Skip to main content

L’Intelligenza Artificiale al servizio dell’economia. Dunque della crescita e, perché no, della sicurezza e dell’efficienza. Ormai è quasi banale, eppure è una rivoluzione. Altrimenti il gigante dei processori Nvidia non si sarebbe scomodata a mettere sul piatto 500 miliardi di dollari per rendere gli Stati Uniti leader mondiali dell’Intelligenza Artificiale. L’Italia, dinnanzi a questa immane sfida, non può certo tirarsi indietro.

E proprio di questo si è parlato nel pomeriggio di ieri presso la Fondazione Med Or, in occasione del dibattito “AI e supercomputing al servizio dell’intelligence economica”. A confrontarsi sul tema, presso la sede dell’ente in via Cola di Rienzo, Marco Minniti, presidente di Med Or, Emilio Billi, docente alla San José University ed esperto di AI, Andrea Bairati, presidente dell’Associazione italiana ricerca industriale e in veste di moderatore per l’occasione e Stefano Ciurli, head of global service di Enel.

DA PAESE A SISTEMA PAESE

Nel suo saluto iniziale, Minniti ha posto l’accento su due aspetti: l’importanza di essere sistema Paese e di ricorrere al soft power. “Non tutti i Paesi sono bravi a muoversi come sistema, in modo organico, organizzato. Ci sono Paesi più bravi dell’Italia, che a volte si muove bene, altre no. L’altro punto è il soft power. Oggi, in tempi in cui sembra andare di moda l’hard power, sapersi muovere a un ritmo diverso, diventa ancora più essenziale e necessario”, ha premesso l’ex ministro dell’Interno. “In questa fase storica abbiamo bisogno come sistema produttivo, oltre che sistema Paese, di essere connessi al Global South: per l’Italia è potenzialmente un mercato enorme, dalle grandi potenzialità, specialmente in tempi di protezionismo. E l’idea di lasciare il sud globale nelle mani della Cina mi pare la scelta più sbagliata che si possa fare”.

Minniti ha poi citato un esempio di sistema Paese, decisivo quando serve: la Turchia. “Fino a pochi mesi fa il Pese aveva un’inflazione al 90%. Eppure non è fallita, non l’hanno fatta fallire. Perché? Per il suo ruolo geostrategico. Quando c’è qualche situazione delicata, la Turchia ha sempre un ruolo di mediazione, capace di parlare sia con l’Ucraina, sia con la Russia. La Turchia è un Paese strategico e centrale”. Quanto guerra dei dazi,  essa “ha a che fare con l’intelligenza Artificiale e le terre rare, visto che la Cina ne è primo possessore al mondo. La Cina ha degli strumenti in grado di condizionare le grandi aziende statunitensi che negli anni passati hanno fatto un’operazione di decentramento della produzione che, ad oggi, è difficilmente recuperabile”, ha aggiunto Minniti.

IL SECOLO DELL’AI

Poi, la discussione ha virato intorno al cuore dell’evento, l’Intelligenza Artificiale. Qui la parola è passata a Billi, il quale ha tratteggiato l’evoluzione storica dell’Intelligenza Artificiale. “Dal 2014 in avanti la potenza di calcolo è letteralmente esplosa. E il motivo per cui oggi l’AI sembra qualcosa di molto simile all’intelligenza umana è perché la potenza di calcolo di un computer ha eguagliato quella del cervello umano”, ha spiegato l’esperto. “Possiamo definire l’intelligenza come il modo di risolvere qualcosa in modo non rigido, senza ricorrere a modelli matematici. Fino a poco tempo fa, penso agli anni 70, il computer era una macchina rigida. Poi però i pc hanno cominciato a imparare da soli dai dati che gli venivano forniti. Ed ecco che la macchina diventa improvvisamente intelligente. Oggi abbiamo la stessa potenza di calcolo del cervello umano, domani ne avremo di più”.

IL RUOLO DI ENEL

L’Intelligenza Artificiale, però, non può prescindere dal contributo delle grandi imprese. “Se andiamo nell’ambito degli impianti della generazione di energia, per esempio, vengono forniti dei dati per capire se la macchina è a regime, se lavora bene e che performance può avere in futuro”, ha spiegato Ciurli. “Questo per dire che l’Intelligenza Artificiale è alleata delle imprese e delle sue macchine. E lo stesso vale per il versante del mercato, basti pensare alla profilazione dei consumi e delle abitudini dei clienti. Dal 2022 ci siamo posti in Enel il problema di mettere le infrastrutture sotto il cappello dell’Intelligenza Artificiale. E questo senza incorrere nell’errore di mettere diverse tecnologie in contrapposizione tra loro”.

Ciurli ha poi raccontato la crescita di Enel sul fronte dell’Intelligenza Artificiale. “Al momento, per un’azienda che ha dei presupposti di gestione di digitale elevato, ci sono numeri significativi. Questa innovazione comporta efficienza e velocità, in Enel abbiamo ridotto i tempi di molti processi sensibilmente”. Ma c’è un tema: i nuovi mestieri. “Ci troveremo dinnanzi a un cambiamento della nostra vita, ci saranno nuove prospettive. Non voglio dire che perderemo tutti il lavoro, ma certamente ci sarà una diversa struttura di certi lavori. In questo senso occorre acquisire un’attitudine trasformativa”.

D’altronde, “in un contesto geopolitico in costante mutamento, l’intelligenza artificiale può essere una delle leve decisive per ridefinire sapientemente i processi di business e i relativi settori operativi, a partire dal Procurement. Dalla cura della supply chain agli assistenti virtuali, dagli agenti AI alla qualificazione dei fornitori, Enel può cogliere le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale in forza di un posizionamento digitale solido e di una propensione trasformativa che, di fronte alla complessità odierna, è oggi un elemento imprescindibile per comprendere e assorbire positivamente le repentine evoluzioni tecnologiche che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni”, ha spiegato Ciurli.

“Nella complessità moderna, infatti, l’AI può essere il nodo intelligente della rete globale: capace di leggere ciò che accade, ma anche di orientare le decisioni. Ecco che qui rientra in gioco il procurement e il suo ruolo chiave nelle dinamiche aziendali; un ruolo che Enel ha voluto strutturare nella relazione biunivoca che abbiamo chiamato AI for Procurement-Procurement for AI. Se con l’AI for Procurement, fra le altre cose, abbiamo attivato agenti AI per interpretare i dati e assistenti virtuali per domande complesse legate alla policy, con il Procurement for AI, ovvero l’acquisto di soluzioni basate su AI, scegliamo con ancora più accortezza i nostri partner e affiniamo con costanza la compliance ai regolamenti europei in materia”.

Dall'energia al calcolo, ecco come avanza l'Intelligenza Artificiale. Il dibattito a Med-Or

I supercalcolatori hanno ormai raggiunta la stessa velocità del cervello umano. E in futuro andranno ancora più veloci, mettendosi al servizio della crescita e dell’efficienza. Il dibattito organizzato dalla Fondazione Med-Or con Marco Minniti, Andrea Bairati, Emilio Billi e Stefano Ciurli

Caffè amaro per l'Italia. La Cina si beve Bialetti

Nuo Capital, che fa capo al magnate Stephen Cheng, ha rilevato il 78% dello storico marchio di caffettiere, simbolo indiscusso del made in Italy, ponendo fine a una storia di quasi un secolo. Ora l’Opa e poi il delisting dalla Borsa

Munizioni, uomini, tecnologie. Cosa c'è dietro alla cooperazione tra Mosca e Pyongyang

Sessantaquattro spedizioni, milioni di colpi, 14.000 soldati: l’aiuto militare nordcoreano alla Russia non è episodico, ma parte di un’intesa crescente. Dati, immagini satellitari e testimonianze fornite in un report targato Reuters/Osc rivelano i dettagli dell’intesa tra i due attori revisionisti

Quale visione per i Balcani di domani. La traccia del governo italiano

L’incontro di Giorgia Meloni con il primo ministro del Montenegro, Milojko Spajić, e la conferenza alla Farnesina sui Balcani occidentali dimostrano, una volta di più, l’attenzione italiana verso quella regione, così decisiva alla voce geopolitica e alleanze. E farlo in un momento cruciale per i destini europei è fondamentale anche per i futuri equilibri

La collaborazione Italia-Cina sulla sicurezza è un rischio. L’opinione di Harth

Ancora cooperazione “Fox Hunt” in Italia nonostante il divieto giudiziario di estradizione verso la Cina e le denunce degli alleati G7 sulle interferenze indebite? Il rischio di nuovi rapporti sicuritari con la Cina. Il commento di Laura Harth (Safeguard Defenders)

Dazi, Ucraina, maggioranza. La bussola di Fazzolari (prima del viaggio in Usa)

In occasione della presentazione romana del libro di Alessandro Sallusti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha fatto il punto sul viaggio di Giorgia Meloni a Washington (“ricco di insidie”) e sui princiali dossier attenzionati da Palazzo Chigi. “Si arriverà al 2% del Pil in tempi brevissimi, magari nell’arco del 2025. L’Italia vuole farsi carico di realizzare la colonna europea della Nato”

Dazi, export e competizione. Il futuro del pharma italiano secondo Fausta Bergamotto (Mimit)

Di Fausta Bergamotto

In occasione della seconda edizione degli Healthcare Awards, la sottosegretaria al ministero delle Imprese e del made in Italy Fausta Bergamotto sottolinea il ruolo cruciale dell’industria farmaceutica per il Paese

Vi racconto l'anti-leader garbato a cavallo delle repubbliche. Gli auguri di Follini a Gianni Letta

Direttore del Tempo, sottosegretario ma soprattutto regista del berlusconismo. Anti-leader per scelta, dietro le quinte per vocazione. Gianni Letta, che oggi compie 90 anni, e Marco Follini, si incontrarono la prima volta nella sede del quotidiano all’epoca diretto dal futuro consigliere del cavaliere. La Dc, i rapporti con la politica e il garbo squisito al tempo delle randellate. L’ex democristiano a tutto campo fra aneddoti e ricordi in occasione del compleanno di Letta

Arte Salvata, la mostra al Museo di Mestre. Il video

Al Museo del ’900 di Mestre prende vita Arte Salvata. Capolavori oltre la guerra dal MuMa di Le Havre, una mostra che racconta la forza dell’arte nel resistere alla distruzione e nel farsi memoria condivisa. Per la prima volta in Italia, arrivano 51 capolavori dal Museo d’Arte Moderna André Malraux, tra cui opere di Monet, Renoir, Gauguin, Braque e molti…

Piano Mattei, Balcani, Ue. Le carte di Meloni sul tavolo di Trump secondo Minuto Rizzo

“Che Meloni a Washington rappresenti l’Europa è un po’ implicito: siamo membri dell’Unione europea, il trade è una competenza comunitaria per cui spero che gli altri Paesi membri vedano con simpatia la visita italiana. Questo governo guardando alla politica estera ha conferito all’Italia un profilo più alto di prima. Mi riferisco al Piano Mattei che comunque indica una direzione e una priorità”. Conversazione con l’esperto diplomatico, Alessandro Minuto Rizzo

×

Iscriviti alla newsletter