Skip to main content

L’F-35 prosegue i test in vista del passaggio alla produzione a pieno rateo che garantirà una considerevole riduzione dei costi del programma. Prima dei test operativi (gli ultimi), il Pentagono è chiamato intanto a valutare le capacità di supporto aereo ravvicinato del Joint Strike Fighter, prospettiva che potrebbe prevedere, già ad aprile, a un fly-off con gli A-10 Warthog. Lo ha spiegato il vice ammiraglio Mat Winter, numero uno dell’F-35 Joint Program Office.

I TEST SUL SUPPORTO AEREO RAVVICINATO

I test che si svolgeranno ad aprile presso la base aerea di Edwards, in California, vedranno impegnato il director of operational test and evalutation (DOT&E) del dipartimento della Difesa Americano, chiamato ad esprimersi specificatamente sulla capacità di supporto close-air del JSF. Con tale espressione si intende in particolare il volo a bassa quota sul campo di battaglia per il sostegno alle truppe a terra, con il rilascio di razzi, bombe e missili su target differenti e ben definiti. Già il National Defense Authorization Act del 2017 prevedeva su questi aspetti un confronto con l’A-10 Thunderbolt II (anche conosciuto come Warthog), l’aereo statunitense da attacco al suolo entrato in servizio negli anni 70 e sviluppato specificatamente per il supporto ravvicinato. Ad ora, come evidenzia Defense News, non è chiaro se già ad aprile ci sarà l’atteso confronto fly-off o se verrà spostato più avanti. Ciò dovrebbe comunque avvenire prima di settembre, quando è previsto l’inizio dei test operativi (conosciuti con l’acronimo IOT&E) che, secondo Winter, si concluderanno a maggio 2019. Saranno gli ultimi prima del passaggio alla produzione a pieno rateo del caccia di quinta generazione.

IL CONFRONTO CON l’A-10

I detrattori delle capacità close-air dell’F-35 sostengono che voli troppo velocemente per poter garantire adeguato supporto a terra e che abbia payload insufficienti per l’ampio range di target da colpire. Perciò, da tempo propongono l’aggiornamento dell’A-10, ampiamente impiegato dagli Stati Uniti durante gli interventi in Afghanistan e Iraq dei primi anni 2000. D’altra parte, in molti hanno più volte sottolineato l’inadeguatezza di un velivolo progettato negli anni 60, e impiegato (anche in Medio Oriente) in scenari molto meno evoluti di quelli attuali e privi di difese aeree moderne. “Proprio come ogni caccia di quarta generazione, l’A-10 probabilmente non sopravviverebbe a una singola missione di volo contro le minacce odierne di anti-access e area denial”, ha scritto l’esperto dell’Heritage Foundation John Venable, già pilota dell’F-16. La tecnologia stealth (bassa osservabilità) e la sensoristica avanzata, renderebbero l’F-35 più adatto ai contesti odierni. Il JSF è stato d’altronde pensato proprio per rivoluzionare la “consapevolezza situazionale”, compiendo un balzo in avanti rispetto ai velivoli precedenti in termini di comando e controllo, di fusione/elaborazione di dati, e di raccolta e disseminazione delle informazioni. Proprio questo consentirebbe all’F-35 di operare in supporto ravvicinato anche a velocità più elevate e con minor range di armamenti rispetto all’A-10.

I TEST IN ALASKA E NORVEGIA

Nel frattempo, l’ufficio DOT&E ha già completato la prima fase di test pre-IOT&E che riguardano la valutazione degli F-35 in ambienti freddi. Con i voli realizzati tra fine gennaio e inizio febbraio sulle piste ghiacciate della base aerea di Eielson, in Alaska, l’ufficio del Pentagono ha certificato “l’idoneità e l’efficacia” del JSF in tali contesti. Parallelamente, pochi giorni fa, i test condotti presso la base di Orland, in Norvegia, hanno verificato con successo il parafreno dopo che le stesse valutazioni erano state condotte, lo scorso novembre, in Alaska.

IL NUOVO CONTRATTO CON IL PENTAGONO

Intanto, il colosso americano che guida il programma JSF, Lockheed Martin, si è aggiudicata un nuovo contratto con il dipartimento della Difesa americano per le attività di modifica e retrofit per i sistemi aerei degli F-35 consegnati. La commessa, che ha un valore di circa 158 milioni di dollari, riguarda la fornitura del program management, e dei servizi ricorrenti e non ricorrenti per gli air system degli F-35 destinati non solo agli Stati Uniti ma anche ai clienti internazionali. I lavori previsti dal contratto si terranno presso gli stabilimenti di Fort Worth, in Texas, e si prevede che verranno completati a febbraio 2019.

CAMBIO AL VERTICE DEL PROGRAMMA

Proprio Lockheed Martin ha intanto annunciato un cambio al vertice del programma F-35. Dal 19 marzo, la carica di vice president e general manager passerà a Greg Ulmer, chiamato a sostituire Jeff Babione che andrà invece a guidare gli Advanced Development Programs (Adp, anche chiamati Skunk Works) al posto di Rob Weiss che andrà in pensione a fine anno. Negli ultimi due anni, Ulmer è stato vice presidente per l’F-35 Aircraft Production Business Unit (PBU), responsabile dell’execution di tutti i contratti di produzione e dell’approccio globale dell’azienda alla produzione a pieno rateo. Un ruolo essenziale per il raggiungimento del record di 66 consegne per il JSF nel 2017. “Jeff e Greg sono leader esperti, entrambi qualificati in modo unico per guidare i team di Skunk Works e F-35 verso un tempo di crescita rapida”, ha commentato executive vice president di Lockheed Martin Aeronautics Orlando Caralho.

test

L'F-35 tra test per il supporto ravvicinato e nuovi contratti con il Pentagono

L'F-35 prosegue i test in vista del passaggio alla produzione a pieno rateo che garantirà una considerevole riduzione dei costi del programma. Prima dei test operativi (gli ultimi), il Pentagono è chiamato intanto a valutare le capacità di supporto aereo ravvicinato del Joint Strike Fighter, prospettiva che potrebbe prevedere, già ad aprile, a un fly-off con gli A-10 Warthog. Lo…

Arrivano i missili anti-tank americani a Kiev, ma la linea diplomatica non è compromessa

Gli Stati Uniti hanno deciso di aumentare il sostegno militare al governo di Kiev, da ormai quasi quattro anni occupato a contenere le mire separatiste post-crimeane nella regione orientale del Donbass, fornendo (intanto) 210 missili anti-carro. Si tratta di una decisione attesa, soltanto oggi ufficializzata dal dipartimento di Stato e Pentagono giovedì, ma che tutti gli osservatori davano ormai per presa…

Embraco, perché Calenda e Tajani hanno vinto la battaglia

Primi effetti del tandem Calenda-Tajani su Embraco. Dopo settimane di pressing sulla controllante Whirlpool da parte del presidente del Parlamento Ue e candidato premier per il centrodestra, Antonio Tajani (nella foto) e del ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, arrivano i primi risultati concreti sulla crisi dell'azienda di compressori, che ha deciso di spostare le linee di produzione in Slovacchia, a…

capo

Elezioni, quando i partiti delegano al capo

La politica italiana in questa ultima fase di campagna elettorale continua a vivere una perdurante omissione: affidare le fortune del proprio segmento politico solo all’attivismo del suo capo. Succede con Giorgia Meloni per Fratelli d’Italia, con Matteo Salvini per la Lega, con Silvio Berlusconi per Forza Italia, con Matteo Renzi per il PD. È inutile parlare degli altri, perché, facendo…

imprese

Vi spiego perché la riforma farà bene alle Camere di commercio

Di Ivan Lo Bello

Si è concluso ieri, dopo tre anni, il percorso normativo di riforma delle Camere di commercio.  Ci sono stati tanti passaggi, alcuni anche complessi, ma credo che questa riforma consegni al Paese un sistema camerale più efficiente, più moderno e in grado di essere di supporto al sistema delle imprese su tanti aspetti oggi fondamentali per la loro crescita e competitività.  Un risultato che non era…

La strada (chiusa) per il Diesel

Di Alessandro Marchetti Tricamo

Tutto in poche ore. Prima la voce – non confermata ma attendibile visto che arriva dal Financial Times – che Fca dal 2022 rinuncerà al Diesel. Poi il tribunale federale di Lipsia in Germania che autorizza le città a bloccare la circolazione di vetture Diesel. E per finire Roma: la sindaca Raggi ha annunciato di voler bloccare a partire dal…

Chi è Elisabetta Trenta, il ministro della Difesa di un ipotetico governo a 5 Stelle

Analista nei temi della difesa e della sicurezza, capitano della riserva selezionata dell'Esercito e vice direttore del master in Intelligence e sicurezza della Link Campus University. Sarà lei, Elisabetta Trenta, il ministro della Difesa di un ipotetico governo pentastellato. Ad annunciare il suo nome, insieme a quello dell'intera squadra di governo, è stato il candidato premier Luigi Di Maio. Cinquant'anni,…

Chi è Alberto Bonisoli, il possibile ministro dei beni culturali del M5s

Classe 1961, è esperto di Education Management e di design e sviluppo di progetti internazionali. È Chief Academic Officer di Laureate Italian Art and Design Education e ricopre ad interim la carica di Head of Institute di NABA. Dal 2013 guida la Piattaforma Sistema Formativo Moda, l’associazione volta a promuovere e rafforzare il sistema italiano di formazione moda, con l’obiettivo…

Chi è Mauro Coltorti, ministro dei Trasporti per il possibile governo a 5 Stelle

Accostamento in un primo momento un po' particolare quello di un geologo con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ma a ben vedere Mauro Coltorti è stato scelto per il suo curriculum che si interessa di pericolosità derivanti da sismi e fenomeni atmosferici di vario genere sul terreno. Laureato in Scienze Geologiche, dal 2012 è Direttore del Dipartimento di…

Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede

Chi è Alfonso Bonafede, l'avvocato che Di Maio vuole alla Giustizia

Siciliano di Mazara del Vallo, classe 1976, deputato del M5S dal 2014. Alfonso Bonafede (nella foto, a destra) è il candidato del Movimento Cinque Stelle al ministero della Giustizia, indicato oggi da Luigi Di Maio. Dal 2006, è avvocato presso il Foro di Firenze con uno studio autonomo, mentre sempre nel 2006, entra a far parte del gruppo degli "Amici di Beppe Grillo"…

×

Iscriviti alla newsletter