Skip to main content

Chi pensava che la Cina avesse una sola testa di ponte in Europa, dovrà ricredersi. Fosse stata solo Byd, la casa automobilistica che sta terremotando il mercato mondiale, sarebbe stato, forse, un rischio accettabile. Ora però un altro attore di peso è pronto a scendere in campo. Anzi, lo ha già fatto, magari più silenziosamente. La Banca asiatica per gli investimenti (Aiib, vero e proprio alter ego della occidentale e battente bandiera americana World Bank), è a tutti gli effetti l’istituzione con cui la Cina può allungare le mani su economie ben lontane dal proprio perimetro. Pechino è il primo azionista, nonché l’ispiratore.

Come raccontato da Formiche.net nei giorni scorsi, l’istituto a trazione cinese nato per contrastare l’azione della Banca mondiale, potrebbe presto aprire una propria filiale nel Regno Unito, di fatto il suo primo ufficio in terra d’Europa. Una decisione strategica e avente uno scopo ben preciso. Creare un hub a ovest del Dragone e fungere da calamita per nuovi capitali e nuovi investimenti. Direzione Cina, si intende. Ora però il governo di Xi Jinping ha deciso di dare altro gas, chiamando in causa la via della Seta che poi sarebbe la reale motivazione per cui la Aiib è stata concepita: finanziare e sostenere i progetti infrastrutturali in seno alla Belt&Road.

Tutto è partito dalle parole, pronunciate in queste ore, dal premier cinese Li Qiang. Il quale ha esortato la Banca asiatica per gli investimenti nelle infrastrutture ad aumentare il suo sostegno alla Via della Seta. Attenzione alla tempistica. Il suo discorso alla cerimonia di apertura del decimo incontro annuale della banca avviene in un momento in cui gli Stati Uniti stanno riducendo il sostegno a certe istituzioni guidate dall’Occidente, come la Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale, che, secondo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, avvantaggiano ingiustamente altre nazioni.

“Spero”, ha spiegato Qiang, “che l’Aiib continui a impegnarsi per un regionalismo aperto e perseveri nel promuovere la connessione e la comunicazione tra i Paesi asiatici e i Paesi di tutto il mondo: è importante rafforzare la sinergia tra la banca, la Belt and Road Initiative e la Global Development Initiative”, ha affermato Li, riferendosi a due maggiori programmi guidati da Pechino. Insomma, per la Cina è tempo che la sua creatura spinga l’acceleratore, metta aumenti i finanziamenti alle iniziative cinesi e provi a spostare un po’ il baricentro dell’Occidente verso est.

Gli stessi economisti ne sono convinti. “I commenti del premier Li segnalano i continui tentativi della Cina di trarre profitto dal caos causato dalle politiche commerciali ed economiche di Trump”, ha affermato Stephen Olson, ricercatore senior ospite presso l’Institute of Southeast Asian Studies. “La Cina è anche ben consapevole che gli Stati Uniti stanno cercando di fare pressione sui paesi affinché si allontanino dalla Cina (come abbiamo visto nell’accordo commerciale con il Regno Unito) e questo fa parte della sua strategia per contrastare tali sforzi”. Ed è curioso che l’appello del governo cinese per un maggiore impegno della Aiib al servizio della Cina sia arrivato proprio quando la stessa banca vuole aprire i battenti in Europa. Coincidenza?

La Cina marcia sull'Europa. La scossa di Pechino alla Aiib

Dopo le notizie relative alla probabile apertura di una filiale della Banca asiatica per gli investimenti a Londra, ora il governo di Xi Jinping chiede all’istituzione antagonista e alternativa alla World Bank di aumentare i finanziamenti alla Via della Seta. E nel mirino c’è sempre il Vecchio continente

Libia, il nuovo fronte di crisi tra Grecia e Turchia che aumenta le tensioni

La presa di posizione ellenica contro Ankara si inserisce in un momento in cui aumentano i flussi migratori da Tripoli a Creta, con Atene pronta ad inviare le sue fregate. L’elemento della possibile strumentalizzazione dei flussi come braccio di guerra ibrida è stato sollevato da Meloni all’Aja, quando ha messo l’accento sulle intenzioni russe in Libia, dopo il ritiro dalla Siria. È l’Italia in questa fase, forte del sostegno sull’immigrazione da parte di moltissimi Paesi, a provare a rialzare l’attenzione europea sul dossier

Nascosta, ma fondamentale. Cos'è la moratoria sull'IA inserita nel One Big Beautiful Bill

Nella mega legge di Donald Trump su cui il Congresso è chiamato a esprimersi c’è una misura che era passata inosservata ma che potrebbe cambiare il futuro degli Stati Uniti. Prevede che gli Stati federali non legiferino sull’intelligenza artificiale per i prossimi dieci anni. Per la Casa Bianca è un modo per evitare uno spezzatino di leggi differenti, per i Democratici – ma anche qualche repubblicano – è invece un lasciapassare alle Big Tech

Putin firma la legge per l’app di messaggistica governativa

Il Cremlino spinge per sviluppare un’app di messaggistica statale, integrata con i servizi pubblici. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da piattaforme straniere come WhatsApp e Telegram, in linea con la strategia di “sovranità digitale” promossa da Mosca. Ma non mancano i timori legati alla libertà online

Il Casd come hub strategico della formazione militare. Nel segno del generale Graziano

Nel solco della memoria del generale Claudio Graziano, il Centro alti studi per la difesa (Casd) ha celebrato ieri la cerimonia di chiusura dell’anno accademico 2024-2025, coronata dalla consegna del premio di dottorato a lui intitolato

I tre inconsci italiani, tra monarchia, repubblica e vincolo esterno. Scrive Sisci

L’Italia politica forse ha tre psicologie. La prima è quella del suo inizio. Il regno d’Italia proclamato nel 1861, c’è poi quella dopo la Seconda Guerra Mondiale e poi la terza, che parte dagli anni ’90 fino ai giorni nostri. Cosa ci dicono dell’oggi? Lo spiega Francesco Sisci

Così l'Italia rafforzerà il pilastro europeo della Nato. Parla Procaccini

“Serve un approccio totalmente diverso e nuovo alla difesa e alla sicurezza, perché i due temi sono intimamente connessi, approccio che l’Italia ha nelle sue corde. Nel grande gioco geopolitico se l’Occidente si rinforza, per la Cina non è una buona notizia”. Conversazione con il co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo

Life science, terapie avanzate e trial. Così l’Europa si gioca il suo futuro su salute e industria

L’Europa rilancia sulle scienze della vita con una strategia che punta a rendere il continente il mercato di riferimento entro il 2030. Terapie avanzate e trial clinici diventano assi centrali per rafforzare competitività e autonomia

Formiche celebra ciò che ci unisce. Chi c'era e cosa si è detto alla Festa delle istituzioni

Presso la storica e prestigiosa terrazza romana, Formiche ha riunito ministri, parlamentari, manager, imprenditori e uomini delle istituzioni per rianimare la passione per la buona politica e rinfrancare i valori su cui si basa il Paese. Sicurezza, Difesa, natalità, turismo e credibilità i temi che hanno accompagnato l’evento

Il 5% sulla Difesa è solo un passo. Ora l'esercito europeo e una nuova politica economica. Parla Sapelli

Il vertice Nato all’Aja segna un’accelerazione nella costruzione di una nuova postura europea nella Difesa, ma per Giulio Sapelli resta un passo incompleto. Serve un esercito europeo vero, una strategia economica neo-keynesiana e il superamento dei vincoli di Maastricht. La Germania torna protagonista con un asse centro-orientale, mentre l’Italia mantiene coerenza atlantica. Ma senza visione comune, l’Europa rischia di restare spettatrice in un mondo che cambia troppo in fretta

×

Iscriviti alla newsletter