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C’è un’immagine che, più di impegni e progetti, rende al meglio cosa si sta muovendo in quella fascia “geopolitica” orizzontale che va da Gibilterra al Bosforo. Giorgia Meloni, Recep Tayyip Erdogan, Abdul Hamidf Mohammed Dbeiba attorno allo stesso tavolo a Palazzo di Dolmabahçe hanno dato vita ad un trilaterale altamente strategico, perché tocca corde che nel Mediterraneo allargato vanno fatte suonare all’unisono per produrre risultati nel tempo e sanare potenziali nuovi fronti di crisi.

Il presidente turco, il primo ministro della Libia e la premier italiana sono parte di un’alleanza basata sul necessario pragmatismo per assicurare stabilità politica a Tripoli, energia e politiche sui flussi migratori. Per cui il trilaterale in Turchia si posiziona come parte del coordinamento in corso tra Libia, Turchia e Italia, e volto a promuovere approcci comuni.

Ricordando gli eccellenti risultati raggiunti in questo ambito con la Turchia, la presidente del Consiglio ha sottolineato “l’opportunità di valorizzare le lezioni apprese applicandole anche per il sostegno all’azione del Governo di Unità Nazionale libico in ambito migratorio”, spiega una nota di Chigi. In questo contesto Meloni ha discusso con i suoi interlocutori una serie di linee d’azione per combattere le reti criminali internazionali di trafficanti di esseri umani, migliorare la prevenzione dei movimenti irregolari e sostenere la Libia nella gestione della pressione migratoria cui è sottoposta. Inoltre la presidente del Consiglio ha anche ribadito l’impegno dell’Italia per la stabilità, l’unità e l’indipendenza della Libia e il sostegno a un processo politico, a guida libica e con la facilitazione delle Nazioni Unite, che conduca ad elezioni.

La Libia resta il principale Paese di partenza dagli Stati africani verso il Mediterraneo, con circa 21.000 migranti arrivati in Italia, in aumento dell’80% rispetto allo scorso anno, per questa ragione è necessario armonizzare politiche di risposta che siano tarate sulle nuove aree di crisi. Dal canto suo il governo di accordo nazionale libico (GNA) punta ad essere sostenuto in questioni di interesse comune, come la cooperazione economica, lo sviluppo nella regione del Mediterraneo, il rafforzamento delle partnership e l’impatto dell’immigrazione irregolare sulla sicurezza e la stabilità regionale.

Immigrazione, energia, proiezione tanto nel Mar Nero quanto in Medio Oriente e Africa: è molto ricco il paniere di temi fra Roma, Ankara e Tripoli. Una ragione in più per non ritardare iniziative comuni e una programmazione su come stemperare possibili fronti di tensioni politiche, come quelle tra Tripoli e Tobruk, e procedere così all’unisono in una cooperazione tripartita.

Italia, Turchia, Libia: un trilaterale per il futuro del Mediterraneo

Immigrazione, energia, proiezione tanto nel Mar Nero quanto in Medio Oriente e Africa: è molto ricco il paniere di temi fra Roma, Ankara e Tripoli. Una ragione in più per non ritardare iniziative comuni e una programmazione su come stemperare possibili fronti di tensioni politiche, come quelle tra Tripoli e Tobruk, e procedere così all’unisono in una cooperazione tripartita

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