Skip to main content

Molti endorsement di peso ma anche diversi dubbi, che potrebbero però essere accantonati dopo un attento scrutinio. Possono essere riassunte così le principali osservazioni poste oltreoceano dal mondo politico e dalla comunità intelligence dopo l’indicazione di Gina Haspel (nella foto) a nuovo direttore della Central Intelligence Agency (Cia) americana.

Tra i suoi punti di forza, c’è, in primo luogo, secondo gli analisti statunitensi, l’indubbia vicinanza a un elemento di grande e riconosciuto valore come Mike Pompeo, ex numero uno dell’agenzia scelto da Trump per prendere in mano la diplomazia americana dopo l’uscita di scena di Rex Tillerson. Haspel era suo vice ed è legittimo pensare che il suo approccio possa essere in continuità con quello del nuovo inquilino di Foggy Bottom.

Un ex capo della Cia in rotta con Trump, John Brennan, l’ha definita “una professionista molto competente”, dotata di integrità e meritevole “di un’opportunità”, perché ha svolto il suo dovere al meglio anche quando alla Cia è stato richiesto di fare cose molto difficili in tempi di grandi sfide (parole che si riferiscono al coinvolgimento della Haspel nella nota vicenda delle presunte torture condotte dall’agenzia in un black site in Thailandia e che, per Powerline, equivarrebbero a una sorta di ‘bacio della morte’).

Anche l’ex numero uno della National Intelligence, James Clapper, ha comunque lodato la Haspel dicendo di ammirarla tantissimo e di considerarla “una straordinaria ufficiale dei servizi segreti”.

Non mancano certo le opinioni critiche, come quella dell’onnipresente fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ma anche quella del democratico Ron Wyden, componente della Commissione Intelligence del Senato, che ha definito la nomina “sfortunata”.
Anche un elemento di spicco in campo repubblicano come il senatore John McCain, che siede invece nella Commissione Forze Armate, chiede maggiori approfondimenti sul vero ruolo della Haspel nell’utilizzo delle contestate pratiche di waterboarding su detenuti accusati di legami jihadisti.

Proprio questa vicenda è stata al centro di alcune battaglie condotte dalla senatrice californiana (e democratica) Dianne Feinstein, esponente autorevole della Commissione Intelligence e tra coloro che nel 2013 fermò la conferma della Haspel a vice direttore ad interim del National Clandestine Service.
Tuttavia, rileva la stampa Usa, questa volta le cose potrebbero andare diversamente. Se Feinstein – che ha definito la Haspel un buon vice direttore della Cia – dovesse sentirle esprimere parole di condanna sull’utilizzo di quei contestati programmi, potrebbe avallare la decisione di Trump di affidare per la prima volta a una donna la guida della prestigiosa agenzia.

I cambiamenti interni al Dipartimento di Stato e alla Cia, di qualunque segno saranno, rappresentano naturalmente una notizia rilevante anche per l’Italia. Nel primo caso perché la Penisola ha con Mike Pompeo – non solo, ma anche grazie alle sue origini italiane -, un ottimo rapporto che non potrà che giovare alla politica estera di entrambe le nazioni. E poi perché tra i servizi di intelligence di Roma e Washington esiste già, come noto, una forte e proficua collaborazione. Ma forse è il caso rilevare che l’indicazione a capo della Cia di Gina Haspel arriva in un momento di particolare vicinanza di quest’ultima con il nostro Paese. E che è un bene che, in questo momento di transizione negli Stati Uniti come in Italia, la nostra intelligence centrale ed esterna possa invece contare sul valore della continuità di relazioni stabili come quelle esistenti sull’asse Roma-Washington.

Haspel

Gina Haspel, il nuovo capo della Cia che fa discutere gli Usa (e sorridere l'Italia)

Di Federica De Vincentis

Molti endorsement di peso ma anche diversi dubbi, che potrebbero però essere accantonati dopo un attento scrutinio. Possono essere riassunte così le principali osservazioni poste oltreoceano dal mondo politico e dalla comunità intelligence dopo l'indicazione di Gina Haspel (nella foto) a nuovo direttore della Central Intelligence Agency (Cia) americana. Tra i suoi punti di forza, c'è, in primo luogo, secondo…

Cosa pensa Pompeo. Le sue ultime dichiarazioni da capo della Cia

Non dovrebbe stupire che la politica estera americana divenga muscolare con Mike Pompeo a capo del Dipartimento di Stato. Il benservito dato dal presidente Trump a Rex Tillerson avrà forse fatto tirare un sospiro di sollievo a una parte del corpo diplomatico statunitense, che da mesi chiede coerenza, spaesato dalle continue divergenze fra Trump e il Dipartimento di Stato. Ma con…

siria

Il deserto, il Levante ed il racconto capovolto del conflitto in Siria

L’odore acre e disgustoso delle armi chimiche ha accompagnato i siriani nel loro ottavo anno di conflitto. Un conflitto che non abbiamo capito. Chi già all'inizio ha provato ad aprirci gli occhi sulla natura di questa devastante carneficina è stato un grande italiano, padre Paolo Dall’Oglio, avvertendoci per tempo che non era la dialettica classica del buono contro cattivo quella…

asse, merkel, macron

Turchia, gas e Mediterraneo: tranquilli, adesso torna l'asse franco tedesco. Parla Jean

Un rebus che potrebbe essere risolto anche grazie al ritorno dell'asse francotedesco, con Angela Merkel di nuovo “operativa” dopo il semestre che l'ha impegnata nella formazione del governo. È la lettura che il generale Carlo Jean, sentito da Formiche.net, offre della situazione nel Mediterraneo orientale dove non solo i rapporti sempre più tesi fra Washington e Ankara, ma anche le…

La partita libica si gioca nel Fezzan. Ecco perché l’Italia è spettatore interessato

Nel marzo del 2017 l’Italia si faceva garante di un’intesa tra le tribù del Fezzan, nel sud della Libia. L’accordo, sotto la supervisione del ministro dell’Interno Marco Minniti, arrivava al termine di una maratona di 72 ore di colloqui segreti al Viminale e veniva definito dalle parti coinvolte come “un fatto di sangue”. Uno sforzo diplomatico che, da solo, basta…

Xi Jinping

Vi spiego l'evoluzione della dottrina militare cinese di Xi Jinping

Qual è la dottrina militare, la “filosofia della guerra” di Xi Jinping? Per capire bene l’evoluzione degli studi bellici cinesi fino ad oggi, occorre però andare a studiare la tradizione dell’Esercito di Liberazione del Popolo e la visione che, nella storia della dottrina della guerra, ha mantenuto il Partito Comunista Cinese. Per il pensiero strategico cinese attuale, la scienza della…

Brexit may referendum regno unito

Londra prepara la rappresaglia per la spia avvelenata , col sostegno americano e francese (e l'assenza dell'Italia)

Il tentato assassinio della spia russa in Inghilterra sta per entrare nella complicata fase successiva: il confronto diplomatico tra Londra e Mosca, che si porterà dietro conseguenze più ampie. Alla mezzanotte di martedì è scaduto l’ultimatum che il governo inglese aveva fissato alla Russia, che avrebbe dovuto dare spiegazioni su come mai l’ex spia del Gru Sergei Skripal è stata avvelenata da…

f-35 il governo

Ecco come, secondo il Pentagono, scendono i costi per gli F-35

In attesa di passare alla produzione a pieno rateo, i costi di sviluppo e di fornitura del caccia di quinta generazione F-35 si sono stabilizzati, anzi sono addirittura diminuiti rispetto alle aspettative dello scorso anno. A certificarlo sono i dati che il Pentagono presenterà al Congresso la prossima settimana nell'ultimo report sulle acquisizioni militari, dati che Bloomberg News ha anticipato.…

Dal Qatar la commessa per il rilancio degli elicotteri di Leonardo

La commessa per il rilancio degli elicotteri di Leonardo è arrivata. Come anticipato da Formiche.net ed Airpress, è stato il salone Dimdex di Doha a ospitare la firma del contratto per l'acquisto, da parte del Qatar, di 28 elicotteri militari NH90, prodotti dall'azienda italiana insieme al gruppo franco-tedesco Airbus e all'olandese Fokker. A fare la parte del leone sarà comunque…

bergoglio

Le critiche al pontificato e la sofferenza di Bergoglio. Parla monsignor Becciu

Le critiche al suo pontificato, l'ironia, la sofferenza. monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato, parlando ai giornalisti a margine dell'incontro di presentazione del libro sul santo di Assisi "Francesco il ribelle", scritto dal direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, ha risposto alle domande sul quinto anniversario del pontificato di Bergoglio.…

×

Iscriviti alla newsletter