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Una figura si aggira – forse un po’ insolita – nel Partito Democratico americano. Si tratta di Sherrod Brown. Senatore dell’Ohio, Brown è un tipo ambizioso. Uno tosto, schietto. Che non sembra nascondere di nutrire addirittura mire presidenziali. Un fattore che potrebbe presentare ripercussioni decisive per un partito – quello Democratico – attualmente caratterizzato da faide intestine e caos organizzativo. In una compagine dilaniata dallo scontro tra moderati e radicali, il senatore potrebbe effettivamente trovare uno spazio di manovra. Anche – e soprattutto – per le istanze politiche di cui si fa portatore.

Da molti tacciato di essere un populista, Brown è un democratico della Rust Belt: un democratico, per intenderci, almeno apparentemente lontano dalle alte sfere di Washington. Un democratico, cioè, disposto a parlare a quote elettorali che – a partire dagli operai – hanno smesso di seguire il vessillo dell’Asinello. Non dimentichiamo infatti che, alle presidenziali del 2016, Donald Trump abbia conquistato la Casa Bianca proprio grazie al sostegno della classe operaia impoverita della Rust Belt. Una quota storicamente vicina ai democratici che, improvvisamente, ha voltato loro le spalle, considerandoli nulla di più che una élite egoista e autoreferenziale. Ecco: proprio davanti a questi elettori, Brown potrebbe effettivamente avere delle chances di recupero. E infatti non sono pochi i punti che paradossalmente lo accomunano ai programmi di Trump. Almeno il Trump della campagna elettorale del 2016.

Prendiamo la politica internazionale. Esattamente come il magnate due anni fa, anche il senatore è un duro critico della guerra in Iraq, oltre a non nutrire troppa simpatia per l’Arabia Saudita, da lui duramente attaccata nel 2017 per la campagna militare condotta nello Yemen. Ma gli esteri non rappresentano l’unico punto di convergenza tra i due. Sul commercio internazionale le loro posizioni sono infatti quasi identiche. Esattamente come il presidente, Brown è sempre stato un feroce oppositore dei trattati internazionali di libero scambio (a partire dal NAFTA) e ha addirittura approvato i dazi anti-cinesi applicati da Trump. Infine, anche sulle armi, queste due figure potrebbero rivelarsi meno distanti di quanto sembra. Brown è un forte sostenitore di leggi restrittive sulla diffusione e sul possesso delle armi da fuoco: una linea a cui Trump ha iniziato di fatto a convertirsi da febbraio del 2018, subito dopo la strage di Parkland. Insomma, Brown potrebbe scoprirsi una sorta di Trump del Partito Democratico: e potrebbe rappresentare un modo per uscire dall’autoreferenzialità in cui l’Asinello è piombato negli ultimi anni. Ecco perché non ha mai troppo nascosto di essere interessato a candidarsi alla nomination democratica del 2020.

Un’eventualità interessante. Anche perché qualche possibilità potrebbe averla. Non solo si tratta di un politico relativamente lontano dall’establishment ma potrebbe forse anche essere capace di federare un partito spaccato, riuscendo magari ad accattivarsi le simpatie della sinistra democratica. Senza dimenticare infine che viene dell’Ohio: uno Stato notoriamente decisivo per arrivare alla Casa Bianca. Detto questo, però, non mancano i problemi. Innanzitutto, per quanto non sia troppo vicino all’establishment, nel 2016 diede il suo endorsement a Hillary Clinton: una scelta che potrebbe alienargli (ancora oggi) le simpatie dei seguaci di Bernie Sanders. In secondo luogo, recenti sondaggi hanno mostrato come la sua figura non goda di troppa notorietà in giro per i cinquanta Stati americani. Infine, un dato storico poco incoraggiante. L’ultimo politico dell’Ohio a conquistare la Casa Bianca fu il repubblicano Warren Harding nel 1920. E, a ben vedere, gli ultimi che ci hanno provato non se la sono cavata troppo bene. Basti ricordare l’attuale governatore dello Stato, John Kasich, che – nel 2016 – raccolse scarsissimi consensi.

Insomma, Brown potrebbe anche farcela. Ma siamo sicuri che è di un Trump democratico ciò di cui l’Asinello ha oggi bisogno?

Chi è Sherrod Brown, il senatore che vuole trumpizzare i democratici

Una figura si aggira – forse un po’ insolita – nel Partito Democratico americano. Si tratta di Sherrod Brown. Senatore dell’Ohio, Brown è un tipo ambizioso. Uno tosto, schietto. Che non sembra nascondere di nutrire addirittura mire presidenziali. Un fattore che potrebbe presentare ripercussioni decisive per un partito – quello Democratico – attualmente caratterizzato da faide intestine e caos organizzativo.…

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