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Si avvicina il ritorno di Luca Parmitano a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss). Mentre l’astronauta lima i dettagli in vista della partenza di luglio, stanno arrivando a bordo dell’avamposto extra-atmosferico i primi due esperimenti italiani in cui verrà coinvolto. Sono partiti insieme ad altri carichi utili a bordo della navicella Cygnus, lanciata con successo dalla base di lancio Wallops Flight Facility della Nasa, in Virginia, a bordo di un vettore Antares.

LA MISSIONE DI PARMITANO…

La missione Beyond (Oltre) di Parmitano partirà probabilmente il prossimo 19 luglio, giorno storico poiché allora ricorreranno 50 anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna. Con il ruolo di comandante dell’Iss l’astronauta italiano darà il suo contributo anche per sette esperimenti che l’Italia ha preparato con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), di cui cinque con il supporto del raggruppamento d’impresa formato da Agrotec e Telespazio.

…E GLI ESPERIMENTI

A bordo della Cygnus ce ne sono due: Acoustic Diagnostics e Nutriss. Il primo, guidato dall’Università Tor Vergata di Roma, mira a valutare la funzione uditiva degli astronauti prima, durante e dopo missioni di lunga durata. Tramite l’apparato denominato “Audio” e con il coinvolgimento oltre a Parmitano anche del collega americano Andrew Morgan, permetterà di capire l’impatto sull’udito delle condizioni di microgravità e di un ambiente rumoroso, utile anche per un successivo utilizzo in ambito clinico. Lo stesso tipo di ricadute sono riscontrabili per Nutriss, esperimento guidato dall’Università di Trieste. Monitorerà le modifiche del metabolismo muscolare sottoposto a microgravità, cercando di individuare come contrastare la perdita di massa magra attraverso l’alimentazione. Sviluppati dall’Asi, i due esperimenti si collocano nell’ambito di un accordo di cooperazione per l’utilizzo nazionale delle risorse Esa a bordo dell’Iss.

LA NAVICELLA CYGNUS

Nutriss e Acoustic Diagnostics sono a bordo della navicella Cygnus arrivata ormai alla sua undicesima missione operativa. Si compone di due sezioni principali: il modulo di servizio, realizzato da Northrop Grumman Innovation Systems e il Modulo cargo pressurizzato (Pcm) nella sua versione avanzata, sviluppato e costruito dalla joint venture franco-italiana Thales Alenia Space, guidata nel nostro Paese dall’ad Donato Amoroso. Grazie alla versione “enhanced” dell’Pcm fornita dall’azienda, la Cygnus ha potuto contare su una nuova capacità di carico. Prima dell’aggiornamento tutti i carichi dovevano essere messi sul modulo circa quattro giorni prima del lancio. Ora, gli esperimenti scientifici urgenti (che includono topi vivi per gli esperimenti) possono essere caricati il giorno antecedente alla partenza da terra. Questa missione avrà comunque anche un altro obiettivo: dimostrare la capacità della navicella di rimanere in orbita dopo la separazione dalla Stazione spaziale, in supporto a operazioni di servizio come piattaforme per ricerche scientifiche nelle missioni future.

UNA MISSIONE ALL’INSEGNA DEL PROGRAMMA APOLLO

Per l’undicesima missione di Cygnus (la quarta con i moduli realizzati da Thales Alenia Space in versione enhanced) si è scelto il nome di Roger Chaffee, l’astronauta dell’Apollo 1 che morì per l’incendio scoppiato prima che il razzo partisse per un test. C’è però un altro elemento che lega la Cygnus allo storico programma Apollo. La navicella resterà infatti attraccata alla Stazione spaziale fino al prossimo luglio, quando ricorrerà il 50esimo anniversario della missione Apollo 11, la stessa che portò i primi uomini sulla Luna nel 1969. Con la spinta impressa dall’amministrazione Trump al programma della Nasa, il nuovo obiettivo degli Usa (sfidante e ambizioso a detta di tutti gli esperti) è tornarci entro il 2024.

Lanciati nello spazio i primi due esperimenti per Luca Parmitano

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