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A poche settimane di distanza dalla nomina da parte del Papa del proprio delegato per la cura pastorale dei fedeli che si recano quotidianamente a Medjugorje, a tornare sul “caso” che da più di trentacinque anni coinvolge la Chiesa ci ha pensato il vescovo di Mostar, mons. Ratko Peric, nella cui giurisdizione diocesana rientra anche la località bosniaca delle presunte apparizioni.

LA LETTERA DEL VESCOVO

Mons. Peric è intervenuto con un lungo articolo. Ribadita, ancora una volta, la netta contrarietà della curia di Mostar al riconoscimento da parte della Santa Sede della veridicità di quanto i veggenti dichiarano di aver visto su quella collina. “La posizione di questa curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”. E fin qui, appunto, nulla di nuovo. Un messaggio, questo, che pare indirizzato anche ai frati francescani che guidano la diocesi di Medjugorje, da sempre in “lotta” con i vescovi che nel tempo si sono succeduti a Mostar: i primi favorevoli, i secondi contrari.

COSA DICE LA COMMISSIONE SPECIALE

Ma stavolta mons. Peric va oltre e attacca direttamente le conclusioni della speciale commissione istituita da Benedetto XVI e presieduta dal cardinale Camillo Ruini che per quattro anni ha ascoltato testimoni, rivisto tutti gli atti, discusso sulle apparizioni. Conclusioni ancora secretate, benché i lavori siano terminati ormai da anni e il dossier sia stato consegnato al Papa e al prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale Gerhard Ludwig Müller. Nel giugno del 2015, parlando con i giornalisti, Francesco aveva detto che una decisione – “siamo lì lì per decidere” – era imminente, ma da allora non si è più saputo nulla. A ogni modo, pare che la commissione abbia raccomandato come linea d’indirizzo di riconoscere solamente le primissime apparizioni, lasciando in sospeso il verdetto sulle successive, peraltro ancora in corso.

“SEDICENTI VEGGENTI”

Ed è su questo che il vescovo di Mostar parte all’attacco: “Sebbene talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa Curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni”. E quindi, aggiunge, “dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni. Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa – come infatti non è – allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: ‘sedicenti’ veggenti, ‘presunti’ messaggi, ‘preteso’ segno visibile e ‘cosiddetti’ segreti.

LA MADONNA CHE CAMBIA IDEA

Il vescovo elenca tutto ciò che non torna riguardo le 47 mila apparizioni, a cominciare da quella strana figura (“ambigua”, scrive nell’articolo) che i veggenti dicono d’aver visto. “La figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla Chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai “veggenti” e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica”.

TROPPE APPARIZIONI

E poi, una di seguito all’altra, tutte le contraddizioni emerse: dalla Vergine che si cambierebbe d’abito ogni giorno ai fraintendimenti circa la data delle apparizioni. Fino ai “segni” che avrebbe mandato, definiti strani e ridicoli da mons. Peric. Per non parlare dell’indecisione della “figura” sui momenti delle sue apparizioni: “Alla domanda di Ivanka relativamente a quanto tempo apparirà ancora, la figura risponde: ‘Quanto a lungo voi volete, quanto a lungo voi desiderate’”, salvo poi cambiare idea. E “appare” tuttora, da 37 anni in continuazione, ogni giorno, a tre “visionari” del gruppo: Ivan, Marija, Vicka, e agli altri tre una volta l’anno: a Mirjana dal 1982, ad Ivanka dal 1985 e a Jakov dal 1998. Inoltre, a due dei su menzionati del gruppo, la figura “appare” una volta al mese dal 1987 con “messaggi” per il mondo: a Mirjana il 2 e a Marija il 25 di ogni mese puntualmente”.

LE CONCLUSIONI

Le conclusioni del vescovo di Mostar sono nette: “Tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato e studiato da questa Curia diocesana, incluso lo studio dei primi sette giorni delle presunte apparizioni, si può pacificamente affermare: La Madonna non è apparsa a Medjugorje!”.

Medjugorje, ecco come il vescovo di Mostar nega le apparizioni della Madonna

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