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Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con la quale rinnova il sostegno al presidente ad interim del Venezuela e presidente dell’Assemblea Nazionale, Juan Guaidó, e chiede all’Unione europea nuove sanzioni contro il regime di Nicolás Maduro. Durante la sessione di oggi, il Parlamento europeo ha chiesto di imporre altre misure contro il governo socialista del Venezuela a causa dell’ondata di repressione delle ultime settimane, nella quale ha perso la vita il capitano Rafael Acosta Arévalo. Inoltre, il Parlamento ha sottolineato la responsabilità diretta di Maduro e delle sue forze armate e di intelligence “nell’uso indiscriminato della violenza” per impedire la transizione democratica del Paese sudamericano.

CONTRO I DIRITTI UMANI

“In linea con il rapporto dell’Alto Commissario dell’Onu per i Diritti Umani, Michelle Bachelet, sulle violazioni delle libertà fondamentali in Venezuela – si legge nella risoluzione del Parlamento europeo – si chiede un meccanismo indipendente per indagare sulle esecuzioni extragiudiziali compiute in operazioni di sicurezza”. I parlamentari europei hanno anche confermato che sono a favore del processo di dialogo tra Maduro e Guaidó, con la mediazione del governo della Norvegia, che cerca la convocazione di nuove elezioni presidenziali libere, credibili e trasparenti in Venezuela. E chiedono alle autorità europee che siano limitati i movimenti dei funzionari del governo di Maduro e i loro famigliari, così come congelati beni, conti e visti.

GOVERNO SPACCATO

Questa mozione sulla crisi venezuelana è una delle prime della nuova legislatura europea ed è stata approvata dal Partito Popolare Europeo, l’Alleanza di Socialisti e Democratici, Renew Europa e il gruppo di Conservatori e Riformisti Europei. La risoluzione ha ottenuto 455 voti a favore, 85 contro e 105 astensioni. Il voto europeo ha messo in evidenza le posizioni divergenti della Lega e il Movimento 5 Stelle sulla crisi del Venezuela. I deputati leghisti hanno votato a favore del testo, mentre quelli del partito pentastellato si sono astenuti. A favore invece Forza Italia, Partito Democratico e Fratelli d’Italia.

Per il M5S la scelta della Lega, finora alleati di governo, rappresenta una specie di (nuovo?) “tradimento”. In una nota ufficiale, il partito guidato da Luigi Di Maio s’interroga: “il Parlamento europeo oggi ha approvato una risoluzione in cui chiede nuove sanzioni al Venezuela (455 sì, 85 no, 105 astenuti). La Lega ha votato a favore, il Pd ha votato a favore, il Ppe di Merkel ha votato a favore, i liberali di Macron hanno pure, Forza Italia anche, Fratelli d’Italia ha votato a favore, noi ci siamo astenuti. E ora?”

CREDIBILITÀ INTERNAZIONALE 

Immediate le osservazioni di Fratelli d’Italia e Conservatori e Riformisti Europei. In una nota congiunta, gli europarlamentari Raffaele Fitto, Carlo Fidanza e Nicola Procaccini hanno ricordato l’impegno delle loro forze politiche a favore di una soluzione per la crisi venezuelana: “di fronte alla situazione drammatica in cui versa il Venezuela con 6 milioni di persone in condizioni sociali disperate e più di 4 milioni di veri profughi tra cui moltissimi di origine italiana, riteniamo non più rinviabile un passo indietro di Maduro e del suo regime comunista corrotto, al fine di arrivare nel più breve tempo possibile alla celebrazione di nuove elezioni presidenziali libere e trasparenti, alla scarcerazione degli oppositori politici e all’attivazione degli osservatori internazionali per garantire questo processo”. E aggiungono sulla posizione dei 5 Stelle: “ancora una volta il M5S sposa una linea filo-Maduro, contro gli interessi dell’Italia e dei tantissimi nostri connazionali, con passaporto o oriundi, che ci chiedono di porre fine a un regime vergognoso”. Una denuncia che condivide il capogruppo al Senato, Anna Maria Bernini, per la quale la posizione di chiaro sostegno al regime di Maduro “mina ancora una volta la credibilità della politica estera italiana”.

Lega e M5S, ancora (più) divisi sul Venezuela

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