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Le infrastrutture di trasporto costituiscono una componente fondamentale per la vita e lo sviluppo di ogni comunità organizzata; qualsiasi attività umana, infatti, richiede di poter disporre di sistemi di mobilità il più possibile sicuri, efficienti e sostenibili.

Sebbene la centralità delle reti di comunicazione telematica abbia fortemente modificato, nel corso degli ultimi decenni, l’uso e la percezione delle infrastrutture fisiche nel territorio, i trasporti stradali e ferroviari rimangono insostituibili per il soddisfacimento di numerosi bisogni essenziali.

Basti pensare, per esempio, alla necessità di alimentare i terminali della grande e piccola distribuzione commerciale, di consegnare merci e beni di consumo (magari acquistati sulle piattaforme online), o ancora di rifornire presìdi essenziali come le strutture sanitarie o i distributori di carburante, per considerare quanto la mancanza dei collegamenti viari possa pregiudicare le forme della nostra vita, sia nella dimensione pubblica sia in quella privata.

Le prestazioni funzionali che si richiedono oggi, a un sistema infrastrutturale efficace ed efficiente, sono evidentemente accresciute rispetto al passato; esse riguardano specialmente la sicurezza, la velocità dei collegamenti, il livello di servizio offerto, i volumi di traffico serviti.

Dal soddisfacimento più o meno valido di tali requisiti, si determinano ricadute importanti sulle condizioni di vita e sulle opportunità sociali ed economiche di una comunità, come pure si producono effetti significativi sulla qualità ambientale del contesto territoriale interessato.

D’altra parte, il paradigma della mobilità è indubbiamente cambiato nel tempo; in particolare, oggi si richiede e si presuppone sempre più l’integrazione tra vari modi e mezzi di trasporto. Conseguentemente le infrastrutture che consentono lo sviluppo delle connessioni fisiche nel territorio devono essere riguardate come un sistema integrato, idoneo a favorire lo sviluppo dell’intermodalità.

A fronte di tali rinnovate esigenze, la dotazione infrastrutturale di molti Paesi mostra ormai notevoli carenze, e la questione è stata proposta, da qualche tempo, come un tema importante del dibattito pubblico, anche in alcune importanti nazioni come la Germania e gli Stati Uniti.

In Italia, in particolare, le infrastrutture viarie che innervano il territorio, tanto nell’ambito urbano quanto in quello extraurbano, risalgono a un’epoca di realizzazione ormai remota; purtroppo, salvo poche eccezioni (come per esempio nel caso delle autostrade e degli aeroporti), esse non sono state rese oggetto di una sistematica e attenta manutenzione. Viceversa, le nostre reti stradali e ferroviarie sono state lungamente esposte alle azioni dannose indotte dal traffico, dagli agenti ambientali e dall’invecchiamento dei materiali e dei componenti.

Ciò ha prodotto uno stato evidente di criticità diffusa, che in vari casi assume livelli estremi, ossia tali da compromettere la sicurezza della circolazione e dell’esercizio. La condizione attuale è di grave allarme; a breve la possibilità di recuperare alla piena funzionalità il patrimonio delle infrastrutture viarie potrebbe risultare definitivamente compromessa: esiste infatti una soglia limite di danneggiamento oltre la quale le opere non possono più essere ripristinate, ma si deve necessariamente procedere alla loro ricostruzione.

Occorrerebbe quindi mettere in campo uno sforzo straordinario per poter risanare, riabilitare e potenziare il sistema delle reti infrastrutturali, al fine di consentirne l’uso efficiente e sicuro per i decenni a venire. Appare indifferibile l’avvio di una fase di rilancio degli investimenti, nel comparto delle infrastrutture, che consenta al Paese di rigenerare una dotazione indispensabile per il benessere e per la crescita economica.

Le difficoltà finanziarie appaiono evidenti ma, in una prospettiva più ampia, occorre considerare che gli investimenti sulle infrastrutture, se correttamente selezionati e ben impostati, possono costituire un impiego molto vantaggioso e produrre rilevanti ricadute economiche, delle quali il nostro Paese ha assoluta necessità.

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