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Sicurezza informatica e finanza sono ormai un binomio perfetto: l’una non può più prescindere dall’altra. Se poi, ci si mettono di mezzo nuove forme di minaccia e conflitti dalla gittata, almeno in potenza, globale, allora l’evidenza diventa assioma. La relazione del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, presentata questa mattina a Montecitorio, dedica ampio spazio ai rischi per l’economia e gli affari, legati non solo alle nuove tecnologie usate a piacimento per colpire risparmi e investimenti. Ma anche al ritorno, in forza, dei neo-protezionismi, che oggi rispondono al nome di dazi.

Tra vecchie e nuove forme di guerra

E proprio da questo ultimo punto sono partite le considerazioni degli 007 italiani. “L’azione intelligence dispiegata nel 2025 ha affrontato, tra l’altro, le tematiche connesse all’impatto di eventuali dazi e sanzioni sul Sistema Paese e sulla tutela delle catene di forniture di sogggetti strategici nazionali. Ciò, in un contesto caratterizzato dalla possibilità, in capo ad alcuni attori internazionali, di esercitare un controllo su uno o più nodi centrali delle reti globali, di monitorare e condizionare l’accesso ai flussi che attraversano le reti stesse”, si legge nella relazione. “In questo modo, l’interdipendenza economica può essere trasformata in leva di pressione nei confronti di attori terzi attraverso l’utilizzo di strumenti economico-commerciali e finanziari, quali restrizioni all’export e all’import, misure sanzionatorie, controlli sugli investimenti o limitazioni all’accesso a infrastrutture critiche”. Il messaggio è chiaro, l’imposizione di dazi alle importazioni è, ormai, a tutti gli effetti una nuova forma di guerra, combattuta senza armi.

Russia e Cina e quel ricatto al mondo

E qui l’intelligence italiana ha speso alcune valutazioni per la Russia e la Cina, che dal canto loro e pur con strumenti e capacità differenti a quelle degli Stati Uniti, “ricorrono ugualmente a forme selettive di coercizione economica. Mosca utilizza in modo ricorrente la leva energetica nei confronti di Paesi vicini, come dimostrano la crisi energetica che ha coinvolto la Georgia nel 2006 e le interruzioni delle forniture di gas verso l’Ucraina nel 2006, 2009 e 2014”. Pechino, invece, “sperimenta forme di coercizione economica mirata, spesso informali e settoriali. Complessivamente, la strutturazione di reti economiche globali intrinsecamente asimmetriche ha reso sempre più possibile, negli ultimi decenni, la trasformazione dell’interdipendenza economica in strumento di coercizione”.

Dunque, “il 2025 si configura non come un anno di innovazione strumentale o di mutamento sostanziale del fenomeno dell’economic warfare, bensì come una fase di marcata intensificazione e di cambiamento nello stile di utilizzo di strumenti già esistenti. Nel corso dell’anno passato, sul versante statunitense, si è osservata una netta accelerazione nell’impiego della leva tariffaria come strumento di pressione negoziale generalizzata”, sottolineano gli 007 nella relazione annuale. Chiarendo come “la risposta cinese nel 2025 si concentra invece in modo più deciso su singole filiere. Il 4 aprile Pechino ha introdotto nuove restrizioni e controlli all’export di terre rare e materiali critici”.

Il secolo delle criptovalute

Anche le criptovalute hanno trovato spazio nelle oltre 150 pagine della relazione illustrata alla Camera. D’altronde, la tecnologia è uno dei perni dell’azione degli 007 e dello stesso governo (il golden power nel 2025 ha visto le operazioni cresciute del 37% rispetto al 2024 e i settori di interesse sono proprio quelli delle tecnologie più avanzate). La ricerca informativa ha interessato anche il mondo della criptofinanza, ormai divenuto una componente strutturale dell’ecosistema finanziario globale. Dal momento in cui le criptovalute e, più in generale la criptofinanza, non sono più un fenomeno marginale confinato agli ambienti tecnologici, diviene centrale per l’intelligence monitorare la combinazione tra crescita di volumi, diffusione degli strumenti e natura transfrontaliera delle transazioni”.

Sul versante interno, invece, “la criptofinanza rappresenta un moltiplicatore di complessità per le attività di prevenzione e contrasto alle attività criminali, in quanto, facendo leva sullo pseudonimato offerto dalle criptovalute stesse, combinato con tecniche di offuscamento e l’uso di piattaforme non regolamentate, rende complesso il tracciamento dei flussi”. E fuori dall’Italia? Secondo l’intelligence “a livello internazionale, permane il ricorso alle criptovalute da parte di attori statali ostili o sottoposti a sanzioni, anche come sistema dei pagamenti alternativo ai circuiti finanziari in dollari. Il focus degli Organismi informativi non ha mancato di rivolgersi anche a possibili criticità di natura sistemica. In tale contesto, si è dovuto prendere atto, altresì, del ruolo della cripto finanza, quale forza di interconnessione tra i mercati regolamentati e quelli non regolamentati”.

Il rebus dell’energia

Capitolo energia, mai così attuale e drammatico al tempo stesso come in questi giorni. L’Italia ha ottimi livelli di stoccaggi di gas, certo, ma è pur sempre un Paese dipendente dalle forniture altrui. “Per quanto attiene alla tutela della sicurezza energetica nazionale, sono state oggetto di attenzione sul piano informativo l’integrità e il corretto funzionamento delle infrastrutture (di produzione/trasformazione, trasporto e accumulo/stoccaggio), le filiere di approvvigionamento di idrocarburi e di componentistica tecnologica legata alla generazione rinnovabile, nonché il presidio delle frontiere tecnologiche, a cominciare da quella nucleare, alla luce del suo potenziale contributo nel bilanciamento delle esigenze di sicurezza e di sostenibilità ambientale del paniere elettrico nazionale”.

Non è tutto. “L’attenzione informativa ha riguardato, infine, anche la valutazione delle possibili implicazioni securitarie in ambito economico legate alle macro-tendenze in campo tecnologico. In particolare, nell’attuale fase geopolitica, segnata da tensioni e iniziative di riarmo, diviene evidente che la capacità di generare innovazione tecnologica, dati i profondi impatti sulle modalità di produzione, diventa essa stessa l’elemento centrale della competizione internazionale, facendo crescere l’esigenza di individuare le modalità più efficaci per proteggere da attori ostili il patrimonio conoscitivo esistente e tutte le attività finalizzate a incrementarlo”.

Gas e terre rare, così Russia e Cina ricattano il mondo

Dal lavoro di analisi svolto sui fronti critici individuati nel corso del 2025 dagli 007 italiani, emerge la chiara consapevolezza che ormai ci sono tanti modi per tenere in ostaggio investimenti e risparmi. Mosca e Pechino hanno agito su terreni diversi, seppur con lo stesso fine. Le criptovalute sono ormai una nuova forma di finanza, ma per l’Italia il vero rebus è l’energia. Lo sprint del golden power

Cina e Russia, minacce allo specchio dell'intelligence italiana

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