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Bufera nella campagna elettorale americana dopo il presunto plagio del discorso di Michelle Obama da parte di Melania Trump, moglie del candidato repubblicano alle presidenziali, Donald Trump. L’intervento dell’ex modella slovena ha almeno un paio di paragrafi identici a quello che fece nel 2008 l’attuale first lady. Ma è davvero plagio?

Secondo la rivista Time “un membro dello staff di Melania Trump si è licenziato, ma non sono state accettate le sue dimissioni”. Meredith McIver ha ammesso di avere copiato alcuni passaggi dell’intervento della moglie di Trump. Con la carta intestata della Trump Organization, McIver si è presentata come “membro del team di redattori della Trump Organization” e “una vecchia amica e ammiratrice della famiglia che ha avuto il compito di lavorare al discorso di Melania Trump”. “Mi sento terribile per tutto il caos provocato a Melania e alla famiglia Trump – ha scritto – così come alla signora Obama. Non era la mia intenzione (…) Ho scritto alcuni appunti e dopo ho integrato con alcuni passaggi parafrasandoli, per ottenere il discorso finale. Non ho letto il discorso di Obama. È stato un errore. E mi sento terribile quello che ha provocato tutto ciò”. 

Negli Stati Uniti, si sa, molti errori vengono perdonati. Ma un errore a cui viene dato particolare peso è, appunto, copiare. Fare propria l’opera intellettuale altrui, senza che sia inserita indicazioni alcuna, è considerato un reato di valore e principio. Lo sa bene il vicepresidente Joe Biden, che anni fa ha dovuto rinunciare alla corsa per la Casa Bianca dopo avere ammesso di aver pronunciato alcune frasi identiche del discorso di un sindacalista britannico, come ricorda il Sole 24 Ore.

MANAFORT: UNA COINCIDENZA

Il manager della campagna di Trump, l’italo-americano Paul Manafort (qui il ritratto di Formiche.net) sostiene che i passaggi identici tra i due interventi sono semplicemente “una coincidenza”. La strategia elettorale di Trump si è basata su un unico messaggio: l’efficacia. Il manager che spera di insediarsi alla Casa Bianca si vuole presentare come un “vincente” e fare apparire i suoi rivali politici come “falliti”. I discorsi pronunciati alla Convention di Cleveland non avevano contenuti originali, tranne le proposte di politica economica. Per questo, per alcuni analisti, è improbabile che il discorso di Melania Trump sia stato copiato. O, almeno, quei due paragrafi incriminati.

NON È PLAGIO

Sui social network, la condanna di plagio è partita pochi minuti dopo il discorso di Melania Trump. Ma secondo l’analisi semantico del software Cogito ideato dall’azienda italiana Expert System, ci sono differenze sostanziali tra il discorso di Melania Trump e quello di Michelle Obama. Gli esperti di semantica si sono posti la domanda: “Melania Trump ha usato lo stesso linguaggio di Michelle Obama?”. La risposta del programma è stata “no”. Complessivamente i due interventi sono molto diversi, sia dal punto del linguaggio, sia da quello dello stile.

ANALISI CONTROCORRENTE

Luca Scagliarini, CMO di Expert System, ammette che “i risultati della nostra indagine possono sembrare sorprendenti se si pensa alla bufera che si è scatenata su Melania Trump dopo l’apparizione alla convention di Cleveland (…) Eppure, il discorso dell’aspirante first lady nel complesso appare molto diverso da quello tenuto da Michelle Obama a Denver nel 2008. Ma è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della text analytics: analizzare linguaggio e informazioni non strutturate, testare le ipotesi e magari arrivare a dimostrare anche il contrario dell’assunto”.

RICCHEZZA LESSICALE E COMPRENSIONE

Le frasi del discorso dell’ex modella che si riferivano al futuro e ai valori sono molto simili a quelle pronunciate da Michelle Obama a Denver, ma il resto dell’intervento è molto diverso in quanto a lessico, registro linguistico ed emozioni. Il programma ha rilevato che il vocabolario usato da Melania Trump è più ricco rispetto a quello usato da Michelle Obama (ricchezza lessicale pari al 78.6% per Trump contro il 48.47% di Obama); la sintassi di Trump è più semplice (nelle frasi della Trump sono presenti circa 16 parole, in quelle della Obama circa 28), mentre la facilità di lettura/comprensione del discorso di Melania Trump è pari al 39.3% rispetto al 23.35% di quella di Michelle Obama.

PAROLE CHIAVI E STILE

Il discorso di Michelle Obama ha come idea centrale la speranza, mentre in quello di Melania Trump prevale il desiderio. In entrambi sono presenti l’amore e il successo. Le frasi più rilevanti registrate dal software Cogito sono legate alle parole “presidente” (president) e al futuro della Nazione (Usa, our country).

In quanto allo stile, per Cogito quello di Melania Trump è più diretto e incisivo rispetto a quello di Michelle Obama, che si presenta più articolato, con ripetizioni che trasmettono enfasi e chiarezza.

IL SOFTWARE SEMANTICO

Il software Cogito è un programma semantico che permette di creare nuove applicazioni di cognitive computing per l’analisi di big data e diverse informazioni. Ideato dall’azienda Expert System, Cogito è utilizzato da più di 500 startups. Per approfondire l’analisi semantica del programma Cogito sui discorsi di Melania Trump e Michelle Obama, si può leggere qui il report completo di Expert System.

Tutte le differenze nei discorsi di Melania Trump e Michelle Obama. L'analisi di Expert System

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