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Cinque ministri, due pezzi da novanta della Chiesa bergogliana, due ex presidenti del Consiglio e i vertici della Corte Costituzionale. Tutti introdotti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiamato a ripetere l’exploit del predecessore Giorgio Napolitano che proprio da quel palco nell’ultimo spezzone dell’estate 2011 gettò le basi del governo Monti poi istituito di lì a pochi mesi dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi. Per la sua 37° edizione dal titolo “Tu sei un bene per me” il Meeting per l’amicizia tra i popoli di Rimini in programma dal 19 al 25 agosto alla Fiera di Rimini (qui il resoconto di Formiche.net sulla presentazione a Roma) conferma il filo diretto con il Quirinale e dimostra una grande attenzione verso il Governo Renzi, che secondo alcuni critici interni sarebbe sfociata in una sorta di asservimento. La kermesse ciellina si aprirà venerdì 19 agosto con l’incontro nel quale il Capo dello Stato Mattarella dialogherà con la presidente della Fondazione Meeting, Emilia Guarnieri, e con il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini.

LA BOSCHI GUIDA LA PATTUGLIA GOVERNATIVA

L’anno scorso è toccato al premier Matteo Renzi prendersi gli applausi del popolo di Comunione e Liberazione con tanto di bagno di folla tra gli stand. Quest’anno sarà la volta del suo braccio destro all’interno dell’Esecutivo, la ministra per le Riforme costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi che mercoledì 24 agosto parlerà proprio della riforma governativa della Costituzione insieme a un suo sostenitore come il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese (ormai un habitué del Meeting) e a Francesco Paolo Casanova, presidente emerito della Corte e tra i costituzionalisti critici verso la riforma. Per la ministra Boschi, sarà una vetrina di importanza cruciale per rilanciare (proprio alla ripresa del dibattito politico dopo la pausa estiva) il sì al referendum costituzionale di autunno. Una posizione questa condivisa da altri ospiti di punta di questo Meeting: dal giudice della Corte, l’ex premier Giuliano Amato (qui i suoi segnali di apprezzamento della riforma colti da Formiche.net) all’ex presidente della Camera Luciano Violante. Tra i costituzionalisti di area ciellina, presenti anche quest’anno la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia (modererà un incontro con Agnese Moro, figlia di Aldo Moro) e il leader laico del Movimento Andrea Simoncini.

GLI ALTRI MINISTRI PRESENTI A RIMINI

Nutrita, come ogni anno, la pattuglia governativa. Oltre alla Boschi, per quanto riguarda i ministri di area Pd ci saranno il titolare della Farnesina Paolo Gentiloni che interverrà sul consueto incontro legato al Medio Oriente e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (per lui un incontro dedicato agli sprechi alimentari). Non parleranno i politici ciellini più in vista come il capogruppo di Area Popolare Maurizio Lupi e il senatore Roberto Formigoni, ma di ciò che resta del Nuovo Centrodestra interverrà nientemeno che il leader di partito e ministro degli Interni Angelino Alfano (per lui il 24 agosto un incontro con il collega tedesco Thomas de Maizière) e la ministra filorenziana alla Salute Beatrice Lorenzin. Chiude il cerchio della rappresentanza di Governo un altro amico di lungo corso del Meeting come il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi, vicino a Cl.

DA PRODI A MARONI, GLI ALTRI POLITICI

Di quel centrodestra che fino a qualche edizione fa la faceva da padrone al Meeting (se non altro dal punto di vista degli invitati politici) non c’è quasi più traccia. Resta la partecipazione del governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni, pressoché scontata dato il sostegno che storicamente la Regione ha sempre dato alla manifestazione e data anche l’importanza del modello lombardo legato alla Cdo. Per il resto si rivede l’ex premier Romano Prodi (parlerà di migranti con monsignor Silvano Maria Tomasi del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace), ci saranno il renzianissimo sindaco di Firenze Dario Nardella e la sindaca di Lampedusa in prima fila nell’accoglienza dei profughi Giusi Nicolini, il senatore del Pd Luigi Manconi e la deputata dem Maria Chiara Gadda.

AVANTI I BERGOGLIANI, FUORI NEGRI

Confermata anche quest’anno una pesante assenza tra gli ecclesiastici: monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e allievo di don Luigi Giussani, non parlerà da quel palco che lo ha visto protagonista in quasi tutte le edizioni, e questo anche in ragione delle recenti frizioni con i vertici di Cl. Il Meeting dimostra così di non gradire le voci critiche all’interno della Chiesa, preferendo concedere il microfono a personalità molto vicine a Papa Francesco: è il caso del direttore de La Civiltà Cattolica padre Antonio Spadaro, che torna a Rimini per la seconda volta in tre anni, e parlerà proprio della “Diplomazia di Francesco. La misericordia come processo politico”, quindi di monsignor Matteo Maria Zuppi, scelto dal Pontefice come arcivescovo di Bologna dove sta marcando un’evidente discontinuità rispetto al suo predecessore cardinale Carlo Caffarra. Ci sarà anche un prelato cresciuto all’interno di Cl come monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, mentre l’analisi storica della Chiesa italiana sarà affidata al docente dell’Università Cattolica di Milano Agostino Giovagnoli.

L’ISLAM AL CENTRO DEL DIBATTITO

Con il tema del terrorismo islamico sempre più all’ordine del giorno, non potevano mancare anche in questa edizione del Meeting gli incontri con esponenti del mondo musulmano. Si va così dall’ospite fisso Wael Farouq (docente di Lingua Araba alla Cattolica di Milano e in passato organizzatore del Meeting al Cairo) al presidente del Cantone di Kobane in Siria Mustafa Abdi; e poi ancora Moncef Ben Moussa, direttore del Museo del Bardo a Tunisi; Gultan Kisanak, sindaco di Diyarbakir in Turchia; Ghulam Ghous Nikbeen, sindaco di Herat in Afghanistan; Aziz Hasanovic, Gran Muftì di Croazia; Abdessatar Ben Moussa, Premio Nobel per la Pace 2015, presidente Lega tunisina per la difesa dei diritti dell’uomo (LTDH). Da segnalare anche l’incontro con Marcilio Haddad Andrino, l’ingegnere miracolato del Brasile su intercessione di Madre Teresa, accompagnato da Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione della suora che operava a Calcutta e che sarà dichiarata santa da Papa Francesco il 4 settembre.

 

Maria Elena Boschi

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