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A un anno dall’entrata in vigore della norma introdotta con la Legge di Bilancio 2024 – che ha previsto la possibilità di dispensare alcuni farmaci dalla distribuzione diretta e dalla distribuzione per sconto alla distribuzione convenzionata – è tempo di tracciare un bilancio. L’obiettivo della riforma era duplice: migliorare l’accesso alle cure per i cittadini, riducendo tempi e disagi, e ottimizzare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Oggi, con i primi dati a disposizione, presentati presso il ministero della Salute, emergono segnali positivi: una maggiore capillarità nell’accesso ai medicinali, un miglioramento della qualità della vita per i pazienti – in particolare quelli con patologie croniche o residenti in aree remote – e un’efficienza organizzativa che ha portato risparmi per il sistema sanitario. L’iniziativa ha segnato, secondo il ministro della Salute, Orazio Schillaci, “un passo avanti verso un modello di sanità di prossimità, che ha messo al centro le esigenze dei pazienti e semplificato l’accesso alle cure”.

UN ANNIVERSARIO IMPORTANTE

Questo anniversario rappresenta “un momento importante” ha sottolineato Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della Salute, che ha fortemente voluto questo momento di confronto per “tirare le somme rispetto a un primo anno di applicazione di questa legge”. Si tratta di “un cambio di paradigma” per Ugo Cappellacci, deputato e presidente della commissione Affari sociali. “Non è più il cittadino che deve inseguire il Ssn e le cure – ha proseguito Cappellacci – ma sono le cure che si avvicinano al cittadino”. Francesco Saverio Mennini, capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale presso il ministero della Salute ha aggiunto che questo “ripensamento dei modelli di organizzazione nell’erogazione delle cure è rientrato fin da subito fra le priorità del ministero”.

LA NORMA

La norma ha previsto di trasferire alcune categorie di farmaci alla distribuzione convenzionata – prevedendo una valutazione annuale di impatto – per poi aprire, entro il 30 marzo, alla possibilità di includere ulteriori categorie di farmaci. Nello specifico, sono stati oggetto di questa riclassificazione da A-Pht ad A alcuni farmaci antidiabetici, le gliptine, in seguito ad una determinazione di Aifa del maggio 2024. Nel periodo compreso fra maggio e novembre 2024, sono state dispensate oltre 2 milioni di confezioni di farmaci antidiabetici a base di gliptine dalle farmacie territoriali. “Tradotto in termini concreti, ciò significa milioni di accessi in più a farmaci essenziali, senza file in ospedale, senza doppi passaggi in farmacia per la distribuzione per conto, senza barriere burocratiche”, ha evidenziato il sottosegretario di Stato al ministero della Salute.

RISPARMIO E BENESSERE DEI CITTADINI

Alla base di tutto, ha affermato Gemmato, “una collaborazione che ha coinvolto l’intera filiera, dall’industria farmaceutica alla distribuzione fino alle farmacie” che ha permesso di generare “un risparmio di 9,7 milioni di euro”. “Si tratta di un vero e proprio esercizio di democrazia sanitaria, che ha reso il farmaco più accessibile per i cittadini”, ha concluso. Ne è convinta Lucia Albano, sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e finanze, che ha precisato: “Non si tratta solo di una semplificazione burocratica, ma di un investimento su più fronti nella salute dei cittadini e in risorse. Una cura tempestiva può contribuire al benessere dei pazienti e rappresentare, al contempo, un significativo risparmio per la casse dello stato”.

ADERENZA TERAPEUTICA

Robert Nisticò, presidente di Aifa, ha evidenziato come il nuovo modello di distribuzione dei farmaci abbia avuto un impatto significativo, garantendo una “maggiore aderenza terapeutica”, soprattutto per i pazienti cronici che necessitano di trattamenti continuativi. Tutto ciò reso possibile dalle farmacie, “sempre più percepite dai pazienti e dai cittadini come presidi di prossimità”, ha aggiunto Schillaci.

INNOVAZIONE, INTELLIGENZA ARTIFICIALE E OMOGENEITÀ DELLE CURE

Un ruolo fondamentale verrà svolto, inoltre, dall’innovazione tecnologica che ha il potenziale di rendere sempre più efficiente l’organizzazione dell’assistenza sanitaria. Come sottolineato da Mennini, è essenziale considerare la “prospettiva della digitalizzazione e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, strumenti che determinanti per sviluppare modelli predittivi – su cui il ministero sta già lavorando – in grado di ottimizzare i percorsi assistenziali”. L’obiettivo è garantire un accesso equo e omogeneo alle cure su tutto il territorio nazionale, riducendo le disparità regionali e migliorando la sostenibilità del sistema. La ricerca di questa omogeneità rappresenta per il capo dipartimento uno degli obiettivi principali del percorso presentato.

Quanto abbiamo risparmiato con la legge sull'accesso ai farmaci

Il punto a un anno dalla norma sulla distribuzione dei farmaci: più accesso per i pazienti e maggiore sostenibilità. La riclassificazione ha favorito la capillarità della rete e l’aderenza alle terapie. Gemmato: “Risparmio di 9,7 milioni per il Ssn”

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