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Seguo da un ventennio l’artista messicana Frida Kahlo. Quando nel 2002 andai a vedere il film Frida interpretata da una splendida Salma Hayek e diretto da Julie Taymor, avevo già letto diverse autobiografie che raccontavano della sofferta vita privata della pittrice messicana.

Poi ho visto le diverse mostre che si sono susseguite per le celebrazioni del centenario dalla sua nascita nel 1907  dal 2007 in poi, e qui vi raccontai tutte le emozioni vissute nel trovarmi dinanzi ai quadri di Frida Kahlo esposti alle Scuderie del Quirinale nel 2014.

Devo essere sincera, le mie aspettative, dirigendomi al MUDEC di Milano, non erano così elevate. Anzi, ero certa di rimaner delusa. Ma questa retrospettiva su Frida Kahlo (che sarà esposta fino al 3 giugno), è davvero ricchissima e mostra per la prima volta tanto materiale d’archivio inedito.

FRIDA KHALO al MUDEC

Qui la sua poetica artistica è raccontata attraverso quattro temi fondamentali: donna, terra, politica e dolore.

Ma sono le numerosissime fotografie che mi hanno davvero colpita. Veri e propri reportage della sua vita, da quella d’infanzia a quella mondana, passando attraverso le sue trasformazioni di donna e d’artista, che rappresentano il percorso stilistico e psicologico di una personalità davvero unica.

FRIDA KHALO al MUDEC

Viene posta anche grande attenzione alla moda che la caratterizzava  rendendola ancor più personaggio nelle lunghe gonne e vestiti da Tehuana, talvolta arricchite da collane di giada precolombiane e fiori nei folti capelli neri raccolti.

FRIDA KHALO Mexico

In questa mostra Frida Kahlo è rappresentata innanzitutto nel suo essere una donna di una femminilità e personalità ineguagliabile, di tale forza così come come d’immensa fragilità nel suo amore sviscerato per Diego.

Una donna energica ed innamorata della vita, un artista difficilmente decifrabile, un mito che perdura nel tempo.

FRIDA KHALO AL MUDEC

Questa frase descrive in modo vivido la sua visione: “Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego”.

La pittrice messicana è conosciuta, di solito, per la sua dolorosa biografia e per il tormentato rapporto con il marito Diego Rivera, anziché per la sua pittura così profonda e intima. Una ricerca artistica che fu spesso etichettata (anche da André Breton), come Surrealista. Ma la commistione di immagini votive popolari e messicane arricchite da una grammatica di simbologie provenienti dall’arte popolare messicana e dalla cultura precolombiana, il tutto traslato in un mondo onirico, rendevano il suo stile al confine tra l’iperrealismo, espressionismo e surrealismo.
Ma non mi piace l’idea di inquadrare la sua pittura, come lei stessa non voleva fare dichiarando: “Non ho mai dipinto sogni, ho dipinto la mia realtà”.

Credo che per interpretare la sua opera ed il suo linguaggio metaforico basti leggere questa dichiarazione d’amore, che descrive l’intensità del suo amore incummensurato verso Diego ed illustra perfettamente il suo sentire.

FRIDA KHALO mostra 2

Come vi dicevo è una mostra immensa, che ho visitato tra una folla incredibile nei giorni di festa. Posso descriverla qui ma il mio consiglio è andarla a vedere per poter godere appieno dell’arte, dell’amore, della sofferenza, del colore energico della tela e della drammaticità del bianco e nero delle fotografie esposte.

FRIDA KHALO al MUDEC FRIDA KHALO AL MUDEC

Inoltre il MUDEC è una struttura all’avanguardia, accogliente, bellissima nella sua architettura ed il percorso, suddiviso in quattro temi principali: Donna, Terra, Politica e Dolore, regala allo spettatore un punto di vista insolito che non vi lascerà indifferenti.

Approfittate in questi prossimi ponti festivi per visitarla e poi mi direte se avevo ragione.

Fabiola Cinque FRIDA KHALO mostra

Frida Kahlo, Forza, Femminilità, Fragilità le 3 F dell'amore

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