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In Italia ogni 100 euro di produzione farmaceutica genera in media altri 302 euro di valore aggiunto, di cui 106 euro in altri settori della stessa regione ed i restanti 196 euro nelle altre regioni. Nel Mezzogiorno tale dato raggiunge i 440 euro di valore, di cui 44 euro in altri settori della regione e 396 euro nelle altre regioni.

Sono questi alcuni dei numeri di una ricerca presentata ieri, nel corso di un convegno nella sede del Banco di Napoli, realizzata da SRM (Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo) dal titolo “Un Sud che innova e produce. La filiera Farmaceutica e delle Scienze della vita”, volume della collana di studi sui settori manifatturieri di punta del Mezzogiorno.

CHI C’ERA

Il convegno, introdotto dal presidente del Banco di Napoli, Maurizio Barracco (nella foto), ha avuto l’obiettivo di approfondire il possibile contributo del settore dell’industria farmaceutica allo sviluppo economico dei territori, analizzando i punti di forza e le aree di rischio della produzione italiana. I risultati della ricerca sono stati presentati da Salvio Capasso, Responsabile dell’area di ricerca “Economia delle Imprese” di SRM. Alla la tavola rotonda dal titolo “La farmaceutica: una filiera che innova, produce e crea valore” moderata dal direttore generale di SRM Massimo Deandreis hanno partecipato: Pierluigi Petrone, componente di Giunta Farmindustria, Roberto Scrivo, capo della Segreteria Tecnica del Ministero della Salute, Francesco Guido, direttore generale del Banco di Napoli, Anna Ruscigno, responsabile della produzione del Polo dell’Aquila, Gruppo Dompè, Claudio Minopoli, direttore Risorse Umane di Novartis (stabilimento di Torre Annunziata-NA), Maurizio Pagliuca, Coo di Altergon Italia e Amleto D’Agostino, direttore generale del Distretto Tecnologico Campania Bioscience. Il convegno si è concluso con l’intervento dell’Assessore alle Attività Produttive della Regione Campania Amedeo Lepore.

I DATI DELLA RICERCA

Secondo lo studio presentato, nel 2015 l’Italia ha confermato la sua posizione nel settore della produzione farmaceutica nell’Ue: seconda solo alla Germania, rappresentando il 19% del mercato dei Big Ue, il 26% della produzione e il 40% dell’incremento del saldo estero dei farmaci tra il 2010 e il 2015.

Nel 2015 inoltre l’industria farmaceutica in Italia è stato uno dei settori che ha contribuito maggiormente allo sviluppo del Paese, ed ha aumentato di più la sua produzione negli ultimi cinque anni. La produzione è cresciuta tra il 2014 ed il 2015 del 5% fino a 30 miliardi di euro (Secondo uno studio della Banca d’Italia la farmaceutica è l’unico settore ad aver aumentato la propria capacità produttiva durante il periodo della crisi).

Secondo i dati resi noti questa mattina il valore aggiunto delle imprese del farmaco al Paese nel 2015 è stato pari a 9,2 miliardi di euro, in crescita del 6% e pari al 2,6% del totale del valore aggiunto dell’industria e allo 0,6% del PIL.

L’INDUSTRIA FARMACEUTICA DEL SUD

Nonostante sia un settore fortemente concentrato sotto il profilo dimensionale e territoriale (oltre l’80% della filiera è al Centro Nord), il settore dell’industria farmaceutica ha presenze significative nell’Italia meridionale. Il valore aggiunto delle imprese del farmaco al Mezzogiorno nel 2015 è stato di circa 600 milioni di euro (oltre il 6% del totale Italia) e rappresenta circa il 10% degli addetti totali.

Le regioni trainanti per il comparto sono divenute Abruzzo, Puglia, Campania e Sicilia, ma anche altri territori vantano ormai qualificate presenze scientifiche ed aziendali, come esempio la Sardegna, che nel campo delle biotecnologie, della genetica e della genomica può considerarsi un’area con cluster e competenze, studi e produzioni di eccellenza anche a livello internazionale.

La Campania a titolo di esempio produce 270 milioni di Valore Aggiunto (il 45% del totale Mezzogiorno), 530 milioni di Fatturato (quasi il 50% del Sud) e 741 milioni di Export (un terzo del Mezzogiorno).

COME SI MUOVE IL SUD

“La farmaceutica – ha aggiunto Claudio Minopoli, direttore Risorse Umane di Novartis, stabilimento di Torre Annunziata – è uno dei  settori più vitali al Sud. Compito delle istituzioni locali e  nazionali è di porre la massima attenzione sul comparto che può dare grosse soddisfazioni in termini sia di attrazione di  investimento che di mantenimento dell’ occupazione. Per restare  competitivi sul mercato – conclude – dobbiamo rispettare regole,  fare affidamento sulle risorse umane che abbiamo e dimostrare di  essere affidabili nella capacità di fornire in tempo ai nostri  pazienti i farmaci di cui hanno bisogno”.

IL COMMENTO DI FARMINDUSTRIA

“La  farmaceutica – ha sottolineato Pierluigi Petrone, componente di Giunta  Farmindustria – è da sempre uno dei settori a maggior  attrattività di investimenti. Noi vogliamo valorizzare questa realtà di eccellenza che crea sviluppo e occupazione al Sud”.

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