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Al primo posto l’incolumità dei connazionali, accanto al giro di orizzonti con i leader più o meno coinvolti. Giorgia Meloni prosegue nel lavoro per gestire le conseguenze della crisi in Iran e affronta un’altra giornata complessa e densa di interlocuzioni. Dopo aver sentito ieri al telefono Volodymyr Zelensky, parla anche con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan a cui ha espresso solidarietà e vicinanza dopo “l’ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto”. Non solo Ankara è partner strategico di Roma, ma anche membro della Nato, per cui l’evoluzione della situazione regionale presenta molteplici aspetti interconnessi, di cui Meloni discuterà verosimilmente anche con il Capo dello Stato che incontrerà lunedì al Colle per la Giornata donna, mentre mercoledì sarà in Parlamento (prima al Senato e nel pomeriggio alla Camera) per le comunicazioni in vista della prossima riunione del Consiglio europeo in programma il 19 e 20 marzo.

Su questo aspetto spicca inoltre l’auspicio del governo cipriota, che si dice pronto a fare ingresso nella Nato: “Se fosse possibile aderiremmo a Nato anche domani”, dice il presidente cipriota Nikos Christodoulides, anche se adesso non è possibile a causa della posizione della Turchia, che non riconosce la legittimità del governo di Nicosia. Il punto della situazione è stato fatto in una tavola rotonda virtuale con tutti i 32 capi di Stato maggiore della difesa della Nato, per ricevere un briefing dal Comandante supremo alleato in Europa sull’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Come dichiarato dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, la discussione si è resa necessaria dopo i lancio di un missile balistico da parte dell’Iran contro la Turchia. Secondo Cavo Dragone l’Alleanza è ben posizionata per difendere le popolazioni alleate dalle minacce.

Altro colloquio telefonico quello avuto stamattina dal premier britannico Keir Starmer con i leader di Italia, Francia, Germania e Italia sulla situazione in Medioriente. Downing street ha detto che i leader “hanno accolto con favore la competenza di primo piano nel campo dell’intercettazione dei droni che il presidente Zelensky ha offerto ai partner nella regione e hanno sottolineato l’importanza di garantire che il sostegno all’Ucraina continui su larga scala”.

“È una situazione complicata”, ha commentato il ministro degli esteri Tajani uscendo dalla Camera, “continuano i bombardamenti, tutta l’area del Golfo è in fiamme, quindi dobbiamo lavorare perché si possa arrivare a una conclusione in tempi più rapidi possibile della guerra”, aggiungendo che si tratta di una questione “che durerà settimane, quindi vedremo quello che accadrà”. Tra gli assetti navali che la Marina Militare italiana potrebbe inviare per una possibile missione nel Mediterraneo orientale a sostegno di Cipro potrebbero esserci la Fremm e Cavour. Tra l’altro in queste ore inoltre si è conclusa Dynamic Manta 26, esercitazione sottomarina nel Mediterraneo con la partecipazione di assetti provenienti da circa dieci nazioni alleate, tra cui Italia, Turchia, Spagna, Grecia, Portogallo, Germania, Regno Unito, Canada, Francia e Stati Uniti.

Meloni intensifica i contatti internazionali dopo la crisi in Iran

Il punto della situazione è stato fatto in una tavola rotonda virtuale con tutti i 32 capi di Stato maggiore della difesa della Nato, per ricevere un briefing dal Comandante supremo alleato in Europa sull’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Come dichiarato dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, la discussione si è resa necessaria dopo i lancio di un missile balistico da parte dell’Iran contro la Turchia

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