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Si scrive scontro Di Battista-Salvini, ma si legge Di Battista-Di Maio. L’ex parlamentare a 5 Stelle Alessandro Di Battista, in viaggio per l’America Latina, sembra un leone in gabbia che alla prima occasione smania per far sentire il suo ruggito: questa volta a offrirla è la trasmissione di Lilli Gruber, Otto e Mezzo da cui Di Battista ha attaccato il leader della Lega Matteo Salvini – “deve restituire fino all’ultimo centesimo il maltolto” , difeso le scelte di Di Maio su Ilva – “nelle condizioni date, Di Maio ha fatto il massimo” – e chiarito, se non lo fosse già abbastanza, che non si candiderà alle prossime elezioni europee ma resterà a Roma, e probabilmente non in Campidoglio.

“Se dovessi tornare in prima linea – ipotizza ancora Dibba – sarei legato indissolubilmente a Luigi (Di Maio, ndr) perché la pensiamo allo stesso modo. Insieme funzioniamo bene”. Ma a guardare le ultime esternazioni pare sempre più evidente che la strada battuta da Di Battista vada in una direzione diversa da quella di Di Maio. Quest’ultimo, arrivato al governo con il 32% dei consensi, percorre la strada governista, che ha costruito un’alleanza con la Lega di Matteo Salvini e che punta ad andare avanti per 5 anni sulla base del contratto di governo.

Dal Guatemala, però, il leone Di Battista ruggisce contro Salvini (al governo con Di Maio), giocando la sua partita per mostrarsi alternativo a Di Maio. La Lega i 49 milioni “li deve restituire fino all’ultimo centesimo, ci mancherebbe altro”, dice con veemenza Dibba. “Se io fossi un militante della Lega sarei il primo a chiederlo perché sono quattrini anche miei. Le sentenze si rispettano, quindi restituiscano il maltolto”. Il leader leghista, aggiunge ancora, è “pompato dal sistema mediatico in maniera vergognosa. Repubblica dice che è fascista, però si comporta come l’istituto Luce con Mussolini”.

Luigi Di Maio, allora, ha due strade: muoversi sul crinale dell’equivoco assecondando la linea di Di Battista oppure essere fino in fondo il capo dell’area governista del Movimento 5 Stelle e proseguire, responsabilmente, a governare l’Italia.

alessandro di battista, governo

Il leone in gabbia Di Battista ruggisce contro Salvini (e Di Maio)

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