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“Non smettere di credere! Ci siamo avvicinati ma sfortunatamente non siamo riusciti ad atterrare”. Con questo tweet il team di SpaceIL ha annunciato il fallimento della missione di Beresheet, letteralmente “in principio”, che avrebbe dovuto rappresentare il primo allunaggio di una missione spaziale privata, arrivando a toccare il Mare della Tranquillità, lo stesso dove sono arrivate le missioni Nasa Apollo 11 e 17, per raccogliere dati sul suolo lunare.

UN PROBLEMA AL MOTORE LA CAUSA DEL FALLIMENTO

Qualcosa però è andato storto in fase finale, cominciata alle 21 italiane. La piccola navicella (160 chilogrammi di peso), lanciata da Cape Canaveral con un Falcon 9 di SpaceX, negli ultimi minuti della fase di discesa sul suolo lunare ha riscontrato un problema al motore principale e ad uno dei sistemi di navigazione inerziale, che, nonostante la manovra di emergenza per riavviarla in extremis, ha impedito il completamento della missione. “Abbiamo avuto un problema al veicolo. Non siamo stati in grado di atterrare”. Ha dichiarato Opher Doron di Israel Aerospace Industries, dopo che Beresheet, con a bordo cd, una Bibbia ebraica e oggetti di un sopravvissuto della Shoah, aveva inviato un selfie alle 21.20 da 20 km di altezza. Alle 21.29 l’annuncio: la sonda si è schiantata.

UN PROGETTO AMBIZIOSO

Con Beresheet, sviluppata in otto anni con un budget privato di soli 100 milioni di dollari dall’organizzazione no-profit israeliana, SpaceIL, in collaborazione con l’Agenzia spaziale israeliana (Isa) e Iai (Israel Aerospace Industries), Israele puntava a diventare il quarto Paese a posare un proprio lander sulla Luna, dopo Urss, Stati Uniti e Cina. Al progetto ha partecipato anche l’italiana Leonardo, con la fornitura dei pannelli solari della navetta.

TRA DUE ANNI UN SECONDO TENTATIVO

Israele, che con questa missione è tuttavia riuscito ad arrivare in orbita lunare con altri sei Paesi (tra cui Europa e India), potrà in ogni caso riprovarci tra due anni: il premier Benjamin Netanyahu, appena rieletto per il quinto mandato, ha confermato che si ritenterà tra due anni, mentre il presidente della X Prize Foundation, Peter Diamandis, ha annunciato che SpaceIL avrà a disposizione un milione di dollari per lavorare ad una seconda versione di Beresheet, la 2.0.

Beresheet ha fallito, ma Israele ci riproverà

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