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L’atteso incontro di Mark Zuckerberg con gli eurodeputati si conclude con un punto a favore per l’assemblea presieduta da Antonio Tajani, che incassa delle scuse per quanto accaduto ai dati dei cittadini europei nel caso Cambridge Analytica, l’impegno a impedire che casi analoghi possano ripetersi in futuro, e lancia un avvertimento: la democrazia non può essere trasformata in un’operazione di marketing.

LE SCUSE DI ZUCKERBERG

“Chiediamo scusa per l’errore commesso”, ha esordito il ceo e fondatore di Facebook parlando con alcuni dei rappresentanti dell’istituzione europea. “Servirà del tempo, ma il nostro sforzo è quello di rimediare. Non abbiamo fatto abbastanza per evitare danni”, ma ora si intende realizzare “di tutto affinché il caso di Cambridge Analytica non si ripeta”. Per questo “ci impegniamo a investire sufficienti per aumentare la sicurezza”, anche se sono attese ripercussioni sulla profittabilità, poiché “mantenere le persone sicure è più importante che generare profitti”.

I RISCHI PER LA DEMOCRAZIA

Tanti i temi toccati durante il confronto, che proseguirà con delle risposte scritte che saranno inviate dal ceo nei prossimi giorni (ad esempio sulla posizione dominante dei servizi offerti dal colosso di Menlo Park). Oggi si è affrontata innanzitutto la potenziale manipolazione dei processi democratici, sollevato dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. “La democrazia”, ha rimarcato, “non deve e non può essere trasformata in un’operazione di marketing, in cui chi si impossessa dei nostri dati acquisisce un vantaggio politico. C’è il rischio che alcuni partiti o, persino potenze straniere, utilizzino indebitamente questi dati per alterare i risultati elettorali nel loro interesse”.

UNA VITTORIA PER L’EUROPARLAMENTO

Sempre Tajani, parlando con i cronisti prima dell’incontro, aveva sottolineato l’importanza dell’incontro, sottolineando che “la decisione di Zuckerberg di venire al Parlamento europeo e partecipare alla riunione della conferenza dei presidenti rispondendo alle domande di tutti i gruppi politici, ed accettando che la riunione venga trasmessa in diretta in web streaming, è una vittoria del Parlamento europeo”. Per il presidente dell’assemblea comunitaria, l’evento è, stato infatti, “la dimostrazione che il Parlamento europeo tutela gli interessi dei nostri cittadini”.

IL TEMA DELLE INTERFERENZE

E l’Europarlamento ha senz’altro risposto a questo appuntamento, rivolgendo numerose domande a Zuckerberg. Parlando di interferenze e uso del social network a fini politici, il ceo di Facebook ha ammesso che “nel 2016” la piattaforma “è stata troppo lenta nell’individuare le influenze russe nelle elezioni Usa, non eravamo abbastanza preparati. Ma da allora abbiamo investito in maniera significativa”. Poi un passaggio sul vecchio continente: “Ci saranno molte elezioni importanti in Europa quest’anno e l’anno prossimo, dalla Slovenia alla Svezia alla Polonia e ovviamente le elezioni europee: è una nostra priorità evitare che qualcuno che possa interferire come è accaduto per la Russia nelle elezioni americane”.

COME FERMARE I CONTENUTI INAPPROPRIATI

Incalzato sulle azioni concrete che la piattaforma sta mettendo in campo per fermare la diffusione di contenuti inappropriati, Zuckerberg ha sottolineato che Facebook ha elaborato strumenti di “intelligenza artificiale che possono rilevare il 99% dei contenuti inappropriati pubblicati sulla piattaforma”. Terrorismo, ma anche hate speech, shadow profile e discorsi che possono far presagire potenziali suicidi o violenze.

IL NODO DELLA TASSAZIONE

Il ceo di Facebook ha anche risposto ai quesiti riguardando la tassazione del gigante del Web. “Non abbiamo mai violato le norme europee e paghiamo tutte le tasse dovute”, oltre a dare lavoro in Europa a migliaia di cittadini.

IL GDPR PER FACEBOOK

Inoltre, sebbene il nuovo regolamento privacy dell’Ue in vigore dal 25 maggio non sia stato formalmente esteso anche al resto del mondo, Zuckerberg ha detto che la sua società condivide “questi valori” e “andremo ancora oltre per rispettarli, con nuove forti regole. Stiamo rendendo gli stessi controlli e impostazioni disponibili alle persone nel mondo” e “saremo compliant entro la data stabilita”.

Fake news, sicurezza, privacy. Il mea culpa di Zuckerberg all'Europarlamento di Tajani

Di Federica De Vincentis

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