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“Il destino dell’Europa è diventare Napoli”. È con una frase de “La pelle” di Curzio Malaparte che Roberto Saviano conclude il suo intervento agli “Stati Uniti d’Europa”, la convention voluta dai Radicali Italiani per discutere dell’integrazione europea e per provare a riunire i compagni di viaggio in vista delle prossime elezioni primaverili. “Quando Emma chiama si può rispondere solo ‘presente'” continua lo scrittore partenopeo che può restare nella sala dell’hotel Ergife solo il tempo degli interventi, per poi correre via accompagnato dalla sua scorta.

Sono tanti gli ospiti che hanno risposto alla convocazione dell’ex commissaria europea: l’europarlamentare dell’Alde Guy Verhofstadt, l’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta, il sottosegretario al Ministero degli Esteri Benedetto Della Vedova, il viceministro degli Esteri Mario Giro, il deputato Massimo Artini (Alternativa Libera), il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda e l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Nella platea, in qualità di semplici uditori, si scorgono anche “vecchi” pezzi da 90 della politica italiana come Giovanna Melandri, Bruno Tabacci e Umberto Croppi. “Oggi siamo riusciti a creare un’occasione per parlare di Europa e per parlarne in termini positivi, che è la cosa che a nostro avviso è più urgente fare” – dice il segretario dei Radicali Italiani Riccardo Magi a Formiche.net – “Allargando il campo anche al di là dei confini europei possiamo dire che è questo il nuovo discrimine: quello tra forze federaliste europee, che credono che l’Europa debba evolvere verso gli Stati Uniti d’Europa, e chi pensa che le ricette nazionaliste siano quelle più adatte. Noi pensiamo che non ci si debba solo difendere ma contrattaccare”. Le ragioni della kermesse, però, vanno oltre la stesura di linee programmatiche in chiave europeista. La volontà è quella di aprire un dialogo con le forze progressiste che possono raccogliersi intorno al progetto radicale. “Il fatto che questa iniziativa abbia avuto successo, che siano arrivati tutti gli ospiti che abbiamo invitato, così come personalità del mondo politico italiano è un segnale positivo, vuol dire che c’è la necessità di aggregarsi intorno a questa priorità” – continua Magi – “Per noi è anche l’iniziativa che precede il nostro congresso, nel quale ci sarà lo spazio per discutere delle prospettive elettorali”.

IL PONTE TRA RADICALI E PD

Nella prima giornata della convention 2 dei 6 relatori sono membri del governo Gentiloni e uno, Enrico Letta, sia stato Presidente del Consiglio con la tessera del PD. È Inevitabile rilevare come la scelta appaia una disponibilità ad affiancarsi al Partito Democratico in occasione delle prossime elezioni. “Persone che hanno una visione non angusta dei fatti della politica, come sono Enrico Letta e il ministro Calenda, convergono sulla necessità di mettere in agenda i nostri temi” – aggiunge Magi – “Per ora il messaggio è questo, una manifestazione di interesse e di condivisione delle priorità. Poi vedremo se ci sarà la possibilità di concordare una proposta politica ed elettorale che metta al centro la questione europeista e, in tal caso, andremo a verificarla. Noi non poniamo condizioni a nessuno. Il PD, e soprattutto il suo segretario, esprime concetti che noi non condividiamo sull’Europa. Noi non siamo il partito che batte i pugni in Europa ma siamo vicini allo spirito europeista del ministro Calenda”. L’idea, dunque, è quella di portare i temi dell’europeismo all’interno del programma di Governo del PD. “Noi crediamo che una proposta di questo tipo, se riuscirà a vedere la luce e ad aggregare anche qualcun altro rispetto a noi, può essere quella risposta che cambia l’attuale quadro politico” – continua Magi – “Se le formazioni elettorali sono quelle scritte sui giornali allora i giochi sono chiusi ma crediamo che si possano aprire altre pagine. Il rischio di questa legge elettorale è il ritorno di Renzi-Berlusconi”.

Nelle stesse ore della convention radicale il PD era impegnato nella sua Conferenza Programmatica. Ed è dal palco di Napoli che arriva quella che sembra una mano tesa al movimento di Bonino, ideatrice della proposta di legge “Ero straniero”. La mano è quella del ministro dell’Interno Marco Minniti che chiede l’approvazione dello Ius Soli entro la fine di questa legislatura. “Adesso occorre procedere con lo ius soli” – dice il ministro Minniti – “da qui dobbiamo prendere l’impegno solenne di approvare in questa legislatura lo ius soli. Non è una legge sull’immigrazione ma sull’integrazione, sono due cose radicalmente diverse”.

LO SCETTRO CONTESO DELL’EUROPEISMO

“Alla prossima tornata elettorale europea, avremo una grande opportunità: 73 eurodeputati in più, stante l’uscita della Gran Bretagna. Distribuire questi seggi tra gli Stati Membri, sarebbe un grave errore. Immagino una lista transnazionale che venga votata dai cittadini europei”. È questa la proposta europeista dell’ex Premier Enrico Letta che, nonostante la passione politica sia rimasta immutata, afferma di non avere alcuna intenzione di candidarsi.

Alla contesa su chi incarna meglio lo spirito europeista partecipa anche il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. “Quando un anno fa siamo partiti con “Forza Europa” nessuno, a parte noi, pensava che questo sarebbe diventato il centro di una possibile iniziativa elettorale” – proclama dal palco – “E se oggi si parla con plausibilità di una lista che abbia al centro l’Europa credo che questo sia un risultato straordinario”. Solo due giorni fa Forza Europa ha avviato la raccolta firme per presentare una lista di ispirazione europeista. “Noi ringraziano Forza Europa di aver lanciato questa parola d’ordine e di aver colto che il nuovo scontro arriva su quel discrimine” – conclude Magi – “Ora, però, il tentativo per noi, movimento organizzato, è quello di capire quali altre forze possono starci, quali altre personalità possono partecipare a un’impresa di questo tipo. Il punto è riuscire ad aggregare, ad allargare su delle priorità”.

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