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Si apre un nuovo capitolo della vicenda Ieo, l’Istituto europeo di oncologia di Milano fondato da Umberto Veronesi e poi unito al cardiologico Monzino. Si riparte da dove si era arrivati e cioè da queste parole: “Continuiamo a credere in questo progetto che ha l’obiettivo di creare due poli di eccellenza nell’oncologia e nel cardiovascolare, in grado di competere su clinica e ricerca a livello internazionale” avevano scritto in un comunicato congiunto il gruppo Humanitas e il gruppo ospedaliero San Donato lo scorso 6 marzo. In quel giorno si era infatti chiuso il primo capitolo della vicenda, con la bocciatura da parte dell’assemblea dello Ieo-Monzino della manifestazione di interesse congiunta presentata dai gruppi ospedalieri di proprietà di Gianfelice Rocca, (nella foto), e della famiglia Rotelli.

A quanto pare la vicenda non si è chiusa definitivamente il 6 marzo: la delusione per quella decisione dell’assemblea sembra ora archiviata, dato che le proprietà avrebbero ripreso in mano il dossier Ieo-Monzino, nel quale hanno sempre creduto, e avrebbero iniziato a fare un sondaggio tra i soci dell’istituto per capire gli eventuali spazi di manovra in caso si decidesse di presentare un’offerta migliorativa rispetto alla precedente.

Per ora, a quanto si apprende da diverse fonti, non c’è niente di formale sul tavolo, nessuna proposta o offerta per la proprietà dell’Istituto europeo di oncologia e del cardiologico Monzino di Milano, ma a quanto pare il no dell’assemblea non ha messo la parola fine alla questione. Il piano sarebbe di nuovo allo studio dell’advisor Rothschild, che già la prima volta aveva seguito tutto l’iter.

L’acquisizione dello Ieo “avrebbe consentito di rafforzare ulteriormente la posizione di Milano e del Paese all’interno del panorama scientifico internazionale, nell’interesse dei pazienti, dei medici e dei ricercatori – avevano spiegato Humanitas e San Donato il giorno dell’assemblea, dopo che la loro proposta era stata respinta – rimaniamo convinti che, in uno scenario come quello attuale, sia necessario avere una visione globale, una strategia comune, per favorire investimenti nella ricerca e nell’innovazione clinica, ma anche grandi dimensioni che consentano di perseguirla”. Parole che tornano di stretta attualità e ben si inquadrerebbero nell’intenzione di tornare alla carica e riprendere in mano la questione.

Il 6 marzo scorso l’assemblea dello Ieo aveva bocciato la manifestazione di interesse di Rocca e Rotelli con il 51 per cento dei voti (il 54 per cento del capitale presente), votando la proposta avanzata da Mediobanca, principale azionista con una quota salita dal 14,78% al 24,81%, in difesa della natura non profit dell’istituto, nel rispetto della volontà di Enrico Cuccia.

Un altro gruppo di soci, guidato da Unicredit con Intesa Sanpaolo, Pirelli e Mediolanum, invece, aveva presentato una proposta alternativa, non portata poi in delibera, che dava mandato all’advisor di valutare le eventuali proposte di acquisizione dello Ieo. L’idea di Unicredit, che controlla il 13,44% dell’istituto, e degli altri sostenitori di questa opzione (Intesa Sanpaolo ha una quota del 7,36%) era di farsi aiutare dagli esperti esterni a valutare se la proposta di Rocca e Rotelli fosse valida e garantisse il futuro allo Ieo come istituto di ricerca. Proprio su questo spiraglio, aperto da alcuni soci, vorrebbero tornare a far breccia Rocca e Rotelli, che per ora si limiterebbero a capire le probabilità di successo di una eventuale nuova offerta.

Ieo

Ieo-Monzino, cosa stanno ristudiando Rocca e Rotelli

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