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“Noi siamo sereni”. Luca Carabetta risponde con calma serafica all’ennesima stoccata al governo da parte di Matteo Renzi. Questa volta il casus belli è la manovra, domani chissà. Poco importa, spiega il deputato piemontese del Movimento Cinque Stelle, purché rimangano sparate mediatiche.

Carabetta, sicuri di stare sereni?

Ognuno risponde alla prova dei fatti. Non giudico in maniera troppo severa queste dichiarazioni, Renzi fa politica e come tutti i politici deve fare comunicazione. Vediamo se e come ci vorrà dare una mano concreta con la legge di bilancio.

Di questo passo terremoterà il governo.

Siamo tutti sulla stessa barca, dovremmo cercare di remare nella stessa direzione. Il governo non è ancora davvero partito, serve il tempo materiale per avviare i gabinetti di ministri e sottosegretari e i primi tavoli delle commissioni parlamentari. In trenta giorni abbiamo attraversato un cambio drastico di maggioranza, ora bisogna lasciar stare le sparate mediatiche e disegnare insieme la nostra prospettiva di medio-lungo termine.

Per Renzi il vostro taglio del cuneo fiscale è un pannicello caldo. Voi lo avete duramente criticato per gli 80 euro in busta paga, qui si parla di 30-40 euro.

La critica agli 80 euro aveva solide basi. Per molti si trattò di un’operazione elettorale. Teneva al di fuori la platea degli incapienti che più ne avevano bisogno, il bonus è stato assegnato a persone che non ne avevano diritto, che infatti hanno dovuto restituirlo. Il nostro taglio del cuneo fiscale è solo un primo passo, e interviene in maniera orizzontale rispetto alle fasce di lavoratori.

C’è chi parla di manovra coraggiosa ed espansiva, ma 23 miliardi se ne vanno per congelare l’Iva.

Non darei per scontato il risultato. Tutti ci hanno spiegato che l’Iva sarebbe aumentata e così non sarà. Ovviamente con la legge di bilancio ci saranno altri margini di manovra. Molto si potrà fare attraverso la semplificazione e gli inventivi non onerosi, misure che intervengono su imprese, ambiente, impresa 4.0, fondi stanziati per le categorie.

Girano voci di forti mal di pancia nel Movimento Cinque Stelle. Addirittura di venti deputati pronti a lasciare.

Venti sono davvero tanti (ride, ndr). Già all’inizio della scorsa legislatura si parlava di fronda di 30 o 40 deputati pronti a lasciare, poi le cose sono andate diversamente. Oggi non parlerei di scissionisti, ma di persone che dopo un anno e mezzo difficile e trenta giorni di fuoco hanno chiesto un confronto interno.

Temete le sirene di Italia Viva?

Con Italia Viva c’è stato un solo caso al Senato. Ripeto, non c’è nessuna scissione in corso ma un salutare dialogo interno. Adesso si apre la partita per la presidenza dei gruppi ed è normale che con spirito costruttivo i diversi candidati interpretino umori e sensibilità del gruppo.

Si avvicinano le elezioni in Umbria. L’esperimento civico può tracciare una road map per tutte le altre regioni?

Dobbiamo valutare caso per caso. Questa candidatura civica può portare a una squadra e un programma che rispecchi la nostra essenza. Prima di estendere il modello alle altre regioni valuterei bene i pro e i contro. Una candidatura civica deve anzitutto rispecchiare i valori fondanti del Movimento Cinque Stelle. Servono candidati trasparenti, con la fedina penale pulita, espressione delle parti sociali.

Caro Renzi, ecco perché siamo sereni. Parla Carabetta (M5S)

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