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Opere pubbliche, sì grazie. La manovra gialloverde in fase di approvazione alla Camera (terza e ultima lettura) porta in dote qualcosa di buono sul fronte degli investimenti. Un veicolo di natura statale con il quale fluidificare l’iter per la realizzazione delle infrastrutture. Pane per un Paese che ha un disperato bisogno di cantieri, soprattutto sul fronte dei trasporti (emblematica la Tav, anche se quella è un’altra storia). Di che si tratta?

Tecnicamente di una struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici. A decretarne la nascita è una modifica apportata al testo della manovra di bilancio presentata alla Camera, che annuncia la costituzione del nuovo organo al posto della prevista Centrale per la progettazione di opere pubbliche. Il veicolo, istituito ufficialmente con decreto del premier a 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di bilancio, punta su un lavoro di rilancio delle opere pubbliche.

“Al fine di favorire gli investimenti pubblici, con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è individuata una apposita struttura per la progettazione di beni ed edifici pubblici, di seguito Struttura. Il decreto provvede, altresì, a indicarne la denominazione, l’allocazione, le modalità di organizzazione e le funzioni”, si legge nel breve passaggio incastonato nel maxi-emendamento.

Va bene, ma come? Nella pratica si prevede che vengano messi a disposizione almeno 100 milioni di euro all’anno, a partire dal 2019. Un piano che per concretizzarsi necessita inoltre dell’assunzione di 300 persone, ricercate perlopiù tra le figure lavorative con profilo tecnico. Ci sarà quindi un bando pubblico, mentre un massimo di 50 impiegati di altre amministrazioni sarà spostato sul progetto.

A chiarire la natura del progetto è Pasquale Lucio Scandizzo, professore di Tor Vergata e consigliere strategico del ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Scandizzo spiega a Formiche.net il senso e la missione del veicolo messo a punto dall’esecutivo con la manovra 2019 con il quale rilanciare le opere, piccole o grandi che siano.

“La struttura prevista nella legge di stabilità 2019 ha l’obiettivo di rilanciare gli investimenti pubblici a partire dalla capacità della Pa di progettare in modo efficace, tenendo conto non solo degli aspetti ingegneristici, ma anche di quelli economici, organizzativi, tecnologici e logistici dei progetti. Tutto ciò nel quadro di crescente  complessità delle infrastrutture necessarie allo sviluppo e delle loro caratteristiche di sistema, anche quando i progetti sono apparentemente frammentari e di dimensioni modeste”. Il veicolo immaginato dagli uomini del Tesoro e dei Trasporti è insomma qualcosa di snello, flessibile e adattabile alle diverse esigenze: una strada, un ponte, una galleria, una ferrovia.

Quanto al funzionamento della struttura, Scandizzo fornisce un ulteriore chiarimento. “La nuova realtà dovrebbe fornire servizi di consulenza, assistenza tecnica, economica e giuridica  alle Pubbliche amministrazioni, per l’intero ciclo del progetto (dalla identificazione alla implementazione), utilizzando le best practice internazionali e i modelli più avanzati: per per esempio un disegno progettuale flessibile e modulare di project management”.

Vi spiego la mission della nuova struttura per le opere pubbliche. Parla Scandizzo

Opere pubbliche, sì grazie. La manovra gialloverde in fase di approvazione alla Camera (terza e ultima lettura) porta in dote qualcosa di buono sul fronte degli investimenti. Un veicolo di natura statale con il quale fluidificare l'iter per la realizzazione delle infrastrutture. Pane per un Paese che ha un disperato bisogno di cantieri, soprattutto sul fronte dei trasporti (emblematica la…

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