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Al 27esimo summit della Lega araba, ospitato dalla Mauritania, e conclusosi due giorni fa con un nulla di fatto, soprattutto sul fronte di una strategia comune per arginare la minaccia terroristica (qui l’articolo di Formiche.net), non sono passate inosservate alcune mancate partecipazioni.

Oltre al re Salman, la cui assenza è stata motivata, da una fonte ufficiale di casa Saud, con motivi di salute, hanno disertato l’atteso incontro anche il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi e la delegazione marocchina tutta (qui l’articolo di Formiche.net). A fare le veci del generale è stato il primo ministro egiziano Sherif Ismail, mentre a parlare per conto del re saudita il capo delle diplomazia di Riyad Adel Al-Jubair.

“Prima di arrivare a Nouakchott, Ismail è atterrato in Algeria, dove ha incontrato il primo ministro Abdelmalek Sellal e doversi funzionari, secondo quanto riferito da una fonte ufficiale del governo egiziano”, scrive il quotidiano egiziano Al-Ahram. I due omonimi hanno discusso di questioni, regionali e internazionali, di mutuo interesse.

MINACCE DI MORTE PER SISI
Inizialmente, secondo il quotidiano egiziano al Masri el Youm, il presidente Sisi avrebbe annullato il viaggio in Mauritania per ragioni di sicurezza. Alcune voci, non ufficialmente confermate, infatti, parlavano di un piano messo in atto per uccidere il generale nel corso della permanenza a Nouakchott. Sempre secondo la testata egiziana non sarebbe la prima volta che il generale Sisi è raggiunto da minacce di morte. In un secondo momento, però, il portavoce del presidente, Alaa Youssef, ha negato la notizia e riferito al quotidiano egiziano Daily News Egypt che il pezzo pubblicato da al Masri el Youm era falso.

Il 13 luglio, il presidente egiziano aveva già incontrato il Segretario generale della Lega araba, Ahmed Aboul-Gheit, proprio in vista del summit. Secondo un comunicato ufficiale rilasciato dalla presidenza egiziana, “durante l’incontro, Aboul-Gheit ha mostrato al presidente la documentazione inerente le questioni arabe che saranno discusse durante il summit”, si legge su Daily News Egypt. Il comunicato prosegue dicendo che “Aboul-Gheit ha spiegato al presidente la propria visione per rafforzare il ruolo della Lega araba nell’arena internazionale e domestica”.

L’INTERVENTO DI SHERIF ISMAIL
Ad aprire il summit è stato il primo ministro egiziano Sherif Ismail che, parlando per conto del generale Al-Sisi, ha invocato “una strategia araba per la lotta al terrorismo”, riporta il quotidiano egiziano Al-Ahram. “Il mondo ha bisogno di un Medio-Oriente stabile e sicuro, privo di conflitti e proiettato verso lo sviluppo economico”, ha detto Sherif.

“Dobbiamo riformulare il linguaggio religioso che il terrorismo ha sfruttato per i suoi scopi per seminare terrore, morte e distruzione […] I terroristi hanno snaturato il messaggio di pace dell’Islam”, ha proseguito il primo ministro. “Sherif Ismail […] ha anche accusato l’intervento straniero nella regione per la nascita di gruppi quali lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil, anche conosciuto come Isis) e la radicalizzazione della popolazione più giovane”, scrive Al-Jazeera. “L’intervento straniero negli affari arabi è una della cause principali delle odierne crisi, dunque noi dovremmo cooperare per cementare un fronte interno che sia in grado di opporsi a simili interventi”, ha affermato Ismail.

IL RICHIAMO ALLA COOPERAZIONE DI SAMEH SHOUKRY
In rappresentanza dell’Egitto, oltre a Sherif Ismail, è intervenuto anche Sameh Shoukry, ministro degli Affari esteri, che ha richiamato gli Stati membri della Lega araba all’unità e alla cooperazione. Secondo il capo della diplomazia egiziana, “la ragione per cui la regione ha subito una battuta d’arresto sta nel fatto che gli Stati che la costituiscono hanno smesso di combattere il radicalismo”, riporta il quotidiano. Durante il suo intervento “Shoukry ha suggerito che tutti gli Stati membri della Lega dovrebbero collaborare per arginare ogni conflitto regionale, precisando che l’Egitto ha lavorato, in tal senso, durante gli anni della presidenza dell’organizzazione, al fine di imporre le questioni arabe nell’agenda internazionale”, scrive Daily News Egypt.

La delegazione egiziana ha anche sollevato la questione dell’irrisolto conflitto israelo-palestinese. “La Lega ha cooperato positivamente in tutte le iniziative tese a rintracciare una soluzione del conflitto palestinese. Queste soluzioni dovrebbero permettere ai palestinesi di vivere la propria vita, giorno dopo giorno, lontani dal pericolo”, ha affermato il ministro degli affari esteri egiziano.

Cosa ha detto l'Egitto al summit della Lega araba su Isis, radicalismo e Islam

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