Skip to main content

Se la grande partita legata ai nuovi gasdotti del Mediterraneo sta scombussolando alleanze di ieri e partnership di domani, è nei Balcani che si gioca un’altra mano delicatissima di questa macro svolta che sta attraversando l’Europa e il suo pil.

Da un lato l’allargamento dell’Ue, con i riverberi che gravitano attorno ai vari coni di influenza; dall’altro la consapevolezza che le super potenze non resteranno insensibli a questo nuovo risiko. Una mossa significativa la sta compiendo la Turchia di Erdogan.

SERBIA & TURCHIA

Il forum turco-serbo che si è appena concluso ha fruttato un buon pacchetto di vantaggi in primis per Ankara: è stato infatti siglato un accordo di cooperazione tra i due paesi, con i turchi che si potrebbero così inserire ancora di più nelle dinamiche industriali-geopolitiche balcaniche.

Dopo aver conquistato l’appalto per l’aeroporto internazionale di Valona in Albania con un occhio interessato alla trivellazione a caccia di petrolio che in quelle acque partirà a breve, ecco che la Turchia adesso punta alla Serbia dove costruirà l’autostrada Belgrado-Sarajevo, alcune strade regionali e soprattutto guadagna un bonus di cooperazione tra i due Ministeri delle infrastrutture, per dare assistenza tecnica e attrezzature nel settore del trasporto stradale, ferroviario, aereo e marino.

Un colpo interessante per la controversa economia turca, che se annuncia dati positivi e fiducia in vista delle elezioni anticipate, di fatto è al centro di numerosi focus da parte di analisti ed economisti preoccupati per i conti non proprio in ordine. Intanto il memorandum siglato tra i ministri dell’Energia dei due paesi investe risorse e contatti in una maggiore cooperazione nel settore del gas e dell’energia rinnovabile. Al centro dell’obiettivo comune ecco che si staglia l’approvvigionamento di gas di entrambi i Paesi.

Inoltre dal Ministero dell’Agricoltura serbo spingono affinché i pastori serbi possano ottenere la tanto agognata quota per le esportazioni duty-free di carne bovina verso la Turchia. Al momento ammonta a 5.000 tonnellate, ma entro il 2019 le cose potrebbero cambiare anche in virtù di questo accordo. Altro prodotto al centro dei colloqui è l’olio di girasole che la Serbia potrà esportare in Turchia senza dazi fino a 45.000 tonnellate.

Secondo il ministro serbo delle infrastrutture, Zorana Mihajlovic, dal 2015 Ankara ha effettuato grossi investimenti nel sistema dei trasporti serbo con quasi 200 milioni di dinari per la manutenzione regolare delle infrastrutture stradali. In tutto si parla di 400 milioni di euro giunti in Serbia, 300 milioni da un prestito da Banca Mondiale, BEI e EBRD e 100 milioni dal bilancio statale per riabilitare 1.000 chilometri di strade. Per cui il piano quinquennale dei lavori di ammodernamento vedrà Ankara partner attivo.

SCENARI

Si tratta di singoli tasselli di un puzzle articolato e complesso, che ha come centro gravitazionale l’obiettivo di accreditarsi istituzionalmente nei Balcani e, quindi, di operare come una sorta di multinazionale che ha nel proprio board vari “consiglieri”. La visita di Erdogan a Belgrado dello scorso ottobre aveva avuto proprio questo fine, con la firma di una lettera di intenti che prevedeva l’incremento e l’estensione della cooperazione tra i due paesi nei segmenti dei trasporti e infrastrutture.

Ma in questo senso va letta anche l’operazione fatta in Albania da Erdogan, pare con il placet di Mosca, che sì realizza un’infrastruttura importante come l’aeroporto di Valona (costo: 100 milioni di euro, inizio lavori a fine 2018) ma con un altro ben più rilevante obiettivo: non perdere l’occasione della caccia agli idrocarburi che il premier Edi Rama ha appena inaugurato con le nuove concessioni nel basso Adriatico.

Sullo sfondo ancora il gas, dunque, con il progetto Tanap che collegherà il Caspio all’Europa sud-orientale, passando dai Balcani. E la Turchia non vorrà rinunciare ad avere un occhio vigile proprio lì.

twitter@FDepalo

cipro, Erdogan

Le mani di Ankara (e di Mosca?) sulla Serbia

Se la grande partita legata ai nuovi gasdotti del Mediterraneo sta scombussolando alleanze di ieri e partnership di domani, è nei Balcani che si gioca un'altra mano delicatissima di questa macro svolta che sta attraversando l'Europa e il suo pil. Da un lato l'allargamento dell'Ue, con i riverberi che gravitano attorno ai vari coni di influenza; dall'altro la consapevolezza che…

Green Economy, le risposte dell'Italia e i passi ancora da compiere

"Nei prossimi 35 anni il consumo di risorse raddoppierà su scala mondiale. E nonostante i passi compiuti negli ultimi 25 anni, dalla conferenza di Rio del 1992, non siamo su una rotta di sostenibilità. Su scala globale non c'è interruzione della crisi ecologica". È questo l'allarme che arriva dall'ex ministro all'ambiente Edo Ronchi nel corso della presentazione del suo ultimo…

Loro2, l'empatia di Sorrentino per Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi che parla con Silvio Berlusconi. Per la precisione Toni Servillo, che interpreta Berlusconi, che parla con Toni Servillo che interpreta Ennio Doris, il socio di Berlusconi in Mediolanum. Si apre così Loro2, con una scena fantastica in cui – sostanzialmente – Silvio Berlusconi si confronta con il suo alter ego. Il Silvio Berlusconi politico, triste perché relegato all’opposizione,…

Un mondo più equo e giusto è possibile. Parola di Amartya Sen

Un mondo davvero globale è possibile? Anzi, solidale o ancora meglio privo di diseguaglianze. Forse, la prima risposta che viene in mente è no. Troppe le differenze tra Paese industrializzati e non, tra economie produttive e invece quelle che non producono sufficiente Pil per soddisfare la domanda di benessere nazionale. Eppure per Amartya Sen (nella foto), una via ci sarebbe. L'economista…

Responsabilità, cambio di era, giudizio storico

Dobbiamo mettere in campo una responsabilità progettuale e progettante, rendere le nostre vite dei laboratori di ri-creazione di senso storico. È una scelta strategica, metamorfosi di ogni persona nella metamorfosi del mondo. Si tratta, evidentemente, di una responsabilità complessa che deve fondare il nostro agire-nel-mondo che, in quanto tale, è politico. Questa responsabilità ri-pensata, dunque, fonda la politica complessa. Abbiamo…

Berlusconi sblocca la partita e Giorgetti prenota Palazzo Chigi

È fatta, forse. In assenza del sigillo del Quirinale che potrebbe arrivare già nelle prossime ore, la prudenza è d'obbligo. Ma la nota con cui il "padre della sposa" ha dato il via libera al matrimonio sgombra dal campo ogni alibi affinché l'unione si celebri. Luigi Di Maio e Matteo Salvini potranno quindi convolare a governo e realizzare così quel progetto…

Lobbisti o avvocati, sì. Lobbisti e avvocati, no

L’iniziativa ‘Lobby Non Olet’ cresce sempre più. Ha preso il via con un incontro pubblico a Milano, che si è tenuto il 6 ottobre del 2017, ed è proseguita con una serie di video-interviste ai protagonisti del settore. Lo scorso 12 aprile, il Circolo degli Esteri, ci ha invitati a parlare di lobbying nel corso di una serata intitolata ‘Brutti,…

Con il ritiro dall'Iran deal è crisi diplomatica fra Usa e Unione europea

Sembra proprio che la decisione di ritirare gli Usa dall’accordo con l’Iran sull’energia nucleare abbia dato un’impennata negativa ai rapporti diplomatici fra Unione europea e Stati Uniti. All’indomani della netta presa di posizione del Presidente Donald Trump di uscire dal Jcpoa, le reazioni nel mondo e in particolare in Europa sono arrivate molto puntuali e nette anch’esse. L’UNIONE EUROPEA E…

La palude politica vista dai dirigenti. Parla Stefano Cuzzilla (Federmanager)

No, non è il 2011. Ma sì, avere un governo sarebbe meglio, soprattutto se politico, frutto della volontà popolare e nel pieno dei poteri, insomma non tecnico e dal raggio d'azione limitato. Il problema è che per avere tutto questo potremmo essere costretti a tornare al voto, visto che gli sforzi encomiabili di Sergio Mattarella per trovare una quadra, non…

Bankitalia raffredda Salvini (e Di Maio) sulle pensioni

L'altolà è di quelli che fanno rumore. La legge Fornero non va smontata e Matteo Salvini se ne faccia una ragione. Almeno secondo la Banca d'Italia, intervenuta questa mattina  alla Camera in commissione speciale (qui il testo) in audizione sul Def. Chi vorrebbe fare a pezzi la riforma delle pensioni targata governo Monti, la Lega con la solidarietà del M5S, è…

×

Iscriviti alla newsletter