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Cinque liste elettorali, una coalizione variegata che va dai liberali ai popolari e che comprende, ovviamente, Fratelli d’Italia e Lega Nord. Giorgia Meloni ha presentato oggi a Roma i nomi di chi la affiancherà nella sua corsa elettorale per il Campidoglio. Tra conferme e sorprese, c’è pure lo spazio per qualche operazione di “ingegneria politica”: a sostegno di Meloni ci saranno anche i popolari che fanno riferimento all’ex ministro della Difesa, Mario Mauro, e i liberali rappresentati dall’ex segretario del Pli, Stefano De Luca. Ecco tutti i dettagli.

I SASSOLINI DI MELONI

Nella conferenza stampa la leader di Fratelli d’Italia si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Il primo nei confronti di chi negli ultimi giorni ha fatto rimbalzare – sui social e su qualche testata – l’ipotesi di un suo passo indietro. “E’ la prova che la mia è una candidatura molto competitiva“, ha commentato. Il secondo sassolino invece se lo è tolto quando ha parlato dei suoi rapporti con Matteo Salvini, secondo alcuni non più così idilliaci anche a causa delle smanie da leader del segretario della Lega (confermate, peraltro, nel suo libro): “I quotidiani continuano a raccontare di dissidi su quisquilie. Ringraziando Dio, invece, le cose vanno più che bene. Con Matteo ci sentiamo tutti i giorni“. Una fotografia che Meloni ha provato a ribadire anche plasticamente, visto che si è presentata di fronte a giornalisti e telecamere accompagnata – oltre che dal fondatore di Fratelli d’Italia Fabio Rampelli – dalla capolista di Noi con Salvini nella capitale, l’ex presidente della Camera Irene Pivetti, e dal principale esponente romano della Lega, la deputata Barbara Saltamartini.

I FRATELLI DI GIORGIA

L’asse portante dello schieramento di Meloni per il Campidoglio è rappresentato comunque dalla lista di Fratelli d’Italia. In lizza ci sono numerosi esponenti politici con un’esperienza amministrativa maturata nei municipi o nell’assemblea capitolina. I più accreditati per un posto nel prossimo consiglio comunale – anche se molto dipenderà dal risultato complessivo di Meloni – sono gli ex. Tra questi, sono da segnalare in particolare i nomi dell’ex assessore ai Lavori pubblici della giunta Alemanno Fabrizio Ghera, dell’ex presidente della commissione ambiente Andrea De Priamo e del responsabile Enti locali del partito Federico Rocca. Altro nome che si dice possa concorrere per un seggio è quello di Maurizio Politi, vicino a Federico Iadicicco, responsabile del dipartimento Famiglia di Fratelli d’Italia e voce ascoltata tra i movimenti del Family Day (qui un articolo sul tema di Formiche.net). Non ci sarà comunque un capolista: i candidati saranno presentati in ordine alfabetico. In ossequio al “principio meritocratico“, ha commentato Meloni.

LA LISTA CIVICA DI GIORGIA

Come accade di regola, a sostenere la candidatura di Meloni ci sarà anche una lista civica. “Una lista  senza alcun esponente politico ma fatta di professionisti, docenti universitari e persone del mondo dello spettacolo“, ha spiegato. La guida, infatti, l’autrice televisiva e radiofonica Turchese Baracchi, opinionista della trasmissione di Canale 5 Forum condotta da Barbara Palombelli. Ne fanno parte anche il regista teatrale Luciano Cannito e l’avvocato esperto di diritti dei minori Maria Gabriella Zimpo. Nome destinato a suscitare interesse è poi ovviamente quello di Rachele Mussolini, sorellastra dell’altra Mussolini, Alessandra, che invece corre come capolista di Forza Italia a sostegno del candidato sindaco Alfio Marchini. Entrambe figlie – ma di madri diverse – di Romano Mussolini, a sua volta quarto figlio di Benito.

OPERAZIONE CENTRO

Per allargare il suo bacino di voti – ed aumentare quindi le sue chance di vittoria – la leader di Fratelli d’Italia si è anche lanciata in un’operazione “di sfondamento al centro”. In questo senso si può spiegare la presenza al suo fianco di due liste che difficilmente qualche mese fa si poteva ipotizzare avrebbero corso a supporto del duo lepenista Meloni-Salvini. Si tratta dei popolari dell’ex ministro della Difesa Mario Mauro (che si presenteranno con il nome di Federazione popolare per la libertà) e del Partito liberale italiano.

LA SCELTA DI MAURO

Basta leggere la biografia politica di Mauro, d’altronde, per rendersi conto di quanta distanza esista – su alcuni temi – con Meloni e Salvini. Non tanto su Roma (dove l’ex ministro si è attivamente speso negli ultimi mesi per una riunificazione del centrodestra) quanto soprattuto sull’Europa. Mauro è stato infatti capogruppo del PPE al Parlamento europeo e fiero sostenitore dell’esperienza di governo di Mario Monti, a tal punto da essere candidato e poi eletto in Senato con Scelta Civica, il movimento fondato e poi abbandonato dall’ex presidente del Consiglio. Percorso che lo ha anche portato a far parte del governo di larghe intese di Enrico Letta. La sua lista sarà guidata da Giuseppe Cossiga, figlio dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

I LIBERALI PER GIORGIA

Sostegno inatteso – ma ben accetto, ovviamente, da Meloni – anche quello dei liberali del Pli, che alla conferenza di oggi erano rappresentati da un volto storico del partito, il presidente Stefano De Luca, a cavallo degli anni ’80 e ’90 sottosegretario alle Finanze nei governi Goria, De Mita, Andreotti, Amato e Ciampi. Esponente politico che ha tradizionalmente rappresentato l’ala sinistra del Pli. De Luca, comunque, non correrà in prima persona. Tra i candidati liberali per il Campidoglio, si segnala il nome di Maurizio Irti e poi quello di Massimiliano Giannocco dell’Unione Petrolifera.

Giorgia Meloni prova a sfondare al centro con i popolari di Mauro e i liberali di De Luca

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