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Se dici tè freddo in lattina, nessuno si agita. Se dici Coca-Cola, le mamme premurose storcono il naso. Perché? Colpa dello zucchero. Eppure questo ingrediente è presente in dose massiccia anche nel tè e in tantissimi altri prodotti che consumiamo tutti i giorni. Ma è la Coca-Cola, più di altri cibi o bevande, ad attirare su di sé gli strali di coloro che si ritengono attenti alla salute.

Non c’è niente da fare: la Coca-Cola è un simbolo, nel bene e nel male. Un segno grafico fortissimo, con quella scritta bianca in campo rosso, che si stampa nella memoria come nessun altro è riuscito a fare. Neanche il baffo di Nike.

È stata lei, la compagna delle nostre feste da bambini e delle prime uscite da soli con gli amici. Una presenza consueta ma, allo stesso tempo temuta e rispettata per i suoi fantasiosi effetti collaterali. Stura i lavandini… Cura l’influenza… Fa digerire… Telos A&S ha intervistato Vittorio Cino per la rubrica #LobbyNonOlet, che vede come protagonisti i professionisti e gli studiosi del mondo della lobby. Cino è il responsabile degli Affari Istituzionali Europa di Coca-Cola Company: “è un brand che non è mai indifferente: o lo si ama o lo si odia, con eguale misura e intensità”.

Non è banale lavorare per un prodotto che suscita tante passioni. Ne è una prova la difficile decisione che ha portato il marchio a partecipare all’Expo. “Si era sollevato un polverone intorno alla partecipazione di Coca Cola all’Esposizione universale di Milano del 2015, dovuto al fatto che qualcuno riteneva che le grandi aziende, come Coca-Cola, non avessero, tra virgolette, il diritto di far parte di quell’avventura, dato che la manifestazione si sarebbe dovuta dedicare alla sostenibilità e ai temi nutrizionali intesi in senso molto restrittivo e assolutistico” ricorda Vittorio Cino. Ma poi la mossa si è rivelata vincente: la reputazione – come la chiamano quelli del marketing – è migliorata e tutto è andato liscio.

La società ha bisogno di nemici e di eroi. Coca-Cola è entrambi. Forse deve a questo la sua immortalità commerciale.

Guarda l’intervista a Vittorio Cino per Lobby Non Olet

 

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