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Se i signori Moratti, Beretta, Menarini, Della Valle, Armani eccetera e loro collaboratori e sottoposti, avessero avuto occasione di intercettare qualche tiggi’ o anche Striscia la Notizia, laddove si parla di truffe ai danni dell’anziano mettendo in guardia i malcapitati da telefonate di poliziotti o carabinieri (simbolo dello Stato di cui ti puoi fidare) che annunciano l’incidente al figlio o al nipote chiedendo, con nessi razionali che a quel punto non hanno molta importanza, un urgente intervento economico per soccorrere il congiunto, probabilmente si sarebbero fatti venire qualche dubbio in più dinanzi alla richiesta di quella montagna di danari dai Signori della Truffa di casa nostra.

Perché la trappola ha seguito pedissequamente la medesima dinamica emozionale: telefonata, qui addirittura con voce del ministro, racconto misterioso di giornalisti prigionieri in quel di Vattelapesca e di riscatti da pagare, resi plausibili dal più volte evocato fondo segreto di ministeri adoperato per queste ragioni, umanitarie ma indicibili. In più una sorta di upgrade come retrogusto per essere parte di un’élite così esclusiva da godere del privilegio di essere interpellata dal Governo in un frangente in cui ci si rivolge solo a colui del quale ci si fida totalmente e con il quale si resta poi in debito eterno. Nessun lontano dubbio sul fatto che il bonifico andava fatto in Paesi e banche esotiche e sulla “stranezza” della procedura? Nessun pensiero sull’opportunità di fare una verifica col ministro attraverso le vie “formali”? Il governo pubblica sul sito ufficiale tutti i recapiti del gabinetto, ma, forse, i succitati illustri personaggi non avrebbero avuto difficoltà a trovare il telefonino personale di Crosetto o a farselo passare dal ministero per domandargli: “Scusi ministro, sto per mandargli il milione di euro che mi ha chiesto, mi conferma che è questa la banca, perché a me non suona così bene?”. Francamente la storia appare così enorme da lasciar intendere di essere nel mezzo di una sceneggiatura di film hollywoodiani prima dell’incendio, quelli di Ocean, con George Clooney, Brad Pitt e co. e non nelle fortezze di alcuni tra i più solidi campioni dell’imprenditoria italiana.

Allo stato attuale a riconoscere il danno pare sia stato solo Moratti. Ma tutti gli oggetti del tentativo di truffa avranno modo di riflettere sui sistemi interni di risposta alle nuove truffe, all’efficienza dei meccanismi di difesa e dei loro collaboratori. Una cosa però è da dire a loro parziale discolpa: siamo alle prime acerbe applicazioni dell’IA nell’antica arte della truffa. Sappiamo bene che le possibilità dell’Intelligenza Artificiale sono praticamente infinite e che i sistemi di cyber security sono in affanno rispetto alla velocità dei mutamenti della tecnologia digitale su cui galleggia tutta la modernità, dalla finanza alla salute, dai trasporti alla comunicazione e sempre più anche alla politica. Il diritto fa fatica a stare dietro le sue dinamiche evolutive. Si pensi ai nostri codici penali: si pensi all’art. 643 che fa riferimento alla circonvenzione d’incapace per punire l’illecito profitto di chi abusa di una persona, anche se non interdetta, inducendola a compiere atti dannosi per sé o per altri. Siamo di fronte certamente a situazioni sovrapponibili con quelle contemplate dalla norma, solo che la parte lesa non è anche la parte debole. Bisognerebbe istituire, per contemplare l’avvento delle truffe con l’IA, la fattispecie di circonvenzione di capace.

Le forze dell’ordine hanno più volte messo in rilievo che molto spesso la remora maggiore che impedisce all’anziano “circonvenuto” di sporgere denuncia nei confronti del truffatore è la vergogna, l’umiliazione di esporsi al pubblico ludibrio a causa della sua età avanzata. Beh, adesso, dopo questa clamorosa esperienza dei ricconi colpiti duramente, credo che i nonni “normali”possano scrollarsi di dosso questa ubbia: siamo tutti circonvenuti.

Phisikk du role - Truffe con l'IA e circonvenzione di capace

Il diritto fa fatica a stare dietro le dinamiche evolutive dell’IA. Si pensi all’art. 643 che fa riferimento alla circonvenzione d’incapace per punire l’illecito profitto di chi abusa di una persona, anche se non interdetta, inducendola a compiere atti dannosi per sé o per altri. Bisognerebbe istituire, per contemplare l’avvento delle truffe con l’IA, la fattispecie di circonvenzione di capace. La rubrica di Pino Pisicchio

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