Usa e Israele hanno lanciato un attacco ai siti nucleari iraniani, utilizzando la potente GBU-57. L’operazione, che ha coinvolto anche lo US Cyber Command, ha segnato una nuova era di guerra congiunta cinetica e digitale. L’Iran ha risposto con un blackout digitale e una serie di cyberattacchi devastanti. E ora? L’analisi di Gabriele Marchionna (cyber strategy advisor e associate researcher Luiss Med Platform)
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Se il dopo Onu sembra un pre Westfalia. La riflessione di Cristiano
La pace di Westfalia pose fine alle guerre di religione, che infatti stanno tornando, gli accordi di Helsinki posero le basi per la Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, che sono appassite e non rifioriranno prima che si definiscano le nuove aree di influenza, che Putin vuole cambiare molto di più che svenarsi per Khamenei. È questo definire il mondo nuovo in nuovi giardini il problema del nostro domani
Nato, ripensare il 2% per una nuova soglia di sicurezza europea. L'analisi di Cesa
Il contesto globale impone un aggiornamento degli obiettivi di spesa Nato e un ripensamento della strategia collettiva. L’ipotesi di alzare il tetto al 5% del Pil si lega a un disegno più ampio: ridurre la frammentazione, potenziare la cooperazione e investire in tecnologie strategiche. In gioco c’è la credibilità della deterrenza, ma anche la capacità industriale e la coesione politica dell’Alleanza. La prospettiva di Lorenzo Cesa, presidente della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della Nato
L'ossessione dell'io per la conquista del mondo è una malattia dell'anima. L'intervento di Pallavicini
Pubblichiamo l’intervento dell’Imam Yahya Pallavicini a Palazzo Montecitorio nella sessione plenaria della conferenza internazionale dell’IPU Unione Inter-Parlamentare sul tema del Dialogo Interreligioso contro l’odio e la polarizzazione. Un confronto tra autorità religiose e governanti da 68 parlamenti del mondo
Tra proxy e cyber, come reagirà l’Iran. Parla Trenta (Swansea)
Le ipotesi sul tavolo di Teheran secondo Luca Trenta, professore all’Università di Swansea: proxy (Houthi in primis), attacchi cyber, ritorsioni al personale Usa in Medio Oriente, chiusura dello Stretto di Hormuz
Riforme e meno costi energetici. Cosa serve all'Italia per affrontare le sfide globali secondo Cottarelli
Carlo Cottarelli nella sua intervista a Formiche.net analizza i nuovi equilibri di potere tra Cina e Stati Uniti, il crescente ruolo politico delle Big Tech e la debolezza strutturale dell’Unione Europea, incapace di agire con coesione. Per l’Italia, indica quattro priorità: riduzione della pressione fiscale, snellimento della burocrazia, riforma della giustizia e contenimento dei costi energetici. Apprezza la prudenza fiscale del governo Meloni, ma sottolinea la necessità di interventi più incisivi su riforme strutturali
Tecnologia, etica e governance. A Roma si discute il futuro dell’AI
Dai principi dell’umanesimo al potenziamento umano: l’AI non deve sostituire l’uomo ma amplificarlo. A Roma, tra avvocati, teologi e big tech, si discute il futuro di una tecnologia che solleva domande fondamentali per il genere umano
Iran e Usa tra oro, petrolio e dollaro. L'attesa dei mercati
L’intervento miliatare degli Stati Uniti spingerà quasi certamente in alto le quotazioni del greggio, provocando un effetto a cascata sui prezzi dell’energia. Chi rischia di più è l’Europa, ma anche il verdone potrebbe subire scossoni. Gli occhi sullo stretto di Hormuz
Perché ora gli occhi (anche di Pechino) sono puntati su Hormuz
La Cina ha forti interessi legati a quanto sta succedendo tra Iran e Israele: c’è il petrolio (e il gnl) che passa da Hormuz, ma anche la narrazione strategica anti-occidentale da cui nasce una “neutralità pro-iraniana”. Secondo Gering (Inss/Acus), Pechino sta valutando gli equilibri di forza, a maggior ragione dopo i bombardamenti Usa
Nato summit, ecco cosa lega l’Indo-Pacifico all’aumento del budget. L’analisi di Zeneli
Gli Stati Uniti saranno costretti da necessità strategiche a destinare una parte delle proprie risorse vitali dall’Europa all’Indo-Pacifico, con l’obiettivo di garantire un’efficace deterrenza contro la Cina. Questo scenario implica che gli alleati europei dovranno assumersi una maggiore responsabilità per la difesa convenzionale del teatro europeo. Il necessario aumento della spesa per la difesa, su scala generale, sarà funzionale a questo obiettivo. L’analisi di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso l’Atlantic Council
















