difesa, visto che avrebbe potuto diventare tedesca o spagnola o ceca?

Innanzitutto, consentirà di disporre a livello nazionale di un attore integrato per i mezzi terrestri a maggior valore aggiunto e capacità operativa, che consentirà di definire e realizzare le caratteristiche e le prestazioni dei mezzi e dei sistemi per rispondere al meglio ai requisiti nazionali. Inoltre, un ulteriore vantaggio sarà legato alla gestione del ciclo di vita delle piattaforme, garantendo che si mantengano e si sviluppino a livello nazionale alcune competenze-chiave. Ciò sarà fondamentale per assicurare il costante aggiornamento e mantenimento in condizioni operative dei mezzi con il giusto livello di priorità. E questo senza dover dipendere o competere con altri Paesi. 

Come si inserisce questa operazione di Leonardo nell’ambito del riassetto complessivo della difesa europea?

Va nella direzione corretta di un progressivo consolidamento. Semplifica infatti il quadro complessivo e la presenza nazionale nel settore, mettendo assieme competenze e portafoglio prodotti, consentendo a Leonardo di confrontarsi con gli altri operatori del settore, quantomeno a livello capacitivo. L’operazione accredita ancor più il gruppo, come già fatto nel recente accordo con Rheinmetall, quale partner di riferimento di futuri programmi di cooperazione (es. anche se ormai improbabile, se mai dovesse materializzarsi il tanto discusso Mgcs). È infatti importante che, anche se l’azionariato di Idv rimanesse nazionale, si mantenga vivo il dialogo e lo spazio di cooperazione con gli altri attori europei del comparto terrestre a livello operativo, attraverso una progressiva convergenza di requisiti che abilitino la componente industriale allo sviluppo e all’adozione di sistemi comuni.

Come si ridefinisce in questo momento di ampie alleanze strategiche per Leonardo (dai droni, al terrestre fino allo spazio) il rapporto con gli Stati Uniti e con l’industria statunitense?

Gli Stati Uniti sono sempre stati e continueranno ad essere un partner di riferimento per il comparto dell’Aerospazio e della Difesa, un baricentro del business di Leonardo. Questo sia per la collaborazione su programmi e sviluppi innovativi (basti pensare al lunghissimo e consolidato rapporto nelle infrastrutture spaziali) sia per l’adozione di piattaforme o sistemi con caratteristiche peculiari (velivoli da trasporto o da combattimento), che hanno offerto e offrono opportunità di collaborazione con industrie statunitensi. Allo stesso tempo, Leonardo può avere un ruolo fondamentale e fornire un contributo determinante al consolidamento e al rafforzamento di competenze e capacità industriali continentali. È infatti il gruppo che ha storicamente costituito numerose joint venture e alleanze, ancora operative, ed è stato particolarmente attivo negli ultimissimi anni nel promuovere e realizzare nuove partnership strutturali, necessarie per creare quel pilastro europeo in grado di contribuire alla sicurezza e cooperare con l’industria transatlantica.

leonardo, soccodato,

Cosa farà Leonardo con Iveco Defence Vehicles. Parla Giovanni Soccodato

Di Flavia Giacobbe

Con l’acquisizione del gruppo Iveco Defense Vehicles, Leonardo diventerà un attore integrato per i mezzi terrestri. L’operazione segue l’alleanza strategica con Rheinmetall e porta il gruppo di Piazza Monte Grappa a guardare sempre più a cooperazioni con le realtà europee (senza dimenticare il business con gli Usa). L’intervista a Giovanni Soccodato, già amministratore delegato di Mbda Italia

Fincantieri accelera, ordini in crescita e nuovo slancio nell’underwater

I risultati del primo semestre 2025 confermano il trend di crescita di Fincantieri, con ricavi in aumento del 24% e un miglioramento significativo della profittabilità operativa. Il gruppo si distingue per la capacità di trasformare le sfide globali in opportunità, supportato da un portafoglio ordini record e da una posizione finanziaria in progressivo rafforzamento

Da Tunisi ad Ankara. Così Meloni promuove la politica mediterranea di Roma

Tunisi e poi Ankara: prosegue il lavoro del presidente del consiglio sui fronti delicati della politica estera, sia per ribadire il peso specifico del Piano Mattei, sia per rafforzare alleanze e principi comuni. Saied ed Erdogan sono due soggetti che vantano una notevole interlocuzione con Roma. E il Piano Mattei rappresenta la chiave di volta. Menia: “Si rafforza il progetto di Italia globale”

Infrastrutture, Pa e Piano Mattei. Il semestre di Cdp al servizio della crescita

Primo bilancio per la Cassa dalla presentazione del nuovo piano industriale. L’utile di gruppo sale a 3,3 miliardi, mentre le risorse mobilitate per l’economia sfiorano i 16 miliardi, attivando oltre 41 miliardi in termini di investimenti. La spinta al Piano Mattei

Un'armatura elettronica contro i droni ucraini? Il nuovo sistema made-in-Russia

La Russia sembra aver sviluppato un nuovo sistema individuale anti-drone, una “veste elettronica” capace di intercettare e disturbare il feed video dei droni ucraini. Nonostante i limiti impliciti e l’assenza di prove sulla sua effettiva efficacia, potrebbe avere interessanti sviluppi futuri

Testo unico entro la legislatura. La farmaceutica torna al centro dell’agenda di governo

Accesso ai farmaci, razionalizzazione della spesa, valorizzazione del territorio e regole certe per l’industria. Il governo avvia ufficialmente il percorso per la definizione del Testo unico sulla legislazione farmaceutica. L’obiettivo, spiega Gemmato, è superare la frammentazione attuale. Schillaci: due direttrici, semplificare e modernizzare

Witkoff in Israele. Gli Usa pressano per fermare il caos a Gaza

La pressione che l’amministrazione Trump sta esercitando su Israele aumenta sotto il peso del contesto internazionale, ma anche perché la Casa Bianca sente il peso del consenso interno. Si tratta su un nuovo documento consegnato a Hamas, mentre l’inviato Witkoff potrebbe visitare Gaza

L'Occidente ascolti la condanna di Hamas della Lega Araba. Scrive Arditti

Prima viene la legittimità interna, poi lo Stato internazionale. Se l’Europa si affrettasse a invertire questo ordine, rischierebbe di fare un favore proprio a chi vuole mantenere lo status quo: Hamas e i suoi sponsor. La dichiarazione della Lega Araba indica la strada per uscire dal conflitto, le mosse di Francia e Gran Bretagna rischiano di bloccarla

Col nuovo manifesto, i valori di Forza Italia saranno patrimonio del centrodestra. Parla Nevi

Forza Italia si prepara a lanciare a settembre un nuovo manifesto valoriale. Un ritorno all’identità originaria, aggiornata alla sfida del presente: più libertà, più sicurezza, più merito. Raffaele Nevi, deputato azzurro, portavoce nazionale del partito, racconta a Formiche.net cosa rappresenta questo nuovo passaggio

Tra Usa e Teheran è battaglia navale. Washington sanziona le navi iraniane

Gli Stati Uniti hanno colpito oltre 150 società e navi legate alla rete di Hossein Shamkhani, figlio dell’ex capo dei Pasdaran. Dalle petroliere fantasma alle portacontainer di SeaLead, fino alle rotte occulte verso Russia, Siria e Belgio: la minaccia ibrida di Teheran si snoda attraverso i porti del mondo

×

Iscriviti alla newsletter