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Anche sull’Autonomia scontro M5S Lega. Il vertice di maggioranza soddisfa i primi per quel che riguarda l’istruzione; manda su tutte le furie i governatori di Veneto e Lombardia che, seppure con toni diversi, attaccano il presidente del Consiglio.

“Sono favorevole ad una fusione statale ma lo Stato non può cedere tutte le competenze”. Queste le parole di Giuseppe Conte in conferenza stampa, in un venerdì pomeriggio in cui – seppure moderatamente – il barometro del governo sembrava che stesse cominciando ad allontanarsi da burrasca.

L’Autonomia, però, non contribuisce a riportare il sereno tra i due partiti di governo. Il presidente del Consiglio illustra la linea: “Tenevo molto al fatto che il modello della scuola non può essere frammentato, non possiamo pensare che l’autonomia differenziata significhi frammentare questo modello. Probabilmente i governatori interessati non avranno tutto quello che hanno chiesto, ma ci sta: è un negoziato tra Stato e Regioni”. L’unico nodo politico, ricorda, è quello dei beni culturali.

C’È BISOGNO DI STRATEGIE NAZIONALI

“Chi governa il Paese – ancora Conte – ha bisogno di realizzare le strategie nazionali. Per creare la crescita economica, devo realizzare strategie economiche a livello nazionale, non posso delegare tutte le competenze. Il mio intento è di conservare una strategia per poter realizzare sempre piani a livello nazionale su tutte le grandi questioni. Illustrerò alle Regioni tutte le funzioni – che non sono poche – che saranno decentrate. Sono il responsabile insieme a tutti i ministri di una funzione statale di governo: lo Stato cede competenze legislative e amministrative alle regioni. Che debba cederle tutte può essere un auspicio, ma non il mio. Il mio filo conduttore – e vale per me o chi ci sarà domani o dopodomani – è che chi è nella cabina di regia del Paese, ha bisogno di realizzare precise strategie nazionali e internazionali”.

STO LAVORANDO, NON VIVACCHIANDO

Il presidente del Consiglio ribadisce la propria centralità anche e soprattutto in questo ennesimo passaggio politico delicato: “Sarà anche per inclinazione caratteriale, ma io sono assolutamente concentrato sul lavoro. Ho fatto compiere al governo un passo avanti notevole sull’autonomia, c’è la prospettiva di portarla al prossimo Consiglio dei ministri. Nei prossimi giorni sarò a Foggia e poi a Campobasso e Isernia, sottoscriverò due contratti istituzionali di sviluppo. Poi sarò a Cagliari con il ministro Lezzi. Abbiamo stanziato centinaia di milioni per lo sviluppo dei territori. Io sto lavorando, non sto vivacchiando“.

Soddisfatto il M5S, infuriato il governatore veneto Luca Zaia che parla di presa in giro. Per i deputati 5 stelle in commissione cultura il vertice sull’autonomia “si è concluso positivamente” nonostante avesse “destato preoccupazioni diffuse sul destino dell’istruzione. La scuola resta di competenza nazionale: non ci saranno dipendenti di serie A e di serie B, né differenze tra stipendi e programmi. Alunni, docenti e famiglie possono stare tranquilli: l’intenso lavoro di questi mesi ha dato vita a una riforma equilibrata”.

PER ZAIA È UNA PRESA IN GIRO

Di tutt’altro avviso Zaia: “Sono trascorsi 636 giorni dal referendum e più di un anno dalla formazione di questo governo, non c’è neppure l’alibi di dire che le Regioni non abbiano fatto il lavoro che spettava loro. Di fronte a tutto questo, non posso non affermare che questa è una autentica presa in giro e che Conte non può prestarsi a procrastinare ancora. Siamo stanchi anche di sentire dire a Conte che lui sarà il garante dell’unità nazionale, un refrain ormai stucchevole. Se sono davvero convinti che tutto quel che facciamo è contro l’unità del Paese, vadano in Parlamento e modifichino la Costituzione. Non siamo più disposti ad aspettare, vediamo dichiarazioni che non c’entrano nulla con l’intesa sull’Autonomia. A nome dei 2 milioni 328 mila veneti che hanno votato per il sì all’Autonomia, dico che siamo stanchi, stanchissimi. La misura è colma”. E aggiunge: “Nel Consiglio dei ministri non tutti sono d’accordo”.

FONTANA: COSÌ NON FIRMO

Parla di chiacchiere anche il governatore lombardo Fontana: “Mi ritengo assolutamente insoddisfatto dell’esito del vertice di oggi sull’Autonomia. Abbiamo perso un anno in chiacchiere. Aspettiamo di vedere il testo definitivo, ma, se le premesse sono queste, da parte mia non ci sarà alcuna disponibilità a sottoscrivere l’intesa. Sono deluso da quello che ha detto il premier Conte, ha ricominciato a fare quelle affermazioni di carattere generale legate alla frammentazione del Paese, quindi a quel vecchio slogan, dimostrando di non voler arrivare a una soluzione concreta. Mi sento profondamente amareggiato. Credo che questo comportamento sia irrispettoso dei cittadini lombardi e veneti, che hanno espresso direttamente, con un referendum, la loro volontà, di quelli emiliani, che, attraverso il loro presidente, hanno avanzato la loro richiesta, e di tutti gli altri italiani, che, soprattutto al Sud, chiedono cambiamento e buona politica, non sprechi e ruberie”.

L'Autonomia non riporta il sereno tra M5S e Lega

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