Skip to main content

C’è una parola che emerge nell’articolo di padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica e padre sinodale, che apre il nuovo numero della rivista dedicato al sinodo sull’Amazzonia: questa parola è “acqua”. La cura per il territorio amazzonico, per gli alberi, per il suolo e per il sottosuolo, viene sempre citata da chi si occupa dell’emergenza planetaria che è diventata l’Amazzonia. Meno la cura dell’acqua. Eppure l’acqua, il fiume, non è poca cosa per l’Amazzonia, come l’acqua non è poca cosa per l’organismo vivente, per l’uomo e per la vita. Eppure questa cura per l’acqua, per il fiume, colpisce come fatto inusuale rispetto almeno al linguaggio e le espressioni comuni.

Lo avevano espresso benissimo, in vista di questo sinodo, Lucia Capuzzi e Stefania Falasca nel libro “Frontiera Amazzonia”: “Senza il battito del Grande fiume, un intero universo si ritrova afono, senza vita”. Poi ci sono altre parole più diffusamente citate a proposito di questo e il cui senso plurale viene illustrato nell’ampio articolo: soprattutto sinodalità e conversione. Per capire cosa sia questa sinodalità emersa in occasione del sinodo sull’Amazzonia basterà considerare due dati che cita padre Spadaro. Cominciamo dal più importante: “Le proposte di modifica della prima bozza di Documento finale sono state ben 831. La partecipazione e il dibattito, anche nei ‘circoli minori’, in questo senso, sono stati molto ricchi. E questa è già una grande novità nel nostro mondo nel quale le democrazie spesso non ascoltano i cittadini e in cui la polarizzazione delle posizioni ideologiche è esacerbata a danno del dialogo. Nel Sinodo si sono confrontate posizioni anche diametralmente opposte su tanti temi, ma sempre nel rispetto reciproco e per il bene della Chiesa e della gente dell’Amazzoni”. Questo fatto si capirà meglio se si considera il carattere centralista della “tradizione” cattolica e se si leggono i numeri: “I padri sinodali erano in tutto 184. Tra questi, 113 provenivano dalle diverse circoscrizioni ecclesiastiche panamazzoniche. Hanno partecipato al Sinodo sei delegati fraterni, in rappresentanza di altre Chiese e Comunità ecclesiali presenti nel territorio amazzonico; come pure 12 invitati speciali e 25 esperti, scelti per la loro elevata competenza scientifica. Gli uditori e le uditrici erano 55; provenivano in maggioranza dalla regione panamazzonica, anche dai luoghi più interni, e hanno portato la voce e la testimonianza viva delle tradizioni, della cultura e della fede delle loro genti”.

Siamo dunque alla periferia predata, l’Amazzonia, che parla dal centro e questo è un fatto di enorme rilievo anche per il tipo di periferia di cui parliamo. Strategica per l’emergenza ambientale ed ecologica che rappresenta e periferia “estrema” per la rimozione più che marginalizzazione che la cultura e la spirituale dei popoli indigeni hanno subito, da decenni. Si tratta di due aspetti che non possono essere scissi tra di loro e che vanno collegati al Grande fiume, all’acqua. È una nuova periferia, quella dell’emergenza ambientale, della rimozione culturale e spirituale dei popoli indigeni e della civiltà fluviale che incarnano. Forse è quello che l’articolo ci fa capire quando cita l’intervento ad un briefing di un uditore, il professor Delio Siticonatzi Camaiteri, membro del popolo Ashaninca, un gruppo etnico amazzonico del Perù: “Noi come indigeni viviamo l’armonia con tutti gli esseri viventi. Vedo che non vi è chiara l’idea che avete di noi indigeni.”

Così il racconto sinodale di padre Spadaro, che ricostruisce le tappe e le novità emerse e tutte assai rilevanti, ci aiuta a capire che c’è un’altra parola, non usata nel testo, che sembra apparire sempre più importante: chi altro difende il pluralismo nel mondo? La Chiesa di Francesco emerge come bastione di un pluralismo globale che parte da questa ecologia integrale: la difesa della casa comune, la valorizzazione del rapporto proprio dei popoli indigeni di questa “armonia con tutti gli esseri viventi” non viene compreso se non come armonia anche culturale e spirituale con diverse culture e spiritualità, oltre che con l’ambiente e la sua complessità. Ecco l’opzione, che padre Spadaro spiega con cura, di una Chiesa non solo non più colonialista, ma neanche indigenista, bensì indigena. Una Chiesa amazzonica nel senso di fatta da persone che hanno quella cultura, che fanno vivere quella spiritualità e la portano nella Chiesa universale.

Si capisce così l’affondo di papa Francesco contro la globalizzazione uniformante: ma anche il suprematismo etnicista non ne esce bene. Anche per e tra i cattolici. Convinti assertori della difesa della vita, alcuni ambienti cattolici capiscono che ad un malato non può essere mai negata l’alimentazione, neanche quando da anni non può nutrirsi autonomamente, ma ai popoli amazzonici può essere negata l’alimentazione eucaristica pur di rispettare la regola del celibato. Strano. Come è strano che abbiano ritenuto di gettare nel fiume romano la statuetta della Madre Terra che era ospitata in una chiesa vicino al Vaticano in occasione del sinodo, quando è il Grande fiume che produce quella spiritualità. Dovevano aspettarsi che un altro fiume l’avrebbe salvata dal loro vandalismo, producendo un effetto opposto a quello auspicato. È dunque questo un articolo da leggere con attenzione, per capire come l’Amazzonia ci riguarda in prima persona e come questo sinodo abbia elaborato i fondamenti di un’ecologia integrale che ci comprende.

L’Amazzonia, il sinodo e le sue conversioni. Il racconto di padre Spadaro

C’è una parola che emerge nell’articolo di padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica e padre sinodale, che apre il nuovo numero della rivista dedicato al sinodo sull’Amazzonia: questa parola è “acqua”. La cura per il territorio amazzonico, per gli alberi, per il suolo e per il sottosuolo, viene sempre citata da chi si occupa dell’emergenza planetaria che è…

Il Green new deal perde slancio. Ecco come

Green new deal sì, ma leggermente più leggero. Il governo Conte bis ha fatto della sostenibilità una vera e propria mission, annunciando in più occasioni la necessità di una svolta verde nell’economia reale ma anche nella finanza. Le buone intenzioni non sono mai mancate, bisogna darne atto, quello che però sembra latitare sono le risorse. La prova? L’ultima bozza della…

Non c’è due senza tre. In arrivo il contratto gas-acqua

Il 7 novembre potrebbe essere il giorno buono per “chiudere”, come si dice in gergo, il contratto del gas-acqua. Infatti, nella sala conferenze di un grande albergo romano, dovrebbero giungere all’epilogo finale le trattative per il rinnovo del Ccnl in questione che riguarda le prospettive normative ed economiche di circa 48mila addetti. LE ATTESE I bene informati dicono che il…

Le imprese italiane crescono ancora. Report Infocamere

Le imprese risorgono tra luglio e settembre. Si chiude infatti con un saldo attivo di 13.848 unità in più, rispetto alla fine di giugno, il bilancio fra le imprese nate (66.823) e quelle che hanno cessato l’attività (52.975) nel terzo trimestre dell’anno. Il segno più continua dunque a caratterizzare l’andamento demografico della grande famiglia delle imprese italiane (6.101.222 unità alla fine…

Per ricordare Alda Merini. Il senso della vita nella poesia

Per ricordare Alda Merini. Il senso della vita nella poesia. ...Ma se mi domandano dove traggono origine i miei versi, io rispondo: mi basta un’immersione nell’anima e vedo l’universo... (da “Il bacio”). L’inquietudine, la solitudine, l’amore. Una scia di sublime delicatezza nei versi di Alda Merini. Sempre attuali, intimi, profondi, dolorosi. È la vita di ognuno di noi. Quello spazio…

Così Pompeo tiene il punto con la Cina

È come se l'amministrazione Trump volesse evitare di sembrare troppo morbida con la Cina adesso che i colloqui di carattere economico-commerciale stanno procedendo, e far sapere al mondo che la questione non sarà per niente risolta dopo un'eventuale intesa su questo argomento. Prima, la scorsa settimana, il vicepresidente Mike Pence aveva affrontato il quadro completo delle relazioni attuali e future…

Il governo rilanci l'industria, con investimenti e cura dei lavoratori. La versione di Donegà (Fim-Cisl)

Di Andrea Donegà

Viviamo un periodo molto delicato e decisivo in cui comincia, tra notizie, “sparate” e smentite, a prender forma la manovra economica che avrà il compito di rimediare ai conti sballati ereditati dal precedente governo, per metà ancora in carica, e soprattutto di imprimere al Paese un cambio di passo che dovrà, inevitabilmente, camminare sulle gambe del rilancio industriale. Questa sarebbe…

È tempo di una impresa responsabile. Il dibattito ideato da Romana Liuzzo

Viviamo una nuova era. La sta vivendo la nostra economia. È il tempo dell’impresa “responsabile” e del consumatore “consapevole”. Del codice etico che affianca la logica del profitto, che garantisce esso stesso all’imprenditore ulteriori utili. È davvero possibile guidare un'azienda con fatturati a sei zeri tenendo conto anche delle regole non scritte? La tutela della salute del consumatore, il rispetto…

Ecco che cosa ha detto Profumo alla Giornata del risparmio dell'Acri

Nel nome del risparmio, purché sia green. É stata celebrata oggi a Roma la 95 esima Giornata Mondiale del Risparmio organizzata annualmente da Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria e delle Casse di Risparmio. Quest’anno il tema era Risparmio è sostenibilità. Scelte di oggi per immaginare il domani. Il presidente di Acri, Francesco Profumo, affiancato dal ministro dell’Economia,  Roberto…

Twitter blocca gli spot politici. E gli Usa si dividono

Mentre negli Usa monta la preoccupazione per possibili interferenze russe, cinesi e iraniane alle prossime elezioni presidenziali del 2020, Twitter decide di mettere al bando, a livello globale, gli spot politici sulla sua piattaforma. Una scelta che divide non solo il mondo dei legislatori americani, ma anche quello degli stessi social network, che sugli introiti derivanti dalle inserzioni basano una grossa…

×

Iscriviti alla newsletter