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Una sedia, una bandiera. Così è allestita la sala dell’Hotel Parco dei Principi che ospita il congresso nazionale di Forza Italia Giovani. I ragazzi azzurri sono stati chiamati ad eleggere il successore di Annagrazia Calabria, per 8 anni alla guida dell’organizzazione giovanile di Forza Italia. Suo erede è Stefano Cavedagna, eletto per acclamazione, già affermatosi alla guida degli universitari bolognesi e uno dei più attivi in Campus Everest, l’appuntamento estivo organizzato dalla fondazione “Italia Protagonista” che fa capo a Maurizio Gasparri presente in sala insieme, tra gli altri, ad Annamaria Bernini, Maria Stella Gelmini, Simone Baldelli e Alessandro Cattaneo.

Appuntamento centrale di “Qui e ora”, questo il claim dell’iniziativa, è stato l’intervento di Silvio Berlusconi accolto nel suo ingresso trionfale dalle note dell’inno di Forza Italia accompagnato dallo sventolio delle bandiere e dalla voce rotta dell’on. Maria Tripodi che lo annuncia. Il presidente Berlusconi arringa i suoi ragazzi con un discorso che nei suoi contenuti occhieggia ai primi passi di Forza Italia. “La libertà è l’essenza dell’uomo, è l’essenza della nostra mente e del nostro cuore, è l’essenza della nostra intelligenza e dei nostri sentimenti, la libertà è l’essenza della nostra capacità di fare e di creare, la libertà, ripeto, è l’essenza dell’uomo e Dio fin dalle origini, l’uomo lo ha creato così, lo ha voluto libero”, declama dal palco.

“Per noi liberali la libertà deve essere la più ampia possibile, i cittadini devono poter fare tutto ciò che non è esplicitamente vietato dalle leggi dello Stato. Ma la libertà richiede un’attenzione e una difesa continua. La storia infatti dimostra che la libertà non si perde mai tutta di un colpo. Si perde a poco a poco senza accorgersene”. Berlusconi fa anche una disamina del voto del 4 marzo da cui Forza Italia è uscita con le ossa rotte, al 14% ed elenca le ragioni della disfatta. “Non abbiamo saputo sfruttare le potenzialità del web. Pensate che i nostri sondaggi ci davano al 24%. Per questo abbiamo attivato scuole di formazione affinché nostri ragazzi sappiano comunicare anche sui nuovi mezzi”, ha continuato Berlusconi dal palco.

Poi non dobbiamo dimenticare che io non potevo essere in campo e che abbiamo scelto il nostro candidato solo qualche giorno prima delle elezioni. Infine circa 2 milioni e mezzo di tifosi rossoneri non hanno votato per noi per punire il mio disimpegno nei confronti del club”. L’ex Premier conclude con un’invettiva nei confronti del M5S che chiama “i tizi dei 5 stelle” e che accusa di essere “veterocomunisti animati da invidia sociale, ignoranza e non conoscenza dell’amministrazione pubblica”.

La nuova guida degli azzurrini è Stefano Cavedagna, un ragazzo che si è fatto le ossa della militanza attiva a Bologna, una piazza molto difficile per i partiti di centro destra. Cadevagna nel giorno della sua “incoronazione” è chiamato dal presidente Berlusconi a ripetere due volte il suo discorso perché nel corso del primo intervento il presidente non era in sala. “Noi siamo l’unico partito in cui il nostro fondatore, Silvio Berlusconi, è ancora il leader. Il che vuol dire che nonostante tutto quello che gli hanno combinato Berlusconi è ancora qui che combatte” – dice a Formiche.net il neoeletto coordinatore dei giovani di Forza Italia”. Che decida di farlo candidandosi o di fare il padre nobile lui resta una guida fondamentale”.

Cavedagna ci tiene a traccia le linee della sua azione politica a iniziare da un punto di partenza importante: la militanza. “Il primo messaggio è che questa nuova cabina di regia, questo nuovo gruppo dirigente è un gruppo di militanti, di ragazzi che sono stati nelle piazze e nei gazebo e che hanno dimostrato con i fatti cosa vuol dire far parte di un movimento giovanile” – continua Cadevagna ai nostri microfoni – “La risposta al futuro non dobbiamo cercala fuori ma trovarla all’interno della nostra base valoriale ricordandola in ogni momento e applicando il nostro bagaglio culturale nell’azione quotidiana. Lottiamo per la difesa della Patria, della famiglia tradizionale, dell’Europa dei popoli e non della tecnocrazia europea. I nostri riferimenti culturali sono Dante, d’Annunzio e i grandi letterati italiani, non dobbiamo dimenticarlo mai”. Nessuna discontinuità, dunque, con il recente passato di Forza Italia. “Il futuro leader di Forza Italia? L’ha detto il presidente oggi: il futuro era in questa sala oggi, il futuro siamo noi”.

Annagrazia Calabria, in Forza Italia dalla sua adolescenza, lascia la testa del movimento giovanile in un momento critico per tutto il partito, un momento in cui la necessità di cambiare e rifondare è più impellente della voglia di farlo. “Io ho vissuto tutte le evoluzioni di Forza Italia e rivendico la nostra coerenza dal 1994 ad oggi. Rivendico la coerenza di credere negli stessi valori che ci hanno spinto a fare politica in Forza Italia, per quello che mi riguarda dal primo gazebo all’arrivo alla guida del movimento giovanile” – dice l’on. Annagrazia Calabria a Formiche.net – “Io c’ero anche quando l’ultimo governo Berlusconi fu fatto cadere, subendo una grande ingiustizia. Ricordo come il presidente Berlusconi si è rimesso in cammino anche grazie a noi, grazie al movimento giovanile attraverso, per esempio, la grande manifestazione di Fiuggi del 2012”.

Calabria è entrata in Parlamento giovanissima, a 26 anni nel 2008. “Io proseguirò con la mia azione parlamentare. Ho avuto l’onore di diventare parlamentare molto giovane e di portare avanti proposte di legge molto importanti” – prosegue l’onorevole azzurra – “Solo qualche giorno fa è stata approvata alla Camera la mia proposta di legge sull’installazione della videosorveglianza negli asili nido e nelle case di cura per gli anziani e per i disabili. Una battaglia che conducevo da tantissimo tempo anche grazie all’ausilio di Forza Italia giovani. Questo è il senso più profondo di fare politica”. Se le ultime elezioni parlamentari hanno restituito un risultato molto negativo per il partito di Silvio Berlusconi, la prossima sfida europea sarà un banco di prova importante per Forza Italia. Un appuntamento elettorale che dirà molto sul collocamento futuro di Forza Italia, che in passato ha ondeggiato tra posizioni più o meno sovraniste e più o meno europeiste. “Noi siamo saldamente ancorati ai valori del Partito Popolare Europeo”, continua l’on. Calabria.

Siamo molto soddisfatti della scelta, nell’ultimo congresso del Ppe ad Helsinki, Manfred Weber come nostro candidato alla guida della Commissione Europea perché incarna i nostri valori e saprà essere motore di cambiamento di questa Europa che ancora oggi non è riuscita a diventare una vera Europa dei popoli. Il dialogo con i partiti di centrodestra che hanno aderito a The Movement non è interrotto, ma noi camminiamo saldi nel nostro binario, quello del Ppe, poi chissà cosa accadrà domani”.

Forza Italia e la (eterna) scommessa di Berlusconi sui giovani

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