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“Creare l’industria europea del futuro”. È l’obiettivo, scritto a chiare lettere e senza giri di parole, del nuovo accordo tra il gruppo franco-tedesco Airbus e la francese Dassault Systèmes, un segnale abbastanza chiaro per il nostro Paese dopo la firma del trattato di Aquisgrana tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Ancora più chiaro se arriva con le anticipazioni di Reuters circa il primo contratto assegnato alle stesse aziende per il caccia europeo del futuro (Fcas), per circa 65 milioni di euro finalizzati a una prima fase di progettazione di due anni. Sul lato commercial, il nuovo memorandum of agreement riguarda la cooperazione su applicazioni 3D nella progettazione, sviluppo e produzione dei prodotti. Eppure, l’ambizione appare ben più ampia, potendo contare sul sostegno istituzionale e politico dei governi di Berlino e Parigi, rinvigorito recentemente con l’aggiornamento del trattato dell’Eliseo del 1963.

L’ACCORDO

L’accordo quinquennale prevede l’impiego da parte di Airbus della piattaforma 3DExperience di Dassault, “che fornisce continuità digitale, dalla progettazione alle operazioni, in un singolo data model per un’esperienza di utilizzazione unificata, rendendo i digital design, manufacturing and services (Ddms) una realtà aziendale per tutte le divisioni e le linee di prodotto” del gruppo franco-tedesco. In questo modo, spiega una nota congiunta, “Airbus intraprende un grande passo nella sua trasformazione digitale e getta le basi per un nuovo ecosistema industriale europeo nel campo dell’aviazione”. La piattaforma di Dassault promette di rivoluzionare i processi produttivi, connettendo digitalmente la progettazione e la produzione, “riducendo i costi e il time-to-market”.

IL COMMENTO DEI MANAGER

“Non stiamo parlando solo di digitalizzazione o stampa 3D – ha spiegato il presidente di Airbus Commercial Aircraft Guillaume Faury – stiamo ripensando il modo in cui i velivoli sono progettati e operati”. Con il sistema Ddms, ha aggiunto, “costruiamo un nuovo modello per l’industria aerospaziale europea con una tecnologia alla stato dell’arte”. Stessa soddisfazione è stata espressa da Bernard Charlès, vice presidente e ceo di Dassault Systèmes. “La piattaforma 3DExperience accelererà la trasformazione di Airbus – ha notato il manager – così da poter prendere al volo le indicazioni e l’expertise del suo ecosistema e fornire esperienze che solo il mondo digitale rende possibile”.

IL CONTESTO

Nonostante sia siglato con la divisione Systèmes del gruppo Dassault, il memorandum conferma la linea di cooperazione tra i due colossi di Francia e Germania. Nel campo della Difesa, il progetto più ambizioso riguarda l’aereo da combattimento del futuro (Fcas), su cui l’intesa è arrivata lo scorso aprile durante il salone Ila da Berlino. Negli stessi giorni, era stato svelato anche il modello dell’EuroMale, il drone europeo che coinvolge anche l’italiana Leonardo. In ogni caso, l’impressione è che la cooperazione tra Airbus e Dassault sia decisamente più ambiziosa, forte anche della strada segnata il 22 gennaio dal trattato di Aquisgrana tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron. Nell’accordo solenne si prevede il rafforzamento della collaborazione industriale, con un focus particolare sull’industria della Difesa. Che ci sia una linea comune su certi dossier è parso evidente anche nella vicenda Fincantieri-Stx, su cui francesi e tedeschi insieme hanno fatto richiesta alla Commissione europea di valutare l’operazione italiana per eventuali effetti sulla concorrenza.

IL CONTRATTO PER L’FCAS

Come se non bastasse, riprendendo le indiscrezioni di un funzionario transalpino, Reuters ha anticipato il primo contratto assegnato ad Airbus e Dassault nello sviluppo dell’Fcas, che dovrebbe vedere la sua ufficializzazione domani. Con 65 milioni di euro finanziati equamente da Francia e Germania, le aziende verranno incaricate di avviare la prima fase di progettazione per due anni. L’obiettivo è poter avere un primo volo dimostrativo nel 2025, con la partecipazione della francese Safran e della tedesca MTU Aero Engines per quanto riguarda la componente motoristica (qui il riferimento è a una fonte tedesca).

IL SEGNALE PER L’ITALIA

Tutto questo rappresenta, a detta di esperti e addetti ai lavori, un segnale d’attenzione per il nostro Paese. Il rischio, oltre alla marginalizzazione politica all’interno dell’Unione europea, è perdere terreno in campo industriale, a fronte dell’accelerazione di Parigi e Berlino. Una sfida che diventa più rilevante nel campo della Difesa europea, con la proposta di regolamento per l’istituzione del Fondo europeo per la Difesa (Edf) ormai entrata nella delicata fase del trilogo. Per il periodo 2021-2027, Bruxelles ha previsto ben 13 miliardi di euro, e il rischio è che Francia e Germania si stiano organizzando per farla da padrone. “Se la Difesa europea dovesse nascere con un asse preventivo tra Francia e Germania – ha spiegato su queste colonne Guido Crosetto, presidente dell’Aiad – non ci sarà spazio per gli altri, o almeno ci sarà lo spazio che Parigi e Berlino sono disposti a cedere”. Occorrerà “vigilare” anche secondo Ferdinando Nelli Feroci, presidente dello Iai. “Le disposizioni del trattato di Aquisgrana in materia di Difesa europea – ci ha spiegato – non dovranno essere la premessa per una sorta di duopolio franco-tedesco sulle iniziative europee nel campo della difesa”.

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