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Nelle Filippine soltanto il 5% dei 92 milioni di abitanti professa la religione musulmana. Ma, come in Malesia, l’incubo del fondamentalismo islamico è in aumento. Gli jihadisti dell’organizzazione Abu Sayyaf, alleata dello Stato Islamico, hanno ucciso uno dei 20 prigionieri rapiti nelle Filippine. Sei settimana dopo il sequestro, gli estremisti musulmani hanno pubblicato un video dove annunciano l’assassinio di John Ridsdel. Chiedevano 21 milioni di dollari in cambio della sua liberazione.

LA MORTE (STILE ISIS) DEL CANADESE

John Ridsdel aveva 68 anni ed era amico di Bob Rae, ex capo del Partito Liberale canadese. Dopo anni dedicati al giornalismo, Ridsdel era diventato consulente di un’impresa con attività nei giacimenti di oro e argento nelle Filippine. Era stato sequestrato il 21 settembre, su una barca vicino al complesso alberghiero dii Davao, a 500 chilometri di Jolo, quando navigava insieme a un altro connazionale, un norvegese e una famiglia filippina. La testa di Ridsdel è stata ritrovata davanti a un palazzo a Jolo. Il primo ministro canadese, Justin Trudeau, confermò la notizia: “La responsabilità di questo crimine è del gruppo terrorista che lo sequestrò… Il governo non comunicherà nessuna informazione che possa danneggiare gli sforzi per combattere questa organizzazione”.

GLI ORIGINI DI ABU SAYYF 

Abu Sayyaf è accusata dell’attentato con una bomba nella costa di Manila, che provocò 100 morti. È un movimento terrorista che opera in diverse regioni del sud delle Filippine, nato nel 1991 dall’iniziativa di un gruppo di ex combattenti della guerra in Afghanistan contro l’antica Unione Sovietica. Il gruppo si è rifiutato di partecipare all’accordo di pace con il governo di Manila a marzo del 2014. Da 20 anni sequestra stranieri per finanziare operazioni e attentati.

ALLEANZE PERICOLOSE

I leader di Abu Sayyaf hanno dichiarato ufficialmente fedeltà allo Stato Islamico. Tuttavia, gli analisti sostengono che si tratta di un’organizzazione criminale e non di un movimento terroristico con base ideologica. Un video pubblicato di recente raggruppa i leader di Abu Sayyaf, Ansar al Charia e Ansar al Jilafa. “La fusione di queste formazioni ribelli spinte da Isis e l’unione tra i leader è una sfida senza precedente per il governo di Manila”, ha detto Rohan Gunaratna, direttore dell’International Centre for Political Violence and Terrorism Research. Gunaratna crede questo annuncio sia il primo passo verso la consolidazione di Isis nelle Filippine, più specificamente nell’isola di Mindanao, dove secondo il sindaco di Cotabato, Japal Guiani, Isis ha arruolato più di 1.000 giovani negli ultimi anni.

IL PARENTE DI BIN LADEN

Secondo la Cnn, durante i primi anni Abu Sayyaf contava sul finanziamento di un membro della famiglia del leader di Al Qaeda, Osama bin Laden. Nel 2014, ha raccolto più di cinque milioni di dollari per la liberazione di una coppia di tedeschi sequestrati di fronte all’isola di Palawan.

Attualmente, trova denaro dai sequestri e hanno in ostaggio più di 20 prigionieri, di cui 18 sono marinai indiani e malesi, sequestrati al sud dell’arcipelago. Questa organizzazione avrebbe sequestrato l’anno scorso – e liberato l’8 aprile – l’italiano Rolando Del Torchio (qui l’articolo di Formiche.net). Su Repubblica, Del Torchio ha negato che lo Stato italiano abbia pagato il riscatto. “Si presume che la famiglia – precisa l’inviato Emilio Marrese non lo Stato italiano, abbia pagato un riscatto, ma è coperto dal segreto istruttorio”.

Abu Sayyaf, chi sono e cosa fanno nelle Filippine gli alleati di Isis

Nelle Filippine soltanto il 5% dei 92 milioni di abitanti professa la religione musulmana. Ma, come in Malesia, l’incubo del fondamentalismo islamico è in aumento. Gli jihadisti dell’organizzazione Abu Sayyaf, alleata dello Stato Islamico, hanno ucciso uno dei 20 prigionieri rapiti nelle Filippine. Sei settimana dopo il sequestro, gli estremisti musulmani hanno pubblicato un video dove annunciano l'assassinio di John Ridsdel. Chiedevano…

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